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Discussione: attacco ad internet

  1. #1
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    Predefinito attacco ad internet

    Attacco ad internet
    =================


    Il giornalista dell'Unità De Giovannangeli la definisce la rete dell'odio. Tutta la grande stampa italiana, scattata come un sol uomo nel
    deprecare la lista di proscrizione dei professori di fede ebraica, si affanna a dichiarare la presenza di migliaia di siti antisemiti presenti in internet.
    La lista di proscrizione è da giorni chiaramente una montatura. Ma quasi tutti gli editorialisti fingono di credere alla sua autenticità per aggredire internet ed coloro che hanno avuto il coraggio di contestare il piedistallo concesso ad Israele nella Fiera del Libro di Torino.
    Non è affatto vero che internet sia preda di gruppi antisemiti. E' vero che la causa dei palestinesi in internet ha un maggiore spazio ed un maggiore rispetto che dalla carta stampata usa a commentare gli omicidi dei palestinesi con delle frasette stereotipate: " cinque miliziani sono stati uccisi mentre preparavano un attentato" La manipolazione filoisraeliana della stampa giunge a livelli incredibili di falsità e di manipolazione del linguaggio. "una pallottola ha ucciso una bambina palestinese (magari senza dire che era stata presa di mira da un cecchino israeliano ).
    la limitazione della libertà in Internet interessa anche la sinistra. Tutte le critiche all'operato della sinistra al governo, alle acrobazie linguistiche di Bertinotti (passato dalla "riduzione del danno" alla "opposizione creativa"), che non trovano sbocco nella stampa controllata dal PD,
    e da Rfc, si possono agevolmente trovare e leggere in Internet. Internet è quindi anche un potente strumento di comunicazione di tutta l'Italia non omologata e non omologabile nello schema bipartisan Berlusconi-Veltroni.
    Temo che uno dei provvedimenti che saranno votati dal prossimo parlamento da Berlusconi e da Veltroni sarà una drastica limitazione della libertà di Internet.
    Pietro Ancona
    www.spazioamico.it
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  2. #2
    Forumista senior
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    Da mercoledì le comunicazioni internet sono interrotte in gran parte dell'Asia, Nordafrica e Medio Oriente.
    La causa: sono stati spezzati tre, forse quattro cavi sottomarini.
    Secondo CNN, «Egitto, Arabia Saudita, Katar, gli Emirati, Bahrein, Pakistan ed India stanno subendo gravi danni economici» perché molti affari (fra cui le prenotazioni aeree) avvengono ormai via web.
    Aggiunge sempre la CNN (1), e lo scrivo in grassetto: «Alcune nazioni sono state risparmiate dal caos: Israele - che usa una sua differente via di traffico - il Libano e l'Iraq».

    Il primo cavo, FLAG (Fiber-Optic Link Around the Globe) è stato troncato alle ore 8 del 30, sembra al largo di Alessandria d'Egitto, causando la paralisi del 70% del traffico Internet in Egitto, e il 60% in India.
    FLAG è un cavo che collega Australia e Giappone all'Europa via India e Medio Oriente, e si estende per 28 mila chilometri sotto il mare.


    Il tragitto delle dorsali FLAG e SEA-ME-WE 4


    Un secondo cavo, SEA-ME-WE 4 (la sigla sta per South Easth Asia, Middle East West Europe) è stato spezzato poco dopo, all'altezza di Dubai, Golfo Persico.
    Lo stesso giorno.
    Navi di riparazione stanno giungendo sul punto della presunta rottura, ma non arriveranno prima del 5 febbraio.
    A causa di questi «incidenti», tutto il traffico viene sopportato dal più vecchio cavo SEA-M-WE-3, che unisce l'Europa al Medio Oriente via Egitto, e che è molto più «lento».

    Venerdì 1 febbraio un terzo cavo viene spezzato, il «Falcon», della stessa ditta che opera il FLAG, e apparentemente sempre nel Golfo Persico, stavolta tra Dubai e Muscat.
    Il Falcon collega Sri Lanka a Suez (2).

    Al Jazeera parla di un altro cavo spezzato «nel Mediterraneo, tra l'Egitto e la Francia»: non è chiaro se si tratti di un quarto «incidente», oppure del primo cavo danneggiato, visto che il FLAG tocca anche Palermo (3).

    Ovviamente anche le comunicazioni voce e TV sono praticamente paralizzate nell'area, vastissima, che abbraccia due continenti ed ha come epicentro il Golfo Persico.
    India ed altri Paesi per cui internet è la spina dorsale della nuova economia stanno compiendo sforzi enormi per riconvogliare il traffico sui cavi del Pacifico, oppure su satellite.

