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    Predefinito Separazione Consensuale

    NOI DUOSICILIANI ABBIAMO LOTTATO PER 10 ANNI CONTRO L'INVASIONE DELLA NS NAZIONE. IL RICCO PIEMONTE HA VOLUTO PER FORZA ACCOLARSI LA BS NAZIONE POVERA E ARRETRATA. CHE BUONI.




    http://it.youtube.com/watch?v=JkU_3w9P4Zs

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  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da STABIA Visualizza Messaggio
    NOI DUOSICILIANI ABBIAMO LOTTATO PER 10 ANNI CONTRO L'INVASIONE DELLA NS NAZIONE. IL RICCO PIEMONTE HA VOLUTO PER FORZA ACCOLARSI LA BS NAZIONE POVERA E ARRETRATA. CHE BUONI.




    http://it.youtube.com/watch?v=JkU_3w9P4Zs


    riprendendo l'altra discussione..

    è tutto vero ciò che dici, ma voglio fare alcune precisazioni..
    l'italia l'hanno fatta i regnanti del piemonte, ovvero i SAVOIA, (al popolo piemontese nessuno ha chiesto nulla..) per meri interessi di espansionismo territoriale. Dell'italia unita non gliene fregava assolutamente nulla (i garibaldi, cavour and co. non sapevano neppure l'italiano...). Un altro discorso sono gli interessi intellettual-massonici e di potenze estere (dell'inghilterra x ostacolare l'espansionismo francese nelle terre padane)nelle'unificazione della penisola.
    E' probabilmente vero che il sud nei primi decenni dell'unità sia stato depredato delle sue ricchezze e che ciò ne abbia minato lo sviluppo. Ma è altrettanto vero che a partire da qualche decenni dopo l'"unità" fino ai giorni nostri i meridionali abbiano completamente monopolizzato le cariche politiche, pubbliche, le forze di polizia,giudiziarie, etc. E ciò parecchi scritti dell'epoca lo testimoniano, ed è anche chiaramente visibile oggi.
    Cosi com'è vero che sia da allora iniziato, vuoi per lo sbilanciamento geografico verso sud della penisola, vuoi per il maggior peso demografico,e per altri 1000 motivi, un processo di meridionalizzazione e colonizzazione dell'intero paese.
    Il sud culturalmente è probabilmente rimasto dov'era con le sue lingue, le sue tradizioni, etc
    Le culture locali, le lingue, le identità, le tradizioni, le culture alimentari, etc etc del Nord sono state completamente annientate e cancellate. Le grandi città del nord sono ormai terre senza identità dove le popolazioni autoctone sono una piccola minoranza. Le lingue locali non le parla più quasi nessuno, anche se 100 anni fa nessuno parlava il toscano(l'italiano) e in molte zone del nord era una lingua completamente estranea. Lo slang giovanile è pieno di termini che arrivano dai dialetti del sud e persino la gestualità delle genti del nord è cambiata. Ormai è diventato quasi più tradizionale mangiare pizza e spaghetti piuttosto che polenta e bagna cauda, per farti un esempio.
    Il "mescolamento" di genti è avvenuto solo al nord. Se accendo la tv vedo prevalentemente gente dall'accento romano o meridionale, se accendo la radio non è raro sentire canzoni romane e napoletane, hai mai sentito canzoni lombarde o piemontesi??io no...
    La cultura nazional-popolare italiana con le culture e i modi di fare padani non ha nulla a che vedere ed è di ispirazione prettamente centro-meridionale.
    Comportamenti come la corruzione, o il poco rispetto delle regole, o il fare i "furbi" ad ogni costo erano estranei un tempo a queste terre (vedi la linea della palma di Sciascia) dove invece regnava il buon governo.
    Il nord è sempre più simile al sud.
    E' a noi che dicono sempre "siamo tutti italiani" o ci dicono che siamo latini , mediterranei e dobbiamo instaurare rapporti con paesi del meditarraneo con cui non abbiamo mai avuto niente a che fare..
    All'estero l'uomo medio se pensa all'italia pensa alla pizza, agli spaghetti, al vesuvio, alla mafia,alla tarantella, alla mediterraneità...non pensa alla bagna cauda, alle industrie e alle nebbie padane o alle valli bergamasche...Se un turista americano durante il suo viaggio in italia finisce x sbaglio a trento a a bergamo si chiederà in che posto è finito, e dov'è l'italia che conosce lui..
    I denari da 60 anni a questa parte hanno seguito sempre e solo un unico tragitto, ed il nord è stato trattato come una colonia da sfruttare economicamente (soprattutto da roma), ed ha avuto pochissima rappresentanza politica (ricordo che il 70% dei parlamentari della repubblica sono arrivati dal mezzogiorno). Se il sud non si è sviluppato, pur ricevendo montagne di denaro che avrebbero potuto e dovuto renderlo una grande svizzera, e si sono creati sistemi assistenzialistici e di collusione politico-mafiosa che colpa ne abbiamo noi?!
    i partiti nazionalisti e centralisti dall'MSI ad AN hanno sempre avuto successo prevalentemente in meridione negli ultimi decenni.
    Anche se l'italia l'abbiamo fatta noi (o meglio, i nostri regnanti, dato che a noi nessuno ha chiesto nulla..) poi ve ne siete impossessati voi, con l'accondiscendenza dei poteri politico-economici (del nord ovest) che ovviamente ne hanno tratto beneficio diretto fregandosene delle popolazioni ( e che controllano il sistema mediatico precludendo qualsiasi possibilità di risveglio delle popolazioni padane).
    Se cè una parte d'italia che ha il dovere di staccare il cordone ombelicale con un paese che non la rappresenta quella è proprio la Padania.
    Ciò non toglie che sia positiva una rinascita identitaria ed autonomista del meridione, ma non prendetevela sempre col nord in generale quando si parla di unità d'italia.
    Un'altra precisazione: non si può e pon si deve considerare il nord come un unicum. Dopo la conquista sabauda Milano voleva mantenere la stessa autonomia che aveva sotto gli asburgo, ma dato che non ci riusci preferi concentrarsi sullo sviluppo economico, accogliendo sempre a braccia aperte chiunque venisse da fuori. E non furono affatto rare le rivolte popolari (vedi Bava Beccaris). Il veneto non fu trattato molto meglio del meridione, si svilupparono fenomeni simili al brigantaggio ( vedi l'insorgenza veneta ) e un sacco di gente fu costretta ad emigrare. Persino a Torino ci furono sanguinarie rivolte dopo l'unità perchè venne detto alla gente che doveva smetterla di essere piemontese e pensare al bene del nuovo stato..

