E’ ormai da molto tempo che rimugino sulla politica italiana, ho cominciato ad appassionarmi già quando facevo le elementari (durante il primo governo Mortadella). Non vedevo l’ora di diventare maggiorenne per gettarmi in politica, per poter dibattere su ogni tema, per potermi mettere al servizio degli italiani. Poi sono cresciuto, ho cominciato ad osservare meglio, e questa passione si è pian piano affievolita fino a trasformarsi in un forte senso di repulsione.
Oramai, per quanto mi è parso di capire, la politica è ridotta ad un grosso carrozzone, un teatrino in cui recitano attori neanche tanto bravi e a cui dovremmo porre fine per cominciare a risolvere i problemi dell’Italia. Non voglio fare discorsi demagogici del tipo “Sono tutti uguali” “tutti quanti rubano” “Sono interessati solo alle poltrone”; secondo me è l’intero sistema che andrebbe cambiato. Nella nostra pseudo-democrazia l’unica decisione che spetta a noi comuni cittadini è la scelta di chi ci comanda. Siamo sotto scacco, sovrastati da un sistema oligarchico che noi possiamo solo creare, ma non controllare, i cui membri legiferano, si impossessano dei posti di comando, si spartiscono zone di potere, nominano direttori delle ASL, commissari, danno incarichi, creando una cupola (altro che calciopoli) che oramai è ben ramificata e presente a tutti i livelli. E il bello è che molte di queste nomine, le possono fare per legge.
Altro problema è il fatto che non tutti fanno ciò che sono capaci di fare: tutti pretendono di parlare di tutto, un dentista può fare una legge elettorale, non è necessario essere medici per fare il ministro della sanità, o scienziati per poter amministrare la ricerca; anche io, che mi laureerò in agraria, potrei mettermi a decidere persino sulle comunicazioni o sui beni culturali.
Ma noi, contro questi signori, abbiamo una grande arma: la democrazia.
In passato sono state fatte rivoluzioni, ci sono stati spargimenti di sangue, oggi tutto questo non è necessario. Per cambiare le cose basterebbe un voto, una X, una scheda, e una matita.
Ma per chi?
La mia idea è che servirebbe un partito che nasce dal basso, dal popolo sovrano, che del popolo faccia gli interessi, che non occupi tutte le cariche, ma che sostituisca tutte le nomine con concorsi, dove ognuno si occupi di quello che sa fare.
Solo rimpossessandoci del nostro potere potremo costruire finalmente un Governo serio e uno stato in cui regnino la giustizia, l’equità e…tutto quello che vogliamo.
Vorrei sapere voi, popolo italiano, cosa ne pensate e se per caso c’è qualcuno che ha già fatto questo ragionamento e lo ha già esposto al grande pubblico.






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