    Il Dubai International Airport segnala problemi, e le linee aeree ritardi dei voli.
    Le Borse dei Paesi musulmani sono chiuse il venerdì, e ciò ha attenuato i danni ai mercati.
    Varie fonti attribuiscono le tre interruzioni a «tempeste tropicali» o a «una nave che ha gettato l'ancora».

    Data la congestione di navi da guerra nel Golfo Persico (dove dovrebbero trovarsi due portaerei USA con le rispettive squadre d'appoggio) e la tensione strategica che interessa quel tratto di mare nel cuore dell'Oriente musulmano, è possibile immaginare altre ipotesi.
    Due dei quattro sottomarini israeliani Made in Germany, e dotati di missili con testate atomiche, si troverebbero nel Golfo per minacciare l'Iran di rappresaglia nucleare.

    Fatto degno di nota, mentre Israele è miracolosamente immune dal grave problema (dispone evidentemente di sue reti o satelliti protetti), l'Iran è il Paese che appare il più colpito: Teheran è completamente isolata dal mondo, come riporta il sito specializzato www.internettrafficreport.com/asia.htm



    Si sono sentiti cali in tutta l'Asia ieri: ma Teheran è stata scollegata

    Per contro, l'Iraq occupato è esente da questi problemi, come Israele (e il Libano).
    Fatto ancora più curioso, mentre Teheran è isolata, ci si può tuttavia collegare al blog personale di Ahmadinejad, «per quanto con lentezza».

    Come sappiamo, immagini e blog hanno mostrato gli orrori dell'invasione dell'Iraq, che l'amministrazione USA avrebbe preferito il mondo non conoscesse.
    Anche le foto delle torture di Abu Ghraib circolarono su internet, e così i video girati da soldati americani, smentendo la narrativa ufficiale della propaganda americana.

    Ora le tre rotture - sicuramente deliberate - possono essere preordinate in vista di «qualcosa che sta per accadere», e che è meglio che il mondo non veda?
    E che apprenda dalla narrativa dei media ufficiali e controllati?

    La sola fonte alternativa potrebbe essere il blog di Ahmadinejad, o ciò che viene fatto passare per tale.
    O forse è una prova generale di paralisi di Internet a livello globale, dato che la rete ha dato troppi dispiaceri alle «versioni ufficiali»?

    Le due ipotesi non si escludono a vicenda.
    Il fatto che l'interruzione sia in corso nel Golfo Persico giustifica le peggiori previsioni.

    Maurizio Blondet

    Note
    1) «Internet failure hits two continents», CNN, 31 gennaio 2008.
    2) «New cable cut compounds net woes», BBC, 1 febbraio 2008.
    3) «Internet outages hit Middle East», Al-Jazeera, 30 gennaio 2008.

  3. #3
    Mauro V.
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    Citazione Originariamente Scritto da pietro936 Visualizza Messaggio
    Attacco ad internet
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    Il giornalista dell'Unità De Giovannangeli la definisce la rete dell'odio. Tutta la grande stampa italiana, scattata come un sol uomo nel
    deprecare la lista di proscrizione dei professori di fede ebraica, si affanna a dichiarare la presenza di migliaia di siti antisemiti presenti in internet.
    La lista di proscrizione è da giorni chiaramente una montatura. Ma quasi tutti gli editorialisti fingono di credere alla sua autenticità per aggredire internet ed coloro che hanno avuto il coraggio di contestare il piedistallo concesso ad Israele nella Fiera del Libro di Torino.
    Non è affatto vero che internet sia preda di gruppi antisemiti. E' vero che la causa dei palestinesi in internet ha un maggiore spazio ed un maggiore rispetto che dalla carta stampata usa a commentare gli omicidi dei palestinesi con delle frasette stereotipate: " cinque miliziani sono stati uccisi mentre preparavano un attentato" La manipolazione filoisraeliana della stampa giunge a livelli incredibili di falsità e di manipolazione del linguaggio. "una pallottola ha ucciso una bambina palestinese (magari senza dire che era stata presa di mira da un cecchino israeliano ).
    la limitazione della libertà in Internet interessa anche la sinistra. Tutte le critiche all'operato della sinistra al governo, alle acrobazie linguistiche di Bertinotti (passato dalla "riduzione del danno" alla "opposizione creativa"), che non trovano sbocco nella stampa controllata dal PD,
    e da Rfc, si possono agevolmente trovare e leggere in Internet. Internet è quindi anche un potente strumento di comunicazione di tutta l'Italia non omologata e non omologabile nello schema bipartisan Berlusconi-Veltroni.
    Temo che uno dei provvedimenti che saranno votati dal prossimo parlamento da Berlusconi e da Veltroni sarà una drastica limitazione della libertà di Internet.
    Pietro Ancona
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    come programmatore posso confermare che è impossibile.
    dovrebbero sconvolgere radicalmente la rete mondiale, i software...
    questi non sanno approvare manco la più cazzata delle leggi, figurati una legge enormemente radicale del genere.
    se stessimo in Cina potrei avere qualche dubbio, ma qui è impossibile.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Mauro V. Visualizza Messaggio
    come programmatore posso confermare che è impossibile.
    dovrebbero sconvolgere radicalmente la rete mondiale, i software...
    questi non sanno approvare manco la più cazzata delle leggi, figurati una legge enormemente radicale del genere.
    se stessimo in Cina potrei avere qualche dubbio, ma qui è impossibile.
    L'antisemitismo è un reato, chi lo promuove in rete ne deve rispondere alle autorità, nella rete è difficile scrivere e scappare senza lasciare traccia visto che tutti i dettagli di connessione vengono registrati.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da pietro936
    Temo che uno dei provvedimenti che saranno votati dal prossimo parlamento da Berlusconi e da Veltroni sarà una drastica limitazione della libertà di Internet.
    Se succedesse una cosa del genere, credo che gli hackers italiani non sarebbero molto d'accordo...
    In quel caso sì che si combatterebbe una vera e propria guerra informatica, ma come ha scritto Mauro V. credo sia una cosa se non impossibile, molto improbabile.