  3. #3
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    IL MERIDIONE E L'ATAVICO PROBLEMA...
    Questione morale
    Ora lo scenario ,non meno intriso di putredine e di abominio, si sposta dal golfo all'entroterra campano, in quel di Ceppaloni che le cronache di questi ultimi tempi indicano come una specie di ultimo feudo assoluto in cui regna sovrano e potente come un mandarino don Clemente Mastella che ogni domenica nella sua reggia pretenziosa e un po' cafona si degna di ricevere i "clientes" che chiedono udienza per avere un posto: da direttore o da spazzino e nell'intera provincia di Benevento (l'ex Maleventum dei romani) non si fa nulla che Mastella non voglia.
    Sembrerebbe la prassi consolidata della cosca, o della società chiusa a carciofo, della consorteria tipica del Meridione, in cui si dà e si piglia, dell'interesse di bottega travestito da partito legalitario e legittimo che dispone di fondi, mezzi, palazzi in buoni indirizzi e perfino di un giornale "Il Campanile nuovo" in cui l'unico protagonista che scrive, parla, si intervista è sempre lui, Mastella. In un doloroso annuncio, che il copione non aveva previsto, Mastella ha confermato le dimissioni ed ha voluto pronunciare una frase storica che dovrebbe restaurarne l'immagine ammaccata,e non ci riesce: "Tra la famiglia e il potere scelgo la famiglia".
    Indubbiamente il sacrificio è enorme. Ma era l'intera famiglia, sposa e consuocero in primo luogo, in una fitta trama di amicizie e complicità,ad avere scelto il potere e a gestirlo nei modi più disinvolti e disdicevoli. Ci descrivono la signora Mastella come la tipica gentildonna del Sud che offre sempre un dono signorile e di prezzo agli ospiti che si congedano.
    Ci ha sempre colpito questa duplicità di fondo della gentilezza meridionale: un formalismo inappuntabile un po' affettato e la più sfrontata e biasimevole gestione del sottopotere. Già il fatto che la signora Mastella sia presidente del consiglio regionale campano dovrebbe far riflettere certa sinistra "moralista" sul capitolo decisivo e reiterato del "conflitto di interesse". E' naturale che quest'ultino sconquasso metta in azione la memoria. Torniamo con la mente ai grandi meridionalisti che non si fecero scrupoli di denunciare gli eterni e imutabili mali del Sud.
    Da Salvemini a Dorso, da Croce a Fortunato tutti trassero l'amara conclusione che le classi politiche meridionali non sapessero distinguere tra interesse pubblico e interesse privato e che la "questione morale" che continuamente riemerge sia una costante del paese in generale ma che specialmente sia al Sud che il "familismo" prevale sull'interesse generale e sulla corretta amministrazione.
    Alla fine dell'800 la commissione parlamentare Saredo portò allo scioglimento di quasi tutti comuni campani per collusione manifesta con la camorra. Il modello meridionale delle connivenze malavitose si esportò anche al Nord, che non poteva non esserne contaminato, ed esattamente un secolo dopo esplose Tangentopoli.
    Ma fu qualcosa che non s'era mai visto e che non rientrava nei metodi della politica settentrionale le cui élite migliori provenienti dalle professioni e dall'industria ricordavano l'equa e onesta amministrazione asburgica. Francesco Nitti, politico onesto e coraggioso,scrisse che la classe politica meridionale dopo il 1876,avvento della Sinistra storica al potere, non fu mai un partito, fu l'insieme di tutti gli appetiti, lo sfogo di tutti i malcontenti.
    Si personificò spesso in uomini privi di ogni morale, che confondevano interesse pubblico e privato e il primo sottomettevano quasi sempre al secondo. Raccoglieva antichi borbonici, liberale nuovi, ma abituati alle abitudini vecchie e desiderosi di prepotere. E' difficile non vedere in questa descrizione il modello politico incarnato non solo da Mastella che con il suo smilzo carniere dell'1% mantiene un potere di veto inimmaginale altrove.
    Con la "meridionalizzazione" del paese alla fine dell'Ottocento, la lenta ma onesta burocrazia piemontese dovette cedere il passo all'affluenza dei "paglietti": e se fossero "paglietti", esclamava Giovanni Ansaldo in una lettera a Giustino Fortunato, "Il guaio è che spesso sono scauzoni". Non solo, come oggi, i politici del Sud prevalevano sul numero dei settentrionali; ma nella burocrazia, nell'esercito, nella scuola essi sostituirono le vecchie generazioni piemontesi.
    Benedetto Croce ammetteva che si era scesi di grado in confronto alla burocrazia piemontese (e anche in confronto alla qualità della classe politica settentrionale), ma si era saliti al confronto di quella borbonica e papalina. Magra soddisfazione.
    L'altra sera in una trasmissione televisiva, discutendo a caldo degli avvenimenti campani, un giornalista di Repubblica, nell'intento di difendere l'onorabilità del Sud, diceva all'ex ministro Roberto Castelli che Tangentopoli fu interamente un fenomeno settentrionale.
    Se intendeva giustificare lo sfacelo materiale e morale del Sud, dalla spazzatura alle disavventure giudiziarie dell'Udeur, rendeva un cattivo servizio al Meridione che con i troppi difensori d'ufficio, per atavico complesso e orgoglio mal riposto, non troverà mai la forza di cambiare. E' sempre per atavico complesso che si finisce per fare l'apologia del "povero Sud" che si piange addosso. Il Nord non deve dare lezioni, anche se qualche differenza si nota, ma il Sud dovrebbe cominciare a liberarsi dall'antico vizio delle clientele e della corruzione. Vasto programma!
    di Romano Bracalini (L'Opinione.it) del 18-01-2008

