Dopo un evento traumatico è comprensibile che si cerchi qualche nicchia protettiva dove rifugiarci. L ‘immobilità e l’isolamento hanno un dolce richiamo, ci offrono quella dolce sensazione di oblio. Oblio che ingannandoci, sembra offrirci la capacità e la possibilità di “ mandar giù “ogni azione, ogni pensiero, ogni sentimento di dolore, paura ed amarezza.
Senza rendercene conto, a poco a poco, questo oblio diventa uno stato di APATIA, e si trasforma nella beffa del nulla, del vuoto, del non vivere
Possiamo resister a questa “ offerta “, a questo “richiamo “. Si, possiamo resistere e ricominciare facendo dei piccoli passi, ponendoci degli obiettivi minimi e poi via via sempre più grandi, concedendoci delle semplici gratificazioni, fino a riacquistare gradualmente la voglia di riappropriarsi dei propri pensieri e delle proprie emozioni…anche se questo significherà affrontare il proprio dolore e rinunciare alla fuga, ma potremo così riscoprire energie nuove, affetti nascosti, e riassaporare la nostalgia della vita




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