"Il fantasma della critica percorre Cuba di Raúl Castro", "Giovani cubani criticano la dittatura". "Vogliono vedere il mondo reale", "Lo sguardo critico di Silvio", "Il giornale comunista critica il Partito Comunista", "La palla di neve della critica arriva a Cuba perfino nei circoli ufficiali", "Intellettuali cubani si aprono alla critica senza sotterfugi"... così, nelle ultime settimane, titolano vari media del mondo le notizie sul dibattito interno nella società cubana rimbalzando dispacci di corrispondenti stampa accreditati a L'Avana.
Si è tergiversato tanto la realtà di Cuba che qualunque variazione nel nostro modello di condotta pubblica muove analisti, giornalisti e uccelli del malaugurio alla ricerca della notizia "dell'ora finale della Rivoluzione".
Una non notizia diventa scoop




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