  4. #4
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    Io agli amici indipendentisti duosiciliani dico solo "in bocca al lupo! che possiate ottenere quanto prima quanto auspicate", perchè vorrebbe dire che -verosimilmente- anche noi saremo vicini al nostro obiettivo. E lo dico, sia chiaro, senza alcun intento polemico.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da FdV77 Visualizza Messaggio
    Io agli amici indipendentisti duosiciliani dico solo "in bocca al lupo! che possiate ottenere quanto prima quanto auspicate", perchè vorrebbe dire che -verosimilmente- anche noi saremo vicini al nostro obiettivo. E lo dico, sia chiaro, senza alcun intento polemico.
    NEL RINGRAZIARTI PER L'AUGURIO COLGO L'CCASIONE PER RIBADIRE CHE IO STO SOLO CERCANDO DI FAR CONOSCERE COME ERA VERAMENTE LA MIA NAZIONE PRIMA DELLA CONQISTA DA PARTE DEI SABOI.

    GRAZIE ANCORA.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da sir_Shafford Visualizza Messaggio
    riprendendo l'altra discussione..

    è tutto vero ciò che dici, ma voglio fare alcune precisazioni..
    l'italia l'hanno fatta i regnanti del piemonte, ovvero i SAVOIA, (al popolo piemontese nessuno ha chiesto nulla..) per meri interessi di espansionismo territoriale. Dell'italia unita non gliene fregava assolutamente nulla (i garibaldi, cavour and co. non sapevano neppure l'italiano...). Un altro discorso sono gli interessi intellettual-massonici e di potenze estere (dell'inghilterra x ostacolare l'espansionismo francese nelle terre padane)nelle'unificazione della penisola.
    E' probabilmente vero che il sud nei primi decenni dell'unità sia stato depredato delle sue ricchezze e che ciò ne abbia minato lo sviluppo. Ma è altrettanto vero che a partire da qualche decenni dopo l'"unità" fino ai giorni nostri i meridionali abbiano completamente monopolizzato le cariche politiche, pubbliche, le forze di polizia,giudiziarie, etc. E ciò parecchi scritti dell'epoca lo testimoniano, ed è anche chiaramente visibile oggi.
    Cosi com'è vero che sia da allora iniziato, vuoi per lo sbilanciamento geografico verso sud della penisola, vuoi per il maggior peso demografico,e per altri 1000 motivi, un processo di meridionalizzazione e colonizzazione dell'intero paese.
    Il sud culturalmente è probabilmente rimasto dov'era con le sue lingue, le sue tradizioni, etc
    Le culture locali, le lingue, le identità, le tradizioni, le culture alimentari, etc etc del Nord sono state completamente annientate e cancellate. Le grandi città del nord sono ormai terre senza identità dove le popolazioni autoctone sono una piccola minoranza. Le lingue locali non le parla più quasi nessuno, anche se 100 anni fa nessuno parlava il toscano(l'italiano) e in molte zone del nord era una lingua completamente estranea. Lo slang giovanile è pieno di termini che arrivano dai dialetti del sud e persino la gestualità delle genti del nord è cambiata. Ormai è diventato quasi più tradizionale mangiare pizza e spaghetti piuttosto che polenta e bagna cauda, per farti un esempio.
    Il "mescolamento" di genti è avvenuto solo al nord. Se accendo la tv vedo prevalentemente gente dall'accento romano o meridionale, se accendo la radio non è raro sentire canzoni romane e napoletane, hai mai sentito canzoni lombarde o piemontesi??io no...
    La cultura nazional-popolare italiana con le culture e i modi di fare padani non ha nulla a che vedere ed è di ispirazione prettamente centro-meridionale.
    Comportamenti come la corruzione, o il poco rispetto delle regole, o il fare i "furbi" ad ogni costo erano estranei un tempo a queste terre (vedi la linea della palma di Sciascia) dove invece regnava il buon governo.
