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Discussione: Padre e madre

  1. #1
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    Predefinito Padre e madre

    In passato l'argomento della omosessualità ha creato in questo forum più di un problema, ma credo che al di là di quello che sia la nostra idea sulla questione o le nostre preferenze sessuali si debba porre un limite all'imbecillità umana a vantaggio tanto degli etero che degli omosessuali.


    L'ossessione dell'omofobia

    Gilbert Keith Chesterton diceva che «il guaio dell’uomo moderno non è quello di avere perso la fede, ma quello di avere perso la ragione». Basterebbe questa battuta per liquidare l’idiozia di un altro molto meno illustre cittadino inglese, il ministro per la scuola e per l’infanzia Ed Balls (nomen omen) che ha deciso di vietare ai bambini delle elementari l’utilizzo dei termini «mamma» e «papà», i quali sarebbero gravemente offensivi nei confronti degli omosessuali.
    Poiché in teoria - ma solo in teoria - dovrebbe esserci un limite all’imbecillità umana, il lettore può pensare che abbiamo capito male, e che le cose non stanno proprio così. E invece stanno proprio così, anzi un po’ peggio. Cito testualmente dall’agenzia: «L’espressione “mamma e papà” lede infatti i diritti dei genitori omosessuali e favorisce le tendenze omofobiche, diffondendo l’idea che esista solo una famiglia tradizionale». Fantastico. Secondo questo ministro - che è riuscito nella titanica impresa di farci rivalutare i nostri, di ministri - quella che i bambini nascano da una mamma e da un papà sarebbe «un’idea», e non un dato di fatto. Viceversa, Balls parla di «genitori omosessuali» come se, quelli sì, fossero un dato di fatto. Ora, il sottoscritto sarà anche un becero reazionario, ma se l’etimologia ha ancora un senso «genitore» vuol dire «colui che genera, che procrea, che dà la vita». Tutte cose che una coppia omosessuale non può né potrà mai fare, e non perché glielo impedisca qualche pretacchione: è la natura a frapporre qualche non marginale impedimento.
    È dunque la realtà, e non una chiesa o un partito politico, a mostrarci che dire «mamma» e «papà» non è un’offesa per nessuno, ma la cosa più naturale del mondo. Balls segue però, evidentemente, il metodo hegeliano secondo il quale «se la realtà non coincide con la teoria, tanto peggio per la realtà».
    Non è solo un problema di un qualsiasi Balls. Questa mentalità si sta sempre più diffondendo, anzi è l’unica accettata e riverita in quel patetico mondo del politically correct che ammorba parlamenti e redazioni dei giornali. Badate bene: la tutela degli omosessuali non c’entra nulla. Provvedimenti come quello del ministro inglese, o come tante altre norme cosiddette anti-omofobia, non vietano solo le offese ai gay (il che è sacrosanto): vietano anche che si possa dire «mamma» e «papà», vietano perfino - è scritto nel demenziale diktat inglese - che a scuola si possa parlare di «maschi» e di «femmine». Con il pretesto di tutelare alcuni, si nega il diritto di esistere a molti altri, direi a quasi tutti. Soprattutto, si nega il diritto di guardare in faccia alla realtà.
    Qualche tempo fa su Rai Tre, al programma Gaia il pianeta che vive, un geologo ha mostrato un amplesso omosessuale dipinto in una tomba etrusca per documentare come simili pratiche fossero del tutto normali nelle civiltà antiche, prima che arrivassero quegli omofobi dei cristiani; si è però guardato bene, il geologo, di aggiungere che a fianco di quel dipinto - che è nella tomba detta «dei Tori» a Tarquinia - ce n’è uno di accoppiamento eterosessuale, e il toro, simbolo del dio della fertilità, è raffigurato mentre si compiace del rapporto uomo-donna ma carica furiosamente quello omosex. Nelle civiltà antiche l’omosessualità era a volte anche serenamente accettata, ma mai nessuno si è sognato di equiparare per legge la famiglia eterosessuale a quella omosessuale; né tantomeno ha mai vietato di parlare di differenze tra i sessi, o impedito di pronunciare i nomi di «mamma» e «papà».
    Certe idiozie fanno proseliti, dicevo, e infatti ieri sera, sul sito del Corriere della Sera, nel sondaggio lanciato sul caso-Balls si registrava un 15 per cento di «sì» all’incredibile cancellazione dei termini «mamma» e «papà». Lo stesso sito del Corriere, giustamente, nel titolo parlava di «ossessione omofobia». Esatto: ormai è un’ossessione. Della quale anche gli omosessuali finiranno per fare le spese. È con le esagerazioni, con gli estremismi, con gli oltraggi alla ragione e al buon senso che si finisce poi con il provocare reazioni di segno opposto, con il favorire il ritorno di quelle discriminazioni che ormai da tempo erano del tutto, o quasi del tutto, giustamente scomparse.

