Come noto, nella notte tra il primo giovedì santo ed il venerdì seguente si consumò il processo più famoso al mondo: quello ai danni di Nostro Signore Gesù Cristo.
Da allora, quel procedimento sommamente iniquo divenne il simbolo stesso dell'ingiustizia e della palese violazione delle regole giuridiche.
Pertanto, non è inutile meditare la Passione, pensando all'iniquità di quel processo, condotto in maniera scandalosamente illecita ed illegittima dal Sinedrio.
A tale scopo, suggerisco uno studio dei fratelli ebrei, convertiti al cattolicesimo e divenuti sacerdoti, Augustin e Joseph Lémann, che, sebbene risalente al 1876, nondimeno contiunua ad essere attuale ed insuperato nel suo rigore scientifico e storico. Il testo, Valeur de l’Assemblée qui prononça la peine de mort contre Jésus-Christ, si impone per la sua profondità, anche perché i fratelli Lémann, in quanto ex ebrei hanno potuto confrontarsi direttamente con i testi talmudici e mishnanici nei quali si conserva la procedura seguita dall'assise che condannò Gesù.
Proprio la ricerca accurata svolta dai due sacerdoti, li ha portati a svelare ed a rendere noto al grande pubblico i nomi di circa 40 membri del Sinedrio dell'epoca di Gesù (sui 70 che lo componevano), disegnandone anche la personalità ed il carattere, venendone fuori un quadro piutrtosto desolante quanto a spessore morale dei sinedriti.
Non solo. I fratelli Lémann evidenziano almeno 27 violazioni della legge processuale e penale ebraica poste in essere da quell'iniqua assise; violazioni tanto gravi che avrebbero dovuto portare alla liberazione di Gesù ed alla condanna dei sinedriti che osarono alzare le loro empia voce contro il Signore.
Un testo, quindi, su cui riflettere e meditare in questo Triduo pasquale.
Per chi avesse difficoltà con la lingua francese, QUI è possibile leggerne uno stralcio piuttosto esteso.
Buona lettura e meditazione.




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Duccio di Buoninsegna, Gesù dinanzi a Caifa, Pala della Maestà, 1311, Museo dell'Opera del Duomo, Siena