    Il nord è sempre più simile al sud.
    E' a noi che dicono sempre "siamo tutti italiani" o ci dicono che siamo latini , mediterranei e dobbiamo instaurare rapporti con paesi del meditarraneo con cui non abbiamo mai avuto niente a che fare..
    All'estero l'uomo medio se pensa all'italia pensa alla pizza, agli spaghetti, al vesuvio, alla mafia,alla tarantella, alla mediterraneità...non pensa alla bagna cauda, alle industrie e alle nebbie padane o alle valli bergamasche...Se un turista americano durante il suo viaggio in italia finisce x sbaglio a trento a a bergamo si chiederà in che posto è finito, e dov'è l'italia che conosce lui..
    I denari da 60 anni a questa parte hanno seguito sempre e solo un unico tragitto, ed il nord è stato trattato come una colonia da sfruttare economicamente (soprattutto da roma), ed ha avuto pochissima rappresentanza politica (ricordo che il 70% dei parlamentari della repubblica sono arrivati dal mezzogiorno). Se il sud non si è sviluppato, pur ricevendo montagne di denaro che avrebbero potuto e dovuto renderlo una grande svizzera, e si sono creati sistemi assistenzialistici e di collusione politico-mafiosa che colpa ne abbiamo noi?!
    i partiti nazionalisti e centralisti dall'MSI ad AN hanno sempre avuto successo prevalentemente in meridione negli ultimi decenni.
    Anche se l'italia l'abbiamo fatta noi (o meglio, i nostri regnanti, dato che a noi nessuno ha chiesto nulla..) poi ve ne siete impossessati voi, con l'accondiscendenza dei poteri politico-economici (del nord ovest) che ovviamente ne hanno tratto beneficio diretto fregandosene delle popolazioni ( e che controllano il sistema mediatico precludendo qualsiasi possibilità di risveglio delle popolazioni padane).
    Se cè una parte d'italia che ha il dovere di staccare il cordone ombelicale con un paese che non la rappresenta quella è proprio la Padania.
    Ciò non toglie che sia positiva una rinascita identitaria ed autonomista del meridione, ma non prendetevela sempre col nord in generale quando si parla di unità d'italia.
    Un'altra precisazione: non si può e pon si deve considerare il nord come un unicum. Dopo la conquista sabauda Milano voleva mantenere la stessa autonomia che aveva sotto gli asburgo, ma dato che non ci riusci preferi concentrarsi sullo sviluppo economico, accogliendo sempre a braccia aperte chiunque venisse da fuori. E non furono affatto rare le rivolte popolari (vedi Bava Beccaris). Il veneto non fu trattato molto meglio del meridione, si svilupparono fenomeni simili al brigantaggio ( vedi l'insorgenza veneta ) e un sacco di gente fu costretta ad emigrare. Persino a Torino ci furono sanguinarie rivolte dopo l'unità perchè venne detto alla gente che doveva smetterla di essere piemontese e pensare al bene del nuovo stato..
    CARO AMICO IO NN HO COSIDERATO MAI IL POPOLO DEL NORD COME UNICUM.
    SO BENISSIMO QELLO CHE I SABOIA FECERO A GENOVA, NEL DUCATO DI PARMA, PIACENZA E GUASTALLA, ED IL DUCATO DI MODENA.
    FRANCESCO V DUCA DI MODENA COSI PROTESTAVA DURANTE L'INVASIONE PIEMOSTESE:
    "CONSCI DINANZI A DIO E DINAZI AGLI UOMINI DI NON AVER MAI FORNITO ALCUN LEGGITTIMO PRETESTO AL GOVERNO SARDO DI AMMETTERE PER PARTE SUA UNA COSI FATTA CONSIDERAZIONE, DOPO AVERLA CONSIDERATA INGIUSTA DOBBIAMO ANCHE CONSIDERARLA AD OGNI ANALOGA CONSUETUDINE INTERNAZIONALE".
    QUINDI PER NN ESSERE FRAINTESO, NN ACCUSO NESSUN SETTENTRIONALE DELLE CONSQUISTE SABOIARDE E HO IL PIENO RISPETTO PER TUTTI I POPOLI DELLA PENISOLA ITALICA, VOGLIO SOLO PRECISARE CHE SE FOSSE STATO PER IL POPOLO DUOSICILIANO, NOI SAREMMO ANCORA IL REGNO DELLE DUE SICILIE, POVERI E ARRETRATI.(?)