    Michele Brambilla "Il Giornale" 31 marzo 2008

  2. #2
    ooooWAGLIONEoooo
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    Come no.

    Leggendo però la stampa Inglese si scopre che le lineeguida non si riferiscono ai bambini come erroneamente riporta Il Giornale

    vietare ai bambini delle elementari l’utilizzo dei termini «mamma» e «papà»,
    ma ai professori.

    http://www.dailymail.co.uk/pages/liv...n_page_id=1770

    E non c'è testata inglese che parli di limitazioni del linguaggio da esercitare sui bimbi. Insomma la notizia è stata fabbricata a Milano.

    E lo scopo del provvedimento (l'inglese, eh!) non è affatto quello di cancellare l'identità del figlio di coppia eterosessuale ma evitare che un insegnante si rivolga al figlio di una coppia gay chiedendo della mamma e del papà. Evidentemente gli insegnanti inglesi non sono costantemente informati sulla composizione del nucleo famigliare dei propri alunni, ma questo è un altro discorso.

    Nessuna coercizione dunque sui bimbi, solo un adeguamento del linguaggio dei professori. E giusto per farlo notare, stiamo parlando di tutela di scolari e studenti eterosessuali ( sono i genitori ad essere omosessuali, non i figli).

    Questa del ''mamma e papà'' , come al solito, è diventala la notizia principale in Italia mentre, dando uno sguardo alla stampa inglese, si fa fatica a rintracciarla poichè le iniziative principali di Balls, di cui il Giornale non ritiene di doverci informare, riguardano invece la lotta al bullismo, all'emarginazione, a fenomeni di persecuzione attraverso media e la violenza fisica e psicologica nella scuola sui gay o su figli di coppie gay.

    Non dimentichiamo che qui in Italia ogni tanto qualche ragazzino di 12 anni si impicca stremato dall'accanimento di compagni di scuola omofobi e violenti e dal disinteresse di impreparati insegnanti.

    Invece di ridere col Giornale in mano dovremmo contarci i morti, gli abbandoni scolastici e i traumi psicologici di ragazzini gay dei quali, in Italia, non frega nulla a nessuno.

    Oddio stiamo sempre meglio dell'Iran dove ne impiccano un paio al mese.

  3. #3
    DonCamillo
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    Domanda: una delle prime cose che mi vengono in mente pensando agli studi condotti alle elementari, è il tema in classe dedicato al papà, come anche i posaceneri o i "regalini" che ci facevano costruire per la festa del papà o della mamma.

    Ai maestri sarà vietato entrare in classe, salutare gli alunni e dire: "bambini, oggi tema in classe. Titolo: il babbo"?

    O dovrà dire: "oggi tema in classe. Titolo: il progenitore B"?

    Chiedo, così per capire...

  4. #4
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    Sì...basta con questo padre e madre. Meglio un sano "a" e "b"...o "1" o "2"...

    Genitore in generale qui in Italia non farebbe, perchè c'è una chiara radice nel generare, e ameno che non abbiano trovato il modo di far partorire un uomo, mi pare azzardato.

  5. #5
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    Se il fatto fosse vero, sarebbe sicuramente un'imbecillita' clamorosa. Non e' vero, e il Giornale si distingue per l'ennesima volta per essere un branco di professionisti della falsa testimonianza.

    Chiuso l'inciso, sicuramente e' vero che spesso c'e' poco equilibrio nell'affrontare la questione, non solo quella degli omosessuali ma anche quella (solo per alcuni aspetti analoga) degli immigrati di religioni diverse. Bisognerebbe sforzarsi di pensare un po' meglio e cercare un minimo di saggezza... invece e' piu' facile accendere lo scontro tra chi tifa "contro" e chi tifa "contro chi tifa contro".

