Appunto, vorrei capire che cosa farà Autonomia repubblicana?


Appunto, vorrei capire che cosa farà Autonomia repubblicana?




"Autonomia Repubblicana" -sempre ammesso che sia mai esistita- farà ciò che deciderà il Consiglio Nazionale MRE -sempre ammesso che a quell'epoca il MRE esisterà ancora-.
Al massimo ci farà vedere se sarà capace di portare qualche buona idea in quella sede. E se non fosse capace di portare delle buone idee (e dei numeri) lì, figuriamoci altrove.
Il punto è semmai se nello stretto giro di un paio di settimane noi Repubblicani del MRE saremo capaci di sciogliere in un modo o in un altro i nodi che abbiamo aggrovigliato puerilmente per mesi intorno alla questione della nostra piena adesione al Partito Democratico.
Se non saremo capaci di prendere una decisione, una qualsasi ma schietta, sarà la Storia a cancellarci.


a Filì , qui si va a votare probabilmente fra nemmeno 80 giorni, grandi costruzioni contro i vari GF ( siano essi il grande fratello, il grande cocomero o piacevolezze del genere) non mi sembra che ci sia tempo per farle.
Bisogna capire se ciascuno di noi ha eleborato idee che si inseriscono in qualcosa di fattibile, oppure se qualcuno di noi è come l' eunuco nell' harem che vede tutto, commenta tutto , ma non partecipa a nulla.
Io con tutti i miei dubbi e perplessità, darò il mio miserrimo contributo alla campagna del PD sperando che si allei formalmente ai socialisti, che questi riescano a raccolgiere intorno a se altre forze laiche, come i radicali, pezzi di liberali e repubblicani non interessati al PD, forse si potrebbe fare un pensierino anche su Di Pietro e Tabacci,( ovviamente in lista diversa dai laico socialisti)e ci sarebbero dei pro dei contro.
Spero che questa coalizione nasca, prosperi e anche se la vittoria è molto improbabile , per lo meno renda la pagnotta dura a Berluscam Tremonti, la Rusa ed er Pecora.
E magari li faccia ritrovare al senato nella stess asituazione ( faccia alla canna del gas in balia del primo partitucolo con la luna di traverso) in cui si è trovato Prodi.
Io, come altri amici penso a Lucio, Jero, Eremita, Socrate, Simoncelli, Nando, Agire, Jodyroma (che non si vede più, ma ci scriviamo)... abbiamo , con qualche differenza , degli obbiettivi per l' oggi , non per il 2032, dei traguardi da raggiungere, dei disastri da cercare di evitare.
Abbiamo delle ipotesi da percorrere , degli strumenti da usare.
Specularmente amici come Calvin e Lincon hanno obbiettivi da raggiungere e disastri da evitare , praticamente speculari ai nostri .Con i loro strumenti e percorsi. E buon lavoro a tutti !
Mi piacerebbe sapere gli altri amici con cui due anni fa condividevamo la battaglia contro berlusconi, come te , Paolo, Giuseppe, Venom, Jan , Lucifero... che hanno legittimamente scelto una strada diversa , di opposizione frontale al PD, che strategie e che obbiettivi abbiano e che struementi, Ora non nel 2032.
Ovviamente il mio è un desiderio , esaudirlo è solo cortesia![]()


