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    Predefinito Ecco una donna senza baffi !

    6 febbraio 2008, in Marco Travaglio
    Stato d’assedio


    Uno legge sui giornali il seguente titolo: “Csm, si aggrava la posizione della Forleo”. E si domanda: oddìo, che altro avrà fatto la Clementina, oltre a macchiarsi di colpe indelebili tipo intercettare Fazio e i furbetti del quartierino, far recuperare allo Stato 200 milioni di euro di refurtiva, bloccare le scalate illegali a Bnl, ad Antonveneta e a Rcs e soprattutto partecipare ad Annozero? Niente, assolutamente niente.

    Molto semplicemente la prima commissione del Csm (di cui fa parte la signora Letizia Vacca, quella che condannò Forleo e De Magistris prim’ancora che fossero giudicati) dev’essersi resa conto che le accuse fin qui mosse alla gip non reggono, o non bastano a farla trasferire (il nuovo ordinamento giudiziario non contempla, fra le cause di trasferimento per incompatibilità, i comportamenti colpevoli del magistrato, ma solo le situazioni oggettive indipendenti dalla sua volontà: tipo parentele con indagati o cose del genere, mentre qui si accusa la Forleo di comportamenti colpevoli, passibili di un procedimento disciplinare, ben più garantito della procedura di trasferimento).

    Così, come già fece il Pg della Cassazione con De Magistris, si continuano a aggiungere accuse sempre nuove, anche se basate su fatti vecchi e stranoti. L’ultima (last but not least) è di aver addirittura “interferito” nelle indagini sulle scalate bancarie e “personalizzato” le sue funzioni di gip, venendo meno alla sua “terzietà”, per aver chiesto alla Procura notizie di una mega-misura di sequestro e interdizione a carico di un personaggio legato a Unipol, più volte annunciata e mai arrivata sul suo tavolo.

    Meravigliata dall’improvviso cambio di rotta, la Forleo si sarebbe sfogata con alcuni amici su possibili “frenate” della Procura, esternando la sua amarezza per essere stata mandata allo sbaraglio. Fermo restando che i pm milanesi sono persone al di sopra di ogni sospetto, liberi di cambiare strategia quando lo ritengono opportuno, gli sfoghi della Forleo andrebbero inseriti nel contesto di quel che stava accadendo nell’estate-autunno 2006: attacchi concentrici alla gip da destra a sinistra e dai massimi vertici istituzionali che l’accusavano di ogni nequizia, nel silenzio tombale dell’Anm e del Csm (che pure, in casi di attacchi molto meno pesanti ad altri magistrati, è solito aprire pratiche a loro tutela).

    Di più: interpretando garantisticamente la legge Boato, la Procura aveva deciso di non iscrivere D’Alema e Latorre per concorso in aggiotaggio finchè le loro telefonate con Consorte non fossero state autorizzate dal Parlamento, lasciando alla gip l’onere di spiegare alle Camere che l’autorizzazione sarebbe servita a indagare non solo su Consorte & furbetti vari, ma anche nei confronti dei due parlamentari. Molto correttamente, il pm Francesco Greco spiegò al Sole-24 ore che la Procura era in piena sintonia, su quella interpretazione (tra l’altro avallata autorevolissimamente dal professor Cordero), con la gip Forleo. E’ in quel contesto di isolamento e di attacchi furibondi che vanno inquadrati gli sfoghi della Forleo, che si sentì isolata e “mandata allo sbaraglio”. Sfoghi privati, magari esagerati ma legittimi e comprensibili,che sarebbero rimasti nella sfera riservata se qualche suo interlocutore non fosse andato a spiattellarli alla Procura di Brescia.