  7. #7
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    è tutto vero ciò che dici, ma voglio fare alcune precisazioni..
    l'italia l'hanno fatta i regnanti del piemonte, ovvero i SAVOIA, (al popolo piemontese nessuno ha chiesto nulla..) per meri interessi di espansionismo territoriale. Dell'italia unita non gliene fregava assolutamente nulla (i garibaldi, cavour and co. non sapevano neppure l'italiano...). Un altro discorso sono gli interessi intellettual-massonici e di potenze estere (dell'inghilterra x ostacolare l'espansionismo francese nelle terre padane)nelle'unificazione della penisola.
    E' probabilmente vero che il sud nei primi decenni dell'unità sia stato depredato delle sue ricchezze e che ciò ne abbia minato lo sviluppo. Ma è altrettanto vero che a partire da qualche decenni dopo l'"unità" fino ai giorni nostri i meridionali abbiano completamente monopolizzato le cariche politiche, pubbliche, le forze di polizia,giudiziarie, etc. E ciò parecchi scritti dell'epoca lo testimoniano, ed è anche chiaramente visibile oggi.
    Cosi com'è vero che sia da allora iniziato, vuoi per lo sbilanciamento geografico verso sud della penisola, vuoi per il maggior peso demografico,e per altri 1000 motivi, un processo di meridionalizzazione e colonizzazione dell'intero paese.
    Il sud culturalmente è probabilmente rimasto dov'era con le sue lingue, le sue tradizioni, etc
    Le culture locali, le lingue, le identità, le tradizioni, le culture alimentari, etc etc del Nord sono state completamente annientate e cancellate. Le grandi città del nord sono ormai terre senza identità dove le popolazioni autoctone sono una piccola minoranza. Le lingue locali non le parla più quasi nessuno, anche se 100 anni fa nessuno parlava il toscano(l'italiano) e in molte zone del nord era una lingua completamente estranea. Lo slang giovanile è pieno di termini che arrivano dai dialetti del sud e persino la gestualità delle genti del nord è cambiata. Ormai è diventato quasi più tradizionale mangiare pizza e spaghetti piuttosto che polenta e bagna cauda, per farti un esempio.
    Il "mescolamento" di genti è avvenuto solo al nord. Se accendo la tv vedo prevalentemente gente dall'accento romano o meridionale, se accendo la radio non è raro sentire canzoni romane e napoletane, hai mai sentito canzoni lombarde o piemontesi??io no...
    La cultura nazional-popolare italiana con le culture e i modi di fare padani non ha nulla a che vedere ed è di ispirazione prettamente centro-meridionale.
    Comportamenti come la corruzione, o il poco rispetto delle regole, o il fare i "furbi" ad ogni costo erano estranei un tempo a queste terre (vedi la linea della palma di Sciascia) dove invece regnava il buon governo.
    Il nord è sempre più simile al sud.
    E' a noi che dicono sempre "siamo tutti italiani" o ci dicono che siamo latini , mediterranei e dobbiamo instaurare rapporti con paesi del meditarraneo con cui non abbiamo mai avuto niente a che fare..
    All'estero l'uomo medio se pensa all'italia pensa alla pizza, agli spaghetti, al vesuvio, alla mafia,alla tarantella, alla mediterraneità...non pensa alla bagna cauda, alle industrie e alle nebbie padane o alle valli bergamasche...Se un turista americano durante il suo viaggio in italia finisce x sbaglio a trento a a bergamo si chiederà in che posto è finito, e dov'è l'italia che conosce lui..
