da leggere tutto d'un fiato, dal forum della Stampa di Torino
Un amore mai nato. Sciarpe e Stendardi.
BOB66
Cari dirigenti, nel luglio del 2006 sono stato tra i primi a sottoscrivere l'abbonamento quando volevano sbatterci in C.
Sapete quale fu la risposta al dipendente Lottomatica (o Juve...) che mi disse di tornare più avanti, perchè forse la Juve avrebbe giocato in una categoria inferiore ed il prezzo sarebbe stato conseguentemente più basso?
"Si faccia i fatti suoi, sono dieci anni che non faccio la tessera. La Juve mi ha dato tante gioie e questo è l'unico modo che ho per ricambiarle l'affetto. Curva Nord, secondo livello". E la tessera, ritirata poi al Delle Alpi insieme ad un assegno di rimborso, mai incassato, fu mia.
Per vederla giocare allo stadio con l'Albinoleffe, il Frosinone, il Mantova, il Rimini, dopo averla vista dominare in Europa l'Ajax, il Real Madrid, eliminare squadre del calibro di Bayern, Barcellona, e sovrastare in Italia tutti gli altri, ma sempre in TV, solo qualche trasferta all'estero per semifinali e finali di Champions (compresa Roma).
Vi ho sostenuto fino a poco tempo fa perchè mi ispiravate fiducia.
Mi davate idea di voler intraprendere un corso nuovo spinti da eventi "misteriosi" che hanno falcidiato la nostra reputazione, la nostra gloria, il nostro onore, il nostro palmares, la nostra rosa, ma soprattutto i nostri cuori.
Che foste "obbligati" a recitare una parte per cercare di sopravvivere.
Avete rivisato il sito della Società e rotto i ponti con tutto ciò che riguardava il recente passato, passando sul cadavere di una delle più gloriose bandiere bianconere: Roberto Bettega.
E già lì, la mia fiducia ha iniziato a venire meno, ma ho pensato che fosse necessario per la nuova immagine che volevate dare al club e pur con dolore, ci son passato sopra.
Avete cercato altri soldi con la storia dei Juventus-Member, a cui ho aderito, per dare il mio contributo, ho rifatto la tessera in curva quest'anno, l'aumento di capitale, l'abbonamento a Juve-Channel, per dare il mio contributo concreto non di semplice tifoso, ma di vero e proprio sostenitore.
Ma ora mi sento tradito.
Con una Juve in questo stato, ci fosse la Vecchia dirigenza, coi soldi presi dall'aumento di capitale e da Mediaset, tanto per toglierci un po' l'amaro in bocca, ci sarebbe l'annuncio entro le 19 di oggi di un campione vero, magari a giugno.
E invece sento parlare Montali (ma che c'azzecca con noi un viola che di calcio non ne capisce nulla) di Comitati Sportivi e altre baggianate, lo sento svilire il suo D.S., lasciato allo sbaraglio in un mondo di lupi famelici che non vedevano l'ora di rifilarci i bidonazzi arrivati quest'anno, dire che il mercato è finito.
Ma lo stipendio per lui c'è, 'sto C.d.A., mamma mia, quanto ci costa....
La delusione ha preso il sopravvento. Mi avete nauseato.
Ho già vissuto il periodo della prima rivoluzione in società, con la Juve moderna di Montezemolo - Bendoni - Maifredi, che fece ridere mezzo mondo vantando in rosa campioni come Luppi (Grygera), Julio Cesar (Andrade), Magrin se non erro (Tiago e Almiron messi insieme) e tanti altri comprimari (Palladino su tutti, senza attributi e senza cuore).
Nonostante il tentativo di restaurazione, lo scempio compiuto in quel breve lasso di tempo, fece in modo che non vincessimo più nulla per un bel pezzo e che tanti campioni preferissero altre squadre, anche se in quel periodo il campionato italiano era la mecca per tutti i fuoriclasse stranieri, il cui sogno era proprio quello di sbarcare in Italia, mentre i nostri ad andar fuori neanche ci pensavano.
Quante le similitudini con la Juve di oggi, che si distingue però per l'orgoglio e la classe dei campioni che avete già trovato, presi da altri, e che riescono a trasmettere quella determinazione ai nuovi modesti (a parte Iaquinta) arrivati.
Nacque di lì a poco il calcio business, ma la Proprietà non cacciò più una lira, poi più un euro, e fino a quando non si mise gente competente a fare il proprio dovere, fummo tagliati fuori da tutto.
Come voi oggi: state facendo lo stesso sbaglio. In un mondo che è restato di serpi, sembrate le cavie che vendono nei negozi di animali e che servono da cibo per i pigri pitoni addormentati nelle teche delle case dei ricchi.
Magari con buoni propositi, sembra che a volte vogliate portarvi la croce addosso di colpe mai provate, sembrando conniventi con chi ci ha assassinato.
