Oggi in un fondo sul Piccolo si dibatte su quanto importante sia il Porto per Trieste. Che ne pensate?
Fini
Casini
Berlusconi
Bertinotti
Veltroni
Fassino
Prodi
Mastella


Oggi in un fondo sul Piccolo si dibatte su quanto importante sia il Porto per Trieste. Che ne pensate?


Ho votato 2 + 3 + 4 perchè penso che realmente un porto per container automatizzato dia pochi posti di lavoro, indotto compreso.
Trieste ha anche altre risorse, ecologicamente meno devastanti, come il turismo, la posizione ideale come testa di ponte per imprese ed organizzazioni verso la Nuova Europa, congressi con tutto il loro indotto di hotel, ristoranti, cultura, interpreti, organizzazione, eventi...
Semmai vedo come chance il Porto Nuovo: in Porto Vecchio i camion oggi non ci possono arrivare legalmente e il bukone, oltre ai danni geologici ed ambientali, sarebbe una bruttura incancellabile da lasciare in eredità alle nuove generazioni.


La mia idea di porto non è quella dei "conservatori difensori" del porto vecchio, tuttavia benchè Trieste possa avere molte altre risorse (utilizzate malissimo e molte delle quali in concorrenza con Udine), credo che il porto sia la ragione di esistenza di questa città.


