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Liboni, vertice a PesaroPesaro, 29 lug 04 - Mentre ad una settimana esatta dall'omicidio dell'appuntato Francesco Giorgioni continuano a susseguirsi dal nord al sud del Paese falsi avvistamenti del killer Luciano Liboni (oggi è stata la volta di Bergamo, Cuneo e Udine), in procura a Pesaro si è svolto un vertice fra investigatori romani e pesaresi. Vi hanno preso parte il maggiore Giovanni Arcangeli, giunto dalla capitale, e il ten. col. Francesco Recchia, che da Pesaro coordina le indagini dell'Arma in tutta l'area dell'Italia centrale dove Liboni ha vissuto e seminato reati. Dall'Umbria (la regione d’origine del 'Lupo') alle Marche - dove il 22 luglio a Pereto di Sant' Agata Feltria ha ammazzato Giorgioni a colpi di pistola per sfuggire ad un controllo dei documenti - all'Emilia Romagna e Toscana. Regioni in cui il latitante si è spostato via via negli anni per compiere rapine o nascondersi. Con il pm Monica Garulli, che nei confronti di Liboni ha spiccato un ordine di fermo per omicidio volontario, i carabinieri hanno fatto il punto sugli elementi raccolti fin qui. Più che altro un utile contatto de visu, visto che gli scambi di informazioni avvengono in ogni modo sempre in tempo reale. Si sarebbe parlato delle telefonate (almeno due o tre) fatte dal killer nello Sri Lanka, probabilmente ad una donna del posto, dei passaggi dell’uomo in bar e cabine pubbliche del Montefeltro, dei suoi possibili agganci in Italia e all’estero. Anche se l'idea prevalente è che Liboni si trovi ancora in patria, nascosto da qualche parte dopo la sparatoria di sabato scorso con la polizia nel centro di Roma.
Home Top CronacaElio Liboni, il figlio: "Non mi interessa
il destino di mio padre"Roma, 29 lug 04 - "Né io né mia madre facciamo più parte della sua vita, non ho più contatti con mio padre ormai da anni. Non so niente della sua vita, non mi interessa del suo destino, né io né mia madre ne facciamo più parte". A parlare è Elio, il figlio di vent’anni di Luciano Liboni. Il giovane è stato rintracciato a Lucerna, in Svizzera, dall’agenzia AdnKronos, e con i giornalisti ha parlato così del padre, ricercato in tutta Italia dal 22 luglio, giorno in cui freddò con un colpo al cuore l'appuntato dei carabinieri Alessandro Giorgioni. No va dimenticato, inoltre, che “il lupo” è latitante dal 19 febbraio del 2002, a causa di un tentato omicidio effettuato a Ponte San Giovanni di Perugia. "Questa brutta storia non mi riguarda", ha detto Elio Liboni, nato da una relazione tra Luciano e una ragazza svizzera, Ursula Luthi."Mia madre la pensa come me. Siamo rimasti scioccati quando abbiamo saputo quello che era accaduto. Con lui" assicura il figlio "abbiano tagliato i ponti tanti anni fa. Abbiamo appreso del tragico gesto di mio padre dai giornali". Il “Lupo” conobbe Ursula 24 anni fa a Montefalco di Foligno, suo paese natale, dove la ragazza si era recata in vacanza. Elio, però, non vuole parlare nemmeno di questo. Si capisce che è una ferita che si è rimarginata e che tutto è terminato quando, inutilmente e per anni, hanno cercato, lui e la madre un contatto con Luciano Liboni. E' per questo motivo che il ragazzo non crede che Luciano, come lo chiama, tenterà di raggiungerli a Lucerna. "Né io, né mia madre facciamo più parte della sua vita" conclude.
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LIBONI: IL 'LUPO' HA FORSE DUE PISTOLE,
MA UNA E' GIOCATTOLO
Ancona, 28 lug 04 - Luciano Liboni, super-ricercato per l'omicidio dell'appuntato dei carabinieri di Sant'Agata Feltria Alessandro Giorgioni, potrebbe andare in giro con due pistole, ma una è di plastica, un'arma giocattolo. Il bandito, inoltre, non ha rubato la semiautomatica di Giorgioni (che è in mano ai carabinieri), anche perché lui preferisce la pistola a tamburo, dato che questa non espelle i bossoli. E' quanto trapela dagli ambienti investigativi marchigiani, dove le indagini proseguono a ritmo serrato anche per cercare di ricostruire i movimenti del killer nelle località dell'Appennino umbro-marchigiano che Liboni ha dimostrato di conoscere molto bene. Il bosco, d'altra parte, è la sua casa, e non è escluso che per proseguire la sua fuga privilegi luoghi a lui noti, piuttosto che la periferia delle grandi città o paesi stranieri, dove pure, come nel caso dello Sri Lanka, ha soggiornato e dove potrebbe avere una nuova compagna. I carabinieri stanno verificando le testimonianze che via via arrivano da parte di cittadini, o gestori di servizi pubblici, che avrebbero visto Liboni anche nell'entroterra Maceratese, all'inizio di giugno, oltre che a Borgo Pace, nel Pesarese, pochi giorni prima dell'uccisione di Giorgioni a Pereto di Sant'Agata Feltria. Anche in queste località avrebbe fatto delle telefonate, forse sempre nello Sri Lanka, parlando in inglese, come hanno raccontato alcuni testimoni. E continuano a giungere costantemente segnalazioni da tutta la provincia di Pesaro, da chi pensa di aver avvistato il super-ricercato in sella ad una moto o a bordo di un'auto. Così come, ovviamente, sono oggetto di indagini serratissime i contatti che Liboni può avere avuto e i rapporti che tuttora può intrattenere nel Paese asiatico. Al momento sono esclusi legami con latitanti,o in ogni modo con personaggi di spicco della criminalità che possono aver scelto lo Sri Lanka come rifugio. La sensazione è che Liboni resti un 'balordo', capace sì di uccidere e anche di sottrarsi alla cattura, ma pur sempre un delinquente di piccolo cabotaggio, che negli anni non avrebbe stretto rapporti tali con la malavita da avere coperture 'eccellenti' all'estero. Ma si tratta, appunto, di riflessioni investigative che potrebbero essere poi smentite dai fatti.
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