



miccichè non ha assolutamente il seguito di lombardo o di cuffaro...
dovete sapere che fi è spaccata in sicilia, prima il "padrone" era miccichè..adesso il leader indiscusso è alfano, a miccichè sono rimasti solo il deputato nazionale fallica,il deputato regionale cimino e i lconsigliere comunale di palermo ficarra...e niente più


Da sempre i "sottopanza" si fanno la guerra tra di loro; poi decide il capo ...


attendiamo indiscrezioni da boccadifalco e lepanto eheh


Scritto da Ufficio Stampa
domenica 10 febbraio 2008
Nello Musumeci in un'intervista rilasciata al "Giornale di Palermo" affronta i temi di politica nazionale e regionale e indica le priorità e gli obiettivi de La Destra, in vista delle prossime scadenze elettorali.
Quali politiche per La Destra in Sicilia?
In questa difficile fase politica di allontanamento e diffidenza (molto spesso giustificata) tra cittadini e partiti, La Destra in Sicilia ha il compito di rappresentare “la differenza” e di articolare un progetto politico che abbia al centro la legalità, la buona amministrazione della cosa pubblica, il rifiuto delle logiche clientelari. In una parola occorre portare l’etica nella politica.
Il ruolo de La Destra nei futuri scenari politici.
La crisi del centrosinistra e la caduta di Prodi aprono scenari importanti. Presto, saremo chiamati al governo del Paese e dovremo dimostrare di saper dare risposta alle tre grandi questioni nazionali: il Sud, i giovani, le famiglie. Con onestà ho detto a Silvio Berlusconi che la Destra gli sarà leale ma vogliamo dopo l’esperienza del 2001 - 2006 che il governo accenda i riflettori sul Mezzogiorno. E’ certo tuttavia, che la Sicilia non farà la parte della cenerentola e più consensi avrà la Destra maggiori saranno le possibilità di mandare al Palazzo Chigi segnali di attenzione verso il Sud.
Quali priorità per la nostra Regione?
Se la chiusura della stagione politica di Cuffaro non porta con sé la fine del cuffarismo non avremo fatto significativi passi avanti. Senza alcuna presunzione posso dire di essere l’unico uomo politico del centrodestra a poter rivendicare con forza la necessità di un salto di qualità da parte della Regione. Noi, con il movimento Alleanza Siciliana (oggi confluito ne La Destra), Cuffaro non lo avevamo voluto sostenere sia perché non si può candidare un uomo con problemi giudiziari così pesanti (per i quali continuiamo ad augurargli un felice esito processuale) sia perché la sua esperienza di governo è stata fallimentare. Oggi occorre ripartire dalla riforma della sanità, per liberare risorse, e da una vera programmazione; siamo e restiamo senza piano energetico, senza piano dei rifiuti, senza piano della mobilità e potrei continuare. Occorre partire da qui.
L’obiettivo de La Destra alle prossime elezioni amministrative?
Ai cittadini che troveranno le nostre liste e i nostri candidati voglio dire che sostenere La Destra significa mettersi al riparo dalla partitocrazia. La logica delle alleanze è e resta un valore e una necessità. Nell’alleanza di centrodestra vogliamo rappresentare il partito del buongoverno, come tutti ci riconoscono a partire dalla straordinaria esperienza della Provincia di Catania. Oggi un buon sindaco e un buon presidente di Provincia si misura dalla capacità di rispondere ai cittadini e non ai partiti. Ai nostri amministratori chiederemo di compiere il proprio mandato nell’interesse dei cittadini e no dei partiti.
Cosa cambia in Sicilia dopo la sentenza Cuffaro?
Cosa cambia? Tutto e niente. Cambia tutto se la classe dirigente del centrodestra vorrà investire i propri uomini migliori per tentare di recuperare il tempo perduto. Non cambierà niente se non si vorrà porre chiara e netta una discontinuità col passato.
http://www.ladestrasiciliana.it/inde...=2438&Itemid=1