Dal Picolo: Silvio Maranzana
Il Piano operativo triennale 2007-2009 presentato dal presidente dell’Authority sarà discusso il 17 aprile dal Comitato portuale
Si punta sull’autoporto di Fernetti e Prosecco. In Porto Vecchio opererà solo Adriaterminal TRIESTE. L’autoporto di Fernetti e la stazione di Prosecco: sono le due aree dove sarà trasferita una parte del Punto franco oggi collocato nel Porto Vecchio di Trieste. Lo mette per la prima volta nero su bianco il presidente dell’Authority Claudio Boniciolli nel Piano operativo triennale 2007-2009 che sarà discusso e votato il 17 aprile dal Comitato portuale.
«Sarebbe auspicabile per l’autoporto di Fernetti - si legge nel capitolo intitolato «Azioni inerenti ai Punti franchi del porto di Trieste» - una funzione direttamente collegata a quella portuale, conferendo il regime di Punto franco a quell’area retroportuale che offre un accesso diretto alla Grande viabilità e che può essere collegata facilmente, con una bretella di soli cento metri, con la rete internazionale ferroviaria. Analoga valutazione - continua il documento - va fatta per il comprensorio della stazione di Prosecco dove vi sono circa 200 mila metri quadrati di aree già infrastrutturate, con collegamento alla rete ferroviaria e facilmente collegabili alla vicinissima rete autostradale, una parte delle quali già fruisce del regime di Punto franco portuale, ancorché temporaneamente sospeso».
Il ragionamento è più facilmente comprensibile partendo dalla premessa in cui l’Authority sottolinea che «i depositi del caffé, prodotto che consolida l’immagine di Trieste a livello mondiale, dei materiali non ferrosi gestiti per conto delle borse internazionali di Londra, Parigi, New-York, dei prodotti forestali lavorati, degli impianti industriali e della relativa componentistica, nonché delle commodities in generale, cioè di quei prodotti di base o semilavorati che sono oggetto di negoziazione presso i mercati internazionali, rappresentano per il nostro porto un settore di attività con ritorni economici rilevanti».
Le strutture di Fernetti e di Prosecco, nella rimappatura delle aree designata da Boniciolli che creerebbe anche nuovi spazi per le operazioni strettamente portuali, diverrebbero «centri di distribuzione di rilievo europeo pe le operazioni di stoccaggio, di manipolazione e di borsa delle merci. Si otterrebbe un’interessante funzione logistica nei depositi di commodities da commercializzare con la conseguente possibilità di ridare funzionalità a strutture pubbliche che sono idonee ad accogliere tale attività».
La riperimetrazione dei Punti franchi è divenuta un caposaldo del Piano regolatore del porto tant’è che, pur essendo lo strumento urbanistico pressoché completato dalle gestioni precedenti, Boniciolli dopo il suo insediamento ha deciso di rimettervi mano chiedendo anche una preventiva concertazione con i Comuni di Trieste e di Muggia. La stessa variante per il Porto vecchio, dopo essere stata licenziata dal Ministero dell’Ambiente, non è ancora stata inviata per l’esame finale alla Regione poiché vi sarebbero evidenti punti di discrasìa con il masterplan realizzato dallo studio di Venezia collegato all’architetto londinese Norman Foster.
Nel documento sui Punti Franchi vi è però, anche in questo caso per la prima volta nero su bianco sotto la gestione Boniciolli, la sostanziale liquidazione di operazioni strettamente portuali in Porto Vecchio, fatta eccezione per l’Adriaterminal. Il Porto Vecchio è definito, fatto salvo il compendio demaniale denominato Adriaterminal, «inidoneo ad accogliere le navi di recente generazione», «mancante di un collegamento con il Porto Nuovo» mentre l’uscita di camion provocherebbe forti intasamenti nel traffico cittadino. È giudicato inoltre «inidoneo nei magazzini, abbandonati e degradati», eppure vincolati dalla Sovrintendenza e quindi non abbattibili.
Ma altri progetti per il Porto Vecchio lo stesso Boniciolli li ha accennati ieri mattina al convegno alla Stazione marittima, di cui riferiamo sotto, sul Distretto della nautica. «Vi insedieremo - ha annunciato - un grande centro per la nautica da diporto. Cantieri per la costruzione di imbarcazioni da diporto medio-grandi si sono già detti interessati a operare in regime di Punto franco». E ha riferito ai presenti di aver delineato un primo documento, il Piano perativo triennale appunto, che indica la strada per riportare il porto di Trieste all’attenzione internazionale.
Il Piano prevede anche la realizzazione di alcune opere ritenute fondamentali. Tra queste, la Piattaforma logistica per la quale sono però disponibili appena un’ottantina dei 278 milioni previsti.
E poi ridisegna gli approdi e le strutture a terra per i traffici:
Intanto proprio oggi la giunta regionale, su proposta dell’assessore Sonego, voterà il finanziamento ordinario per l’Authority triestina per oltre 13 milioni di euro.(29 marzo 2007)
- 1) la Stazione marittima, con l’ampliamento del molo e l’adeguamento del magazzino 42 per le navi da crociera,
2) l’ormeggio 57 alla radice del Molo Settimo per far tornare i traghetti greci,
3) l’allungamento dello stesso Molo Settimo per permettere l’arrivo delle maxiportacontainer,
4) l’infrastrutturazione dell’area dell’ex Aquila per collocare lì il terminale dell’autostrada del mare Trieste-Turchia e lasciare quello di Riva Traiana alle merci varie,
5) la modernizzazione e l’ampliamento del Molo Quinto.


Mi sembra che Boniciolli abbia le idee chiare: non cade in preda ai soliti sentimentalismi ed ai progetti faraonici, di sicuro interesse solo per chi commissiona e per chi realizza "studi di fattibilità".
Adesso arriveranno segnalazioni, articoli, sfuriate varie sul Piccolo da parte dei "disintere$$ati" Gambassini, Camber, Dipiazza.


DiPiazza ed altri hanno gia dato parere positivo con una riserva solamente relativa alla mancata concessione del molo quarto alla fiera.


ITALIA-COREA: PRODI, RIPOSIZIONATI SU MERCATI MONDIALI
"Ci vorra' tempo, ma il riposizionamento dell'Italia sui mercati internazionali e' stato almeno iniziato". Il presidente del consiglio, Romano Prodi, conclude la sua visita in Corea, la prima di un premier italiano in questo Paese, e riparte per Roma. Ieri si e' svolto il forum economico tra Italia e Corea, mentre stamattina si e' aperto il terzo forum della scienza e della tecnologia, per stimolare le collaborazioni tra laboratori di ricerca dei due Paesi. I settori individuati per la collaborazione sono stati quelli della logistica -tanto che alcuni tecnici coreani sono gia' a Trieste per valutare le condizioni del porto italiano- dell'energia rinnovabile su cui la ricerca italiana e' avanzata, della meccanica e di tutto il settore della piccola e media industria. "Abbiamo aperto un nuovo cammino", ha concluso Prodi, "siamo in ritardo, ma vogliamo procedere con rapidita'".