Eugenio Scalfari su Repubblica del 3/2/2008
* * *
Ho ascoltato l'altra sera nella trasmissione del Tg1 il mio amico Paolo Mieli, direttore del Corriere della Sera in un dibattito con Pisanu, Rutelli e Casini. Solite schermaglie sul governo Prodi e sulle elezioni ad aprile oppure a giugno.
Non entrerò in questa ormai stucchevole disputa della quale tutto è stato detto salvo una cosa peraltro evidente: al centrodestra conviene votare al più presto, quando ancora l'emozione "liberatoria" suscitata dalla caduta del governo Prodi è intensa. Tre mesi di più sembrano pochi ma possono far sbollire quell'emozione e fare emergere una realtà ancora nascosta: che quel governo ha operato molto meglio di quanto non sia apparso. Il commissario europeo Almunia ha già cominciato ad ammetterlo.
Il tempo è galantuomo e anche tre mesi in più rappresentano in questo momento un rischio per Berlusconi.
Comunque non è di questo che voglio occuparmi ma di un'opinione del direttore del Corriere su una questione molto importante: quella della continuità della politica economica e finanziaria.
Ha detto Mieli che i risultati in questo essenziale settore realizzati da Prodi e da Padoa-Schioppa (bisognerebbe aggiungere il nome di Vincenzo Visco che è l'autore di interventi tecnici decisivi) sono stati molto positivi; ha citato anche lui il favorevole giudizio della Commissione europea; ha aggiunto che questi risultati si sono anche giovati di quanto aveva fatto in precedenza il ministro del Tesoro Tremonti conducendo una politica economica e finanziaria analoga a quella poi attuata da Padoa-Schioppa ed ha continuato infine affermando che ci sarà piena continuità tra Padoa-Schioppa e il futuro Tremonti così come ci fu continuità tra il Tremonti della precedente legislatura e il Padoa-Schioppa che seguì.
Caro Mieli, amico mio, la continuità si può auspicare ma non inventare.
Se c'è un settore dove la discontinuità è stata pressoché totale è proprio quello tra Prodi e Berlusconi, tra Padoa-Schioppa e Tremonti. Le consegne del maggio 2006 furono un avanzo delle partite correnti azzerato, un'evasione fiscale al massimo livello, un debito pubblico accresciuto, un deficit rispetto ai parametri di Maastricht del 4,1 per cento, una crescita del Pil a livello zero.
Le consegne che Padoa-Schioppa farà, se Berlusconi vincerà, saranno: una diminuzione del debito pubblico e del fabbisogno finanziario, la ricostruzione dell'avanzo delle partite correnti, il deficit ridotto dal 4,1 al 2 per cento (attualmente siamo addirittura scesi all'1,3), una pacificazione mai raggiunta finora tra il fisco e alcuni milioni di piccoli e medi contribuenti con nuovi studi di settore e nuove semplificazioni burocratiche; infine una riduzione cospicua dell'evasione fiscale. Le tasse? Il gettito è aumentato senza una sola nuova imposta né modifica e rialzo di aliquote, anzi con sei miliardi di euro in favore delle imprese con l'abbattimento dell'Irap e dell'Ires.
Come vedi, caro Mieli, la discontinuità è stata totale nella politica economica dei due governi. Non so se Tremonti si sia convertito alla linea Padoa-Schioppa-Visco. Non mi pare, purtroppo. Tremonti è uno di quelli che crede di avere sempre ragione e lo spiega in ogni occasione. Anche lui si ama moltissimo ma non riesce ad essere amato per mancanza di umiltà.
* * *
Domani o al massimo dopodomani Marini rinuncerà. Le Camere saranno sciolte. La vittoria del centrodestra ad aprile è già scritta.
Ne siete sicuri? Per la terza volta la maggioranza degli italiani sarà con lui? E' vero che il centrosinistra ha fatto il possibile e l'impossibile per rimetterlo in sella, ma nonostante tutto non sono così convinto che vincerà.
Credo che il Partito democratico e Veltroni siano pienamente in partita sul terreno di gara ed abbiano carte forti da giocare. Si presentino da soli con un programma di pochi punti, concreti e precisi. Procedano con coraggio, onestà, trasparenza. Facce giovani e nuove senza rinunciare all'esperienza dei vecchi quando sia stata positiva.
Se saranno sconfitti cadano in piedi e lavorino per il futuro. E buona fortuna.
(3 febbraio 2008)
Ciceruacchio




Grazie per l'attenzione. La risposta risulta dalla somma di tre addendi, di cui due già pubblicati:
a) quanto scritto nella mozione "Autonomia repubblicana", che si può (ri)leggere in giovineuropa.wordpress.com ;
b) Conclusione: o il PD ti accetta in una coalizione sua (se la fa) o riesci a mettere in piedi con altri una coalizione che raggiunga il dieci per cento (ma è fantapolitica, anche se questa norma legittima la possibilità di un terzo polo) o fai un accordo elettorale per una lista che corra da sola puntando al quattro per cento, magari con un "prestito" esterno;
e un c) nuovo, qui di seguito.
Se il teorema di Ari è esatto ("il PD non sarebbe altro che la penultima fase dello sdoganamento storico del PCI, cominciato con Occhetto nel 1987"), l'ultima fase prevede un PD che corre da solo, perché punta a vincere all'interno di una sinistra che perde, egemonizzando l'opposizione e preparandosi a una più duratura stagione governativa dopo l'ultima manche assegnata a Berlusconi. In tale prospettiva, il sistema elettorale ha un valore relativo, e la stessa consultazione referendaria si relativizza: se si fa prima, meglio; se la si fa tra un anno, va anche benissimo.
A questo punto, all'interno (e all'esterno) del MRE non resta che una scelta, per chi si riconosce in a+b+c: mantenendo quanta visibilità possibile, appoggiare una lista ispirata da valori laici ed estranea alla coalizione di Berlusconi.
Su questo è necessario confrontarsi in un congresso nazionale straordinario del MRE, già chiesto da "Autonomia repubblicana".


. . .
d) in fretta ad entrare nel PD prima che chiudano la porta.


Comunque ad occhio e croce oggi come oggi nessun partito minore del Centrosinistra, compresi noi, i Radicali e DiPietro e forse persino i Socialisti, riuscirebbe a raccogliere le firme per la presentazione delle liste in tempo utile per elezioni che fossero fissate ad aprile . . .![]()


Un altro motivo per il quale la scelta del PD è l'unica praticabile. Oltretutto nei partiti minori continua la corsa per la distinzione ad ogni costo, con buona pace della governabilità! Basta con la frammentazione.