    I denari da 60 anni a questa parte hanno seguito sempre e solo un unico tragitto, ed il nord è stato trattato come una colonia da sfruttare economicamente (soprattutto da roma), ed ha avuto pochissima rappresentanza politica (ricordo che il 70% dei parlamentari della repubblica sono arrivati dal mezzogiorno). Se il sud non si è sviluppato, pur ricevendo montagne di denaro che avrebbero potuto e dovuto renderlo una grande svizzera, e si sono creati sistemi assistenzialistici e di collusione politico-mafiosa che colpa ne abbiamo noi?!
    i partiti nazionalisti e centralisti dall'MSI ad AN hanno sempre avuto successo prevalentemente in meridione negli ultimi decenni.
    Anche se l'italia l'abbiamo fatta noi (o meglio, i nostri regnanti, dato che a noi nessuno ha chiesto nulla..) poi ve ne siete impossessati voi, con l'accondiscendenza dei poteri politico-economici (del nord ovest) che ovviamente ne hanno tratto beneficio diretto fregandosene delle popolazioni ( e che controllano il sistema mediatico precludendo qualsiasi possibilità di risveglio delle popolazioni padane).
    Se cè una parte d'italia che ha il dovere di staccare il cordone ombelicale con un paese che non la rappresenta quella è proprio la Padania.
    Ciò non toglie che sia positiva una rinascita identitaria ed autonomista del meridione, ma non prendetevela sempre col nord in generale quando si parla di unità d'italia.
    Un'altra precisazione: non si può e pon si deve considerare il nord come un unicum. Dopo la conquista sabauda Milano voleva mantenere la stessa autonomia che aveva sotto gli asburgo, ma dato che non ci riusci preferi concentrarsi sullo sviluppo economico, accogliendo sempre a braccia aperte chiunque venisse da fuori. E non furono affatto rare le rivolte popolari (vedi Bava Beccaris). Il veneto non fu trattato molto meglio del meridione, si svilupparono fenomeni simili al brigantaggio ( vedi l'insorgenza veneta ) e un sacco di gente fu costretta ad emigrare. Persino a Torino ci furono sanguinarie rivolte dopo l'unità perchè venne detto alla gente che doveva smetterla di essere piemontese e pensare al bene del nuovo stato..
    CARO AMICO IO NN HO COSIDERATO MAI IL POPOLO DEL NORD COME UNICUM.
    SO BENISSIMO QELLO CHE I SABOIA FECERO A GENOVA, NEL DUCATO DI PARMA, PIACENZA E GUASTALLA, ED IL DUCATO DI MODENA.
    FRANCESCO V DUCA DI MODENA COSI PROTESTAVA DURANTE L'INVASIONE PIEMOSTESE:
    "CONSCI DINANZI A DIO E DINAZI AGLI UOMINI DI NON AVER MAI FORNITO ALCUN LEGGITTIMO PRETESTO AL GOVERNO SARDO DI AMMETTERE PER PARTE SUA UNA COSI FATTA CONSIDERAZIONE, DOPO AVERLA CONSIDERATA INGIUSTA DOBBIAMO ANCHE CONSIDERARLA AD OGNI ANALOGA CONSUETUDINE INTERNAZIONALE".
    QUINDI PER NN ESSERE FRAINTESO, NN ACCUSO NESSUN SETTENTRIONALE DELLE CONSQUISTE SABOIARDE E HO IL PIENO RISPETTO PER TUTTI I POPOLI DELLA PENISOLA ITALICA, VOGLIO SOLO PRECISARE CHE SE FOSSE STATO PER IL POPOLO DUOSICILIANO, NOI SAREMMO ANCORA IL REGNO DELLE DUE SICILIE, POVERI E ARRETRATI.(?)