    Equilibrio significa che non abolisci la festa della mamma per paura di offendere chi ha due padri (quindi e' tagliato fuori) o chi ha due madri (gli tocca costruire due regalini, lavoro doppio). Quello significa far finta di non vedere le differenze, che e' sbagliato tanto quanto quello di colpevolizzarle. Invece bisogna puntare ad essere consapevoli delle differenze ed accettarle come normali (al massimo "inusuali", ma siamo tutti inusuali in qualche cosa).

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da waglione Visualizza Messaggio
    Come no.

    Leggendo però la stampa Inglese si scopre che le lineeguida non si riferiscono ai bambini come erroneamente riporta Il Giornale



    ma ai professori.

    http://www.dailymail.co.uk/pages/liv...n_page_id=1770

    E non c'è testata inglese che parli di limitazioni del linguaggio da esercitare sui bimbi. Insomma la notizia è stata fabbricata a Milano.

    E lo scopo del provvedimento (l'inglese, eh!) non è affatto quello di cancellare l'identità del figlio di coppia eterosessuale ma evitare che un insegnante si rivolga al figlio di una coppia gay chiedendo della mamma e del papà. Evidentemente gli insegnanti inglesi non sono costantemente informati sulla composizione del nucleo famigliare dei propri alunni, ma questo è un altro discorso.

    Nessuna coercizione dunque sui bimbi, solo un adeguamento del linguaggio dei professori. E giusto per farlo notare, stiamo parlando di tutela di scolari e studenti eterosessuali ( sono i genitori ad essere omosessuali, non i figli).

    Questa del ''mamma e papà'' , come al solito, è diventala la notizia principale in Italia mentre, dando uno sguardo alla stampa inglese, si fa fatica a rintracciarla poichè le iniziative principali di Balls, di cui il Giornale non ritiene di doverci informare, riguardano invece la lotta al bullismo, all'emarginazione, a fenomeni di persecuzione attraverso media e la violenza fisica e psicologica nella scuola sui gay o su figli di coppie gay.

    Non dimentichiamo che qui in Italia ogni tanto qualche ragazzino di 12 anni si impicca stremato dall'accanimento di compagni di scuola omofobi e violenti e dal disinteresse di impreparati insegnanti.

    Invece di ridere col Giornale in mano dovremmo contarci i morti, gli abbandoni scolastici e i traumi psicologici di ragazzini gay dei quali, in Italia, non frega nulla a nessuno.

    Oddio stiamo sempre meglio dell'Iran dove ne impiccano un paio al mese.
    Un altro esempio di arrampicata sugli specchi, al di là del linguaggio diplomatico dell'articolo del daily mail il succo di questa idiota iniziativa è solo quello riportato da Il Giornale del resto immagino che i "docenti" inglesi siano nello stesso stato comatoso di quelli nostrani, in Italia non esiste nessuna norma neppure a livello di circolare che vieti ad esempio di fare il presepe, eppure tutti gli anni assistiamo alle prodezze di qualche insegnante lobotomizzato che vieta di parlare del Natale (l'ultimo episodio è avvenuto nella scuola di fronte al mio ufficio) se poi a questo atteggiamento isterico gli si fornisce anche il supporto di intervento governativo allora siamo veramente in balia di queste iene del politicamente corretto e di quanti "tenendo famiglia" si accodano per quieto vivere. Il quadro disegnato da "Il Giornale" pecca semmai per eccessiva cautela.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Demogorgon Visualizza Messaggio
    Se il fatto fosse vero, sarebbe sicuramente un'imbecillita' clamorosa. Non e' vero, e il Giornale si distingue per l'ennesima volta per essere un branco di professionisti della falsa testimonianza.

    Chiuso l'inciso, sicuramente e' vero che spesso c'e' poco equilibrio nell'affrontare la questione, non solo quella degli omosessuali ma anche quella (solo per alcuni aspetti analoga) degli immigrati di religioni diverse. Bisognerebbe sforzarsi di pensare un po' meglio e cercare un minimo di saggezza... invece e' piu' facile accendere lo scontro tra chi tifa "contro" e chi tifa "contro chi tifa contro".