    Resta da capire cosa c’entri tutto questo con la presunta “incompatibilità” della Forleo. Dove sta scritto che un gip deve andare d’amore e d’accordo con la Procura? Non s’era detto che il gip, per essere “terzo”, non deve appiattirsi sui pm? Allora che senso ha accusare la Forleo di aver compromesso la sua terzietà criticando la Procura? Pare di sognare, è il mondo alla rovescia. I pm legittimamente le dissero di tenersi pronta per una voluminosa richiesta di sequestro e di interdizione: che c’è di male se poi, non vedendola arrivare, la Forleo domandò che fine avesse fatto quella richiesta? E come può un gip “interferire” in un’indagine, visto che le indagini le fanno i pm e il gip può agire solo su loro richiesta? E, se il gip è un giudice monocratico, cioè decide da solo, che senso ha accusarlo di “personalizzare” il suo lavoro? Come si vede, le “nuove accuse” che avrebbero “aggravato” la posizione della Forleo confliggono non solo con i fatti, ma anche col buonsenso e con la logica. Se vogliono punire la Forleo “a prescindere”, facciano il piacere: dicano che deve pagare per aver toccato qualche intoccabile di troppo, e la facciano finita. Tanto la gente ha già capito tutto.

    Uliwood Party - da L'Unità
    http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/

  2. #2
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    Predefinito " C'era un complotto contro la Forleo "


    01/04/2008 - “C’era un complotto contro la Forleo”
    “C’era un complotto contro la Forleo”
    _________






    di Antonio Massari
    (Giornalista)




    da La Stampa dell’1 aprile 2008




    Indagati a Potenza due P.M. e un tenente dei carabinieri.
    «L’accordo segreto: la denunciamo, così le diamo una lezione».


    Volevano «dare una lezione» a Clementina Forleo.


    E con questo «solo fine», due P.M. e un tenente dei carabinieri, «concordavano» di denunciarla pianificando il testo, i tempi e le modalità della denuncia.


    Su questa ipotesi di reato sta investigando il pm di Potenza, Cristina Correale, che ha iscritto nel registro degli indagati due pm, Alberto Santacatterina e Antonio Negro, e il tenente dei carabinieri Pasquale Ferrari.


    La vicenda risale all’agosto 2007 e s’incardina nelle indagini sulle minacce ricevute, dai genitori del gip di Milano, Clementina Forleo, poco prima della loro morte, avvenuta il 25 agosto 2005 per incidente stradale.


    La Forleo denunciò le minacce e furono avviate indagini che, però, avrebbero subito ritardi e omissioni.


    Omissioni – relative alla mancata acquisizione di alcuni tabulati telefonici – che la Forleo aveva denunciato alla Procura della Repubblica di Brindisi.


    E non solo.


    Il gip di Milano, questa estate, ribadì le accuse dinanzi al Csm.


    Di lì a poco fu querelata dall’ufficiale dei carabinieri.


    Sosteneva che la Forleo, al telefono, gli aveva detto: «Dovrebbe vergognarsi di indossare la divisa».


    Ed è proprio su questa denuncia, che il pm di Potenza, Cristina Correale, punta il dito: i due pm e l’ufficiale dei carabinieri – scrive il pm – «al solo fine di “dare una lezione” alla dottoressa Forleo», «concordavano tra loro il testo di una denuncia», «esponendo una versione dei fatti diversa da quanto sarebbe accaduto nella conversazione telefonica».


    Secondo l’accusa, i due pm, «inducevano il tenente Ferrari a sporgere la querela» e «stabilivano che la denuncia avrebbe dovuto essere presentata nel periodo feriale», ovvero nel periodo in cui era di turno il pm Negro, «per far sì che il predetto (Negro, ndr) venisse designato titolare del procedimento».


    Ma le accuse vanno anche oltre.


    E confermano quanto aveva affermato la Forleo in merito all’acquisizione dei tabulati: «Santacatterina e Ferrari – scrive la pm Cristina Correale – indebitamente omettevano di curare l’effettiva acquisizione dei tabulati telefonici».


    Infine, nella richiesta di archiviazione, il pm Santacatterina, «attestava falsamente» sia di «aver acquisito ed esaminato» alcuni tabulati telefonici, sia che «non sarebbero emerse telefonate utili alle indagini».


    In merito alla vicenda, la gip di Milano, disse in tv, durante la trasmissione Annozero: «Sono stata vittima di tentativi di delegittimazione e discredito da parte di soggetti istituzionali, che non appartengono al mio ufficio, e anche da appartenenti alle forze dell’ordine».


