EDITORIALE

Storace, la Destra, i proclami di alcuni: “uniamoci tutti…” già sentito… s i è tutto già sentito, già nel ’95, ricordate? Rauti, la diaspora al congresso di Fiuggi, Pisanò e la Fiamma Tricolore. Tutti uniti per fondare il partito nuovo. Partito che solo due anni dopo diede vita a due scissioni, Fronte Nazionale e Forza Nuova. Molti di coloro che oggi fanno proclami e chiamano tutti a raccolta contro i propri individualismi erano in Alleanza Nazionale… per interessi privati… oggi al contrario (chissà cosa è cambiato? Domanda chiaramente retorica!!!) tornano a sentirsi difensori della Tradizione, della famiglia, della Destra.
Hanno provato diverse strade, prima AN, poi Fiamma Tricolore, poi indipendenti (…cosa vorrà dire non si sa…) in AN… sempre per cercare solamente un… posto, visibilità!
Ora fanno di nuovo i difensori della Destra. Ma quale Destra? Se è quella delle e-mail che girano lasciamo perdere, è sempre la solita solfa fatta di slogan per subumani, tre parole d’ordine per cretini e niente più.
Noi ci auguriamo che questa nuova esperienza sappia dimostrarsi differente. Della dinamica che dovrebbe vedere Storace a braccetto con Berlusconi per fregare Fini a noi, sinceramente, non interessa.
Il nostro auspicio è che il nuovo leader de La Destra sappia rendersi cosciente della situazione socio-politica attuale così da creare un movimento che recuperi consensi, prendendo atto del fallimento di Alleanza Nazionale, che si lanci in una politica di carattere sociale ma non assistenziale, che sappia riaffermare e rivalutare tra i giovani l’idea di Stato.
Saremmo ancora più felici se la “classe dirigente” comprendesse che al momento servono i voti per sopravivere, per esistere, ma che per continuare ad “essere” servono politiche di vera rottura rispetto al sistema attuale, attraverso una politica diversa, capace di ricreare una cultura autonoma di destra, un senso civico basato sulla responsabilità, sull’idea di appartenenza alla Nazione Europa.
Non è facile; soprattutto in un mondo, il nostro, fermo culturalmente da molto tempo, bloccato da dogmi, pregiudizi e slogan. Un mondo dove i libri servono per sostenere la polvere.
Come abbiamo già avuto modo di dire precedentemente noi pensiamo che si debbano usare tutti gli strumenti che il “sistema” ci mette a disposizione, per questo riteniamo che Storace stia facendo bene e che l’arrivo della Santanchè sia un’ulteriore “fortuna”, ma ricordiamo che la figura di Berlusconi non sarà eterna (…per fortuna…) e che sarebbe utile, anche ai nuovi gerarchi, a noi soldati politici e, scusateci, all’Europa che magari oltre ad arricchirsi, economicamente parlando, si creassero gli strumenti per “fare” cultura.
Pensiamo ad un centro studi, vero e non per amici o conoscenti, in cui si analizzino i pensatori contemporanei, li si studino, li si comprendano per poi elaborare delle risposte “moderne”, attraverso le istanze che da sempre chi come noi, lontani anni luce dall’essere figli della modernità e del positivismo alla COMTE, hanno portato nel fare politica.
Pensiamo ad una rivista che sia attuale nel pensiero e che non cada nella solita e sterile dietrologia.
Pensiamo ad una scuola di partito che insegni come conoscere ed interpretare la nostra storia, il nostro presente e quindi a prospettare un nostro futuro.
Noi andiamo avanti e speriamo che coloro che oggi si apprestano ad avere nuovi strumenti per dare battaglia al pensiero materialista non si fermino come tutti all’immediato, fatto di sbarramenti al 3%, di qualche ONOREVOLE POLTRONA o di briciole nei C.D.A., ma sappiano prendere atto delle nostre indicazioni, cerchino il confronto con istanze per loro nuove, per non lasciare, ancora una volta, il nostro mondo nel NULLA.


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