    Equilibrio significa che non abolisci la festa della mamma per paura di offendere chi ha due padri (quindi e' tagliato fuori) o chi ha due madri (gli tocca costruire due regalini, lavoro doppio). Quello significa far finta di non vedere le differenze, che e' sbagliato tanto quanto quello di colpevolizzarle. Invece bisogna puntare ad essere consapevoli delle differenze ed accettarle come normali (al massimo "inusuali", ma siamo tutti inusuali in qualche cosa).
    TI consiglio di rileggerti l'articolo del Daily mail e di estrapolare il suo reale significato dal burocratese con cui è scritto. Del resto vivi in Italia un paese dove tramite il burocratese, affiancato oggi anche dal politicamente corretto, si riesce a dire tutto e il contrario di tutto. Del resto forse che la legge 194 non parla di tutela sociale della maternità nel suo titolo?

  8. #8
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    Io mi limito a dire che ci sono situazioni 'border line' di alcuni bambini vivono in famiglia anche realtà dolorose, come la malattia grave o la morte di un genitore.
    Sarebbe dovere di un insegnante elementare cercare, nei limiti del possibile, di informarsi prima (tramite riunioni con i genitori, etc) sulla situazione familiare dei bimbi, in modo da evitare di dare un tema: "Il tuo papà" se c'è un bambino che il papà non ce l'ha più.
    E qua non si parli di "dittatura delle minoranze"...è solo sensibilità, anche se spesso queste situazioni vengono fuori proprio con temi del genere (alle elementari quello della famiglia era un classico "primo tema").

    E poi, anche il dialogo tra alunno e insegnante è importante. Direi che l'insegnante dovrebbe, anzi, chiedere di scrivere temi, evitando di parlare perché non avvengano imbarazzanti 'confessioni' in diretta. Magari si riporterà i quaderni a casa, leggerà e capirà, evitando di spiattellare in pubblico le varie situazioni.

  9. #9
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    Quoto Lotari (gulp! ).

    Citazione Originariamente Scritto da Mappo Tappo Visualizza Messaggio
    al di là del linguaggio diplomatico dell'articolo del daily mail il succo di questa idiota iniziativa è solo quello riportato da Il Giornale
    Il Daily Mail non parla politichese, semplicemente riporta, virgolettate, le parole della direttiva anti-bullismo di Balls.
    Ecco perchè il tono non è quello da chiacchiara da salotto borghese de Il Giornale che, sullargomento, da solo una notizia su venti e la stravolge pure perchè muore dalla voglia di dirti l'opinione di Michele Brambilla.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da DonCamillo Visualizza Messaggio
    Domanda: una delle prime cose che mi vengono in mente pensando agli studi condotti alle elementari, è il tema in classe dedicato al papà, come anche i posaceneri o i "regalini" che ci facevano costruire per la festa del papà o della mamma.

    Ai maestri sarà vietato entrare in classe, salutare gli alunni e dire: "bambini, oggi tema in classe. Titolo: il babbo"?

    O dovrà dire: "oggi tema in classe. Titolo: il progenitore B"?

    Chiedo, così per capire...
    .. spero che Lotari involontariamente ti abbia fatto capire...

    Citazione Originariamente Scritto da Lotari Visualizza Messaggio
    Io mi limito a dire che ci sono situazioni 'border line' di alcuni bambini vivono in famiglia anche realtà dolorose, come la malattia grave o la morte di un genitore.
    Sarebbe dovere di un insegnante elementare cercare, nei limiti del possibile, di informarsi prima (tramite riunioni con i genitori, etc) sulla situazione familiare dei bimbi, in modo da evitare di dare un tema: "Il tuo papà" se c'è un bambino che il papà non ce l'ha più.
    E qua non si parli di "dittatura delle minoranze"...è solo sensibilità, anche se spesso queste situazioni vengono fuori proprio con temi del genere (alle elementari quello della famiglia era un classico "primo tema").

    E poi, anche il dialogo tra alunno e insegnante è importante. Direi che l'insegnante dovrebbe, anzi, chiedere di scrivere temi, evitando di parlare perché non avvengano imbarazzanti 'confessioni' in diretta. Magari si riporterà i quaderni a casa, leggerà e capirà, evitando di spiattellare in pubblico le varie situazioni.
    Lotari... un post encomiabile!

 

 
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