REGIONI: FVG; RICCARDI, SI' A COORDINAMENTO PORTI ADRIATICO
(ANSA) - TRIESTE, 15 LUG - Per l'assessore alle Infrastrutture del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi il coordinamento tra i porti dell'Adriatico è una "strategia assolutamente ambiziosa", che "va perseguita". Lo ha affermato oggi a Trieste nel corso della conferenza finale del progetto di cooperazione transfrontaliera "Portus", finanziato dal programma europeo di Prossimità Adriatico Interreg/Cards-Phare sotto l'egida dell'Iniziativa centro Europea (Ince), che propone la creazione di un Segretariato per gli scali del medio e alto Adriatico. Riccardi - informa una nota della Regione - ha auspicato anche che vi sia "la prosecuzione del progetto, che il Friuli Venezia Giulia si candida a guidare, e che dovrà vedere la cooperazione allargata a tutte le Autorità portuali dell'Area". Per Claudio Boniciolli, presidente dell'Autorità portuale di Trieste "l'Adriatico potrà crescere, se non altro perché oggi tutti gli scali che vi insistono, messi assieme, valgono forse un ottavo di un grande porto dell'Europa settentrionale. E l'Adriatico può costituire invece l'accesso a quel grande retroterra che, con l'allargamento dell'Unione europea, può proiettare l'Italia e il Friuli Venezia Giulia - ha concluso - verso Est".
La creazione di un "Sistema Adriatico" consentirebbe l'ottenimento di finanziamenti internazionali utili non solo per la realizzazione di infrastrutture strategiche e minori. Lo ha affermato oggi a Trieste Giuseppe Razza, general manager dell'Iniziativa Centro Europea (Ince), a margine della conferenza finale del progetto di cooperazione transfrontaliera "Portus". Secondo Razza, la realizzazione di opere infrastrutturali di collegamento "passa attraverso la cooperazione istituzionale tra operatori pubblici e privati fondamentale soprattutto - ha sottolineato - al fine dell'ottenimento dei finanziamenti internazionali, in particolare comunitari e della Banca europea per gli Investimenti". La creazione del 'Sistema Adriatico' per Razza "consentirebbe l'inserimento nel progetto di finanziamenti minori con caratteristiche prettamente nazionali, come i collegamenti stradali, ferroviari, telematici, con le grandi reti di trasporto europeo, ottendendo quindi un finanziamento complessivo, nella quale - ha precisato - ci sono finanziamenti strategici ma anche finanziamenti minori". Ad esempio, Razza ha indicato la realizzazione dei collegamenti veloci merci-passeggeri tra i porti di Venezia e Capodistria o Venezia e Trieste, i collegamenti infrastrutturali interni alta capacità con i grandi bacini del centro Europa e dell'Europa dell'Est, o l'ampliamento delle banchine portuale verso il mare. (ANSA).
REGIONI: VENETO; CHISSO, BENE RICCARDI SU PORTI ADRIATICO
VENEZIA, 15 LUG - "Le dichiarazioni di oggi aprono la strada ad un percorso concreto di coordinamento dei porti dell'Adriatico, che come Veneto auspichiamo da tempo". Lo ha detto l'assessore alle politiche della mobilità del Veneto Renato Chisso, commentando le affermazioni dell'assessore alle infrastrutture del Friuli Venezia Giulia Riccardo Riccardi sull'argomento. "E' la risposta che serve al Nord Est, al Paese e all'Europa - ha proseguito Chisso - per competere nello sviluppo mondiale del trasporto merci da e verso il vecchio continente, con benefici per le nostre comunità". "Chiederò al collega Riccardi un incontro - ha concluso Chisso - per elaborare un percorso comune che consenta di raggiungere al più presto un obiettivo che è auspicato da tutti e al quale occorre dare concretezza nei tempi più brevi". (ANSA).


Io anche capisco che sia una cosa buona collegare e coordinare i porti dell'Adriatico, ma che ce ne facciamo di ottimi porti privi di ferrovie decenti (dalla costa a Lubiana, Budapest e Vienna) o con binari bellissimi, ma vuoti (Pontebbana)??


PORTO VECCHIO: VISITA DEL SINDACO ED IL PRESIDENTE DELL’AUTORITA’ PORTUALE ALL’AREA. GIA’ UNA QUARANTINA LE RICHIESTE DI CONCESSIONE E A FINE MESE SCADONO I TERMINI PER LE DOMANDE.
“TRIESTE SI STA RIAPPROPRIANDO DI UN’ AREA NECESSARIA AL SUO SVILUPPO”
Articolato sopralluogo quest’oggi (mercoledì 16 luglio) all’area del Porto Vecchio di Trieste, da parte del sindaco Roberto Dipiazza, con il presidente dell’Autorità Portuale Claudio Boniciolli, il presidente della Porto Vecchio Srl Luigi Rovelli e il dott. Cuomo, responsabile del demanio dell’Autorità Portuale..
Al termine, nella sede della Porto Vecchio Srl, si è tenuta una conferenza stampa dove il sindaco e il presidente dell’Autorità Portuale, hanno fatto il punto della situazione, a poco meno due settimane dal termine (fissato per la fine di luglio) per la presentazione delle domande di concessione per l’area.
Nel rispetto delle procedure e della legge, prosegue quindi il lavoro della specifica commissione. Circa una quarantina le richieste finora presentate, alle quali potrebbero aggiungersi ancora alcune. Diverse le tipologie delle richieste: cinque-sei domande sono di carattere generale e riguardano tutta l’area del Porto Vecchio, alcune altre interessano singole aree e terreni, mentre altre ancora riguardano specifici spazi e aree marittime. “Operatori di tutto il mondo guardano a Trieste con rinnovato interesse” -ha sottolineato il presidente Boniciolli- che non ha mancato di ribadire “la positiva collaborazione tra il Comune e l’Autorità Portuale” come pure la linea del criterio di scelta, volta a privilegiare “la massima redditività per le aree da dare in concessione, a tutto beneficio dell’Autorità Portuale, dello Stato e della città”.
Estremamente soddisfatto il sindaco Roberto Dipiazza, che con una variante storica ha dato il via alle diverse fasi, e a breve si vedrà già le prima realizzazione concreta, come il magazzino 26, con i suoi 32 mila mq su più piani.
“Oggi la città -ha commentato Dipiazza- si sta riappropriando di un’area necessaria per il suo sviluppo, perché il suo futuro e qui”. Il primo cittadino ha ricordato i passi importanti compiuti in questi anni per arrivare a questo punto, “si tratta di una grande opportunità e vorrei terminare il mio mandato vedendo realizzato e ridato alla città almeno un pezzo del Porto Vecchio”.
E in quest’ottica, senza entrare in polemiche -ha detto ancora Dipiazza- dobbiamo risolvere il “tappo” della zona del Silos e di piazza Libertà, con un intervento -come quello proposto dall’Amministrazione comunale- che sia compatibile allo sviluppo futuro e al decollo dell’intera area che sarà riaperta alla città. “Il ‘tesoretto’ noi in questa città ce l’abbiamo e cerchiamo di metterlo in resa” --ha concluso il sindaco- riaffermando come “il Porto Vecchio e il Porto Nuovo sono gli assi portanti per lo sviluppo della nostra città”.
Tutta l’operazione del Porto Vecchio ha un valore stimato che si aggira introno agli 800 milioni di euro.
COMTS-GC