    ___________




    I delitti contestati dalla Procura della Repubblica di Potenza agli indagati, ai quali è stato notificato un invito a comparire che vale anche come informazione di garanzia, sono:


    - nei confronti dei magistrati Alberto Sattacaterina e Antonio Negro e dell’ufficiale dei carabinieri Pasquale Ferrari, quello di abuso d’ufficio in concorso fra loro, in danno di Clementina Forleo;


    - nei confronti del magistrato Alberto Sattacaterina e del tenente Pasquale Ferrari, quello di omissione di atti d’ufficio;


    - nei confronti del magistrato Alberto Sattacaterina, quello di Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.

  3. #3
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    Predefinito

    2008-06-27 15:27CASO UNIPOL: CSM ASSOLVE IL GIP CLEMENTINA FORLEO Il gip di Milano Clementina Forleo è stata assolta dalla sezione disciplinare del Csm dall'accusa di aver violato i suoi doveri per i contenuti dell'ordinanza con la quale, nel luglio del 2007, chiese alle Camere l'autorizzazione all'uso di intercettazioni che riguardavano alcuni parlamentari nell'ambito della vicenda Unipol.

    La decisione è stata presa dopo due ore di camera di consiglio. Il rappresentante della Procura generale della Cassazione, Federico Sorrentino, aveva invece chiesto la condanna di Forleo alla censura e al trasferimento d'ufficio.

    La richiesta si riferiva all'ordinanza con la quale nel luglio 2007 chiese alle Camere l'autorizzazione all'uso di intercettazioni che riguardavano alcuni parlamentari, tra cui Piero Fassino e Massimo D'Alema.

    La ragione per la quale Forleo andava condannata, ha spiegato il rappresentante dell'accusa, il sostituto pg della Cassazione Federico Sorrentino, è che ha espresso "un abnorme e non richiesto giudizio anticipato" su alcuni di questi parlamentari che pure non erano indagati, ledendo i loro diritti ed esorbitando dalle sue competenze. E così non solo ha commesso una "grave violazione di legge", ma anche dimostrato scarso equilibrio. In quell'ordinanza, Forleo aveva definito "consapevoli complici di un disegno criminoso" D'Alema e il senatore Nicola La Torre, ipotizzando per loro il possibile concorso nel reato di aggiotaggio. E li aveva descritti come "pronti e disponibili a fornire i loro apporti istituzionali in totale spregio dello stato di diritto. Il difensore di Forleo, il procuratore di Asti Maurizio Laudi, ha invece chiesto l'assoluzione, ritenendo del tutto infondate le accuse nei confronti della sua assistita. La sezione disciplinare si è riunita in camera di consiglio per decidere.

    LA MOTIVAZIONE: 'IL FATTO NON COSTITUISCE ILLECITO DISCIPLINARE'


    ''Il fatto non costituisce illecito disciplinare'': e' con questa motivazione che la sezione disciplinare del Csm ha assolto il Gip di Milano, Clementina Forleo, dall'accusa di aver violato i suoi doveri in relazione ad un'ordinanza emessa nell'ambito dell'inchiesta Unipol.

    Nei confronti del Gip Forleo, pero', pende ancora una procedura di trasferimento d'ufficio per incompatibilita' ambientale, che le e' stata avviata dalla Prima commissione del Csm. Ora il plenum di Palazzo dei Marescialli dovra' decidere, forse gia' la prossima settimana, se procedere al trasferimento o archiviare il caso. A carico del Gip c'e' inoltre un'altra azione disciplinare promossa dalla Procura generale della Cassazione: riguarda la vicenda dei contrasti con la Procura di Milano sul processo a Farida Bentiwaa, la prima donna in Italia a finire in un'inchiesta sul terrorismo islamico.

    SPERO CHE ANCHE DE MAGISTRIS ABBIA GIUSTIZIA

    Il gip di Milano, Clementina Forleo, ha rivolto un pensiero al collega Luigi De Magistris, non appena assolta dalla commissione disciplinare del Csm. "Siccome il tempo è galantuomo - ha detto - spero che anche De Magistris abbia giustizia"
    http://www.ansa.it/opencms/export/si...103927528.html

 

 

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