Siate sinceri con noi: se siete spinti solo dal business e non portati dal cuore, sedete nel posto sbagliato.
Non è ancora il tempo di un calcio italiano come il football in America, dove la gente si alza sul 30 pari a cinque minuti dal termine per andare a mangiare un hot-dog al bar.
Questo non è un gioco, è una passione.
Il sottoscritto, per esempio, si è svergato 20 ore di treno - sola andata - per andare a vedere perdere la Champions ad Amsterdam arrivando a destinazione alle 19, e ripartendo alle 24. La mia vescica e la mia prostata in quel viaggio volevano abbandonare il mio corpo.
Ma lo rifarei, altre cento volte, anche se mi dessero il 10% di vittoria.
Perchè? Perchè NOI siamo la Juve, non voi, con le vostre conferenze stampa da strapazzo.
Voi il treno, un autogrill, un panino preparato il giorno prima e una birra calda, un pullman, non sapete cosa siano.
Ed è proprio questo che non avete capito, la nostra incomunicabilità, su piani diversi, perchè se un briciolo ci aveste compreso, non ci avreste fatto incontrare i nostri più acerrimi rivali con la difesa di ieri sera.
I nostri boia, che vengono qui coi loro ragazzini a prenderci a gomitate in faccia, senza che nessuno di voi osi dire nulla. Ma ci siete o ci fate? Se ci fosse stato un certo Paolo Montero in campo, il correttissimo (educato dall'onesta - notizia di oggi - società nerazzurra) Balotelli avrebbe già capito ieri sera come ci deve comportare nel calcio che conta.
E dopo quel gesto, gli auguro di fare la fine dell'Imperatore Adriano.
Sì, più della sconfitta, questo mi amareggia.
Il vostro silenzio, la vostra impotenza, il vostro far finta di niente.
Il vedere l'allenatore avversario lamentarsi ancora...
Solo Mauro German ha fatto qualcosa di materiale sbagliando, inconsapevolmente, bersaglio.
Ed è ciò che percepisco oggi.
Anche i nostri giocatori - soprattutto i nuovi -, come noi, non si sentono protetti, tutelati da chi dovrebbe farlo.
Quelli di prima, nonostante tutto ciò che nessuno ha mai provato, quando serviva, erano severi, per educare, ma ti proteggevano, quando ti aggredivano senza criterio.
Voi avete l'elicottero, l'autista.
Ma ricordatevi di questo: anni e anni fa, c'era già chi aveva l'elicottero e l'autista, ma a differenza vostra, se fossero stati in panne entrambi, sarebbe salito con noi sul treno, perchè Lui la Juve l'amava davvero e ci faceva ammirare campioni come Sivori, Charles, Platini, Baggio, Del Piero, dando l'esempio.
Ho rivisto in un documentario i sorrisi e la classe della persona di cui sto parlando pochi giorni fa: Gianni Agnelli, seduto in tribuna.
Il tuo di sorriso, caro Blanc, anche se causato dalla diatriba Saccani - Del Piero sulla posizione della palla a fine partita, mi sembrava invece il ghigno di un mercenario, profumatamente remunerato, con racchetta e bicicletta al posto di spada e cavallo...
La nostra passione, il nostro onore, la nostra bandiera non meritano ghigni di questo tipo.
Nella finale di Champions a Roma Gianni Agnelli non riuscì, dall'emozione, a guardare i rigori.
Andò al bar a bere un caffè, per poi gioire alle urla del popolo gobbo.
Boniperti si fermava un tempo solo ed i derbies li evitava per non rischiare il coccolone.
Tu caro Blanc, i coccoloni li vuoi far venire a me.
Forse, ti dispiacerebbe aver perso un azionista, un abbonato a Juve-Channel, un abbonato allo stadio ed un Juventus Member. Non aver perso un tifoso.
Ma se non apri il portafoglio, o se i soldi li regali a chi vuoi tu (vedi Almiron e portoghesi vari più parametri zero da media classifica), l'anno prossimo, non mi freghi più, con tessere e boiate varie.
E di tifosi e sostenitori ne vedrai sempre meno, perchè si sa, da bambini o tuo padre ti porta allo stadio e puoi anche avere la disgrazia di diventare del Toro o dell'Inter, od in genere tifi per chi vince.
Ma allo stadio, comunque io ci andrò sempre, dieci anni di assenza son bastati.
Con mio figlio di quattro anni. Ad incitare chiunque indossi la magica maglia. Come ieri sera.
E per vedere se continui a venire al Comunale con la sciarpa da curvaiolo.
Quella no, Gianni Claudio Bianco, quella lasciala a noi, a te non dona.
E sai perchè?
Perchè ti manca il Nero.
Bianconeri si nasce, non si diventa.
Ma ancora non capisci.
Dopo la Sciarpa, lo Stendardo.
Con tutto l'amore che comunque già provo per Willy, da ieri sera.
Perchè per la Gobba io piango, tu ghighi.




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