  8. #8
    l'occasione fa l'uomo italiano
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    tutti i sinceri indipendentisti sparsi per alpi, val padana e italia dovrebbero fare network sulla base di un solo principio: autodeterminazione dei popoli.
    Indipendenza per noi e per voi.

  9. #9
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    Molto giusto e, in fomdo, ne avremmo anche il diritto, da quello che ho letto su convenzioni internazionali.
    Però, dopo aver letto l'ottimo primo intervento di Sir Shafford, mi chiedo, se, almeno per certe Regioni, l' autodeterminazione non sarebbe un' arma a favore dell'italia, che, purtroppo, è riuscita almeno in parte a "fare gli italiani", però sul "modello unico".
    Npn per nulla il genovese Grillo ha dovuto chiamare il giorno della protesta "Vaffanculo-day", i giovani ormai non capiscono altro che quello che gli viene propinato dalle televisioni.
    A proposito, vedete quanto padagno sia il Berluska, che fa parlare rromano alle sue emittenti.
    A conti circa fatti, non so se un referendum di autodeterminazione a MI, TO, GE porterebbe ad una scelta diversa dall'italia. A BZ, TV, VI, PN, UD probabilmente sì, a TS e GO, forse anche a TN, gli autonomisti sarebbero divisi tra le alternative all'italia, come lo sono sempre