  6. #6
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    Predefinito si l'antisemitismo è reato ma mi chiedo se lo sia anche

    Citazione Originariamente Scritto da enigmista Visualizza Messaggio
    L'antisemitismo è un reato, chi lo promuove in rete ne deve rispondere alle autorità, nella rete è difficile scrivere e scappare senza lasciare traccia visto che tutti i dettagli di connessione vengono registrati.
    l'antiisraelismo?

  7. #7
    MANDA A CASA LA CASTA
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    Solo Che Ora Qualsiasi Critica Ad Israele Passa Per Antisemitismo...
    Mentre La Stampa Ci Ha Mostrato I Palestinesi Di Gaza Tenuti Alla Fame Che Distruggono Un Muro pEr Andare A Comprare Pane In Egitto.
    è EVIDENTE COMUNQUE CHE STAMPA E ISTITUZIONI NIOSTRANE DEBBANO ESSERE SOTTO RICATTO DI QUALCUNO ..NON è POSSIBILE CHE DI FRONTE A SIMILI IGNOMINIE SI CONTINUI A FAR FINTA DI NULLA..
    NE SI CAPISCE CHE REATO AVREBBERO COMMESSO QUELLI CHE HANNO PUBBLICATO UN ELENCO DI SOSTENITORI DI ISRAELE....
    SALVO CHE QUESTI NON SI VERGOGNINO E PRETENDANO L'ANOMIMATO.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da WANDA Visualizza Messaggio
    Solo Che Ora Qualsiasi Critica Ad Israele Passa Per Antisemitismo...
    Mentre La Stampa Ci Ha Mostrato I Palestinesi Di Gaza Tenuti Alla Fame Che Distruggono Un Muro pEr Andare A Comprare Pane In Egitto.
    è EVIDENTE COMUNQUE CHE STAMPA E ISTITUZIONI NIOSTRANE DEBBANO ESSERE SOTTO RICATTO DI QUALCUNO ..NON è POSSIBILE CHE DI FRONTE A SIMILI IGNOMINIE SI CONTINUI A FAR FINTA DI NULLA..
    NE SI CAPISCE CHE REATO AVREBBERO COMMESSO QUELLI CHE HANNO PUBBLICATO UN ELENCO DI SOSTENITORI DI ISRAELE....
    SALVO CHE QUESTI NON SI VERGOGNINO E PRETENDANO L'ANOMIMATO.
    Qualsiasi critica fatta ad Israele non centra una mazza con l'antisemitismo, piuttosto lo vuol far credere chi è profondamente antisemita e in malafede.

  9. #9
    email non funzionante
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    Citazione Originariamente Scritto da enigmista Visualizza Messaggio
    Qualsiasi critica fatta ad Israele non centra una mazza con l'antisemitismo, piuttosto lo vuol far credere chi è profondamente antisemita e in malafede.


    Già!

  10. #10
    Mauro V.
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    Citazione Originariamente Scritto da enigmista Visualizza Messaggio
    L'antisemitismo è un reato, chi lo promuove in rete ne deve rispondere alle autorità, nella rete è difficile scrivere e scappare senza lasciare traccia visto che tutti i dettagli di connessione vengono registrati.
    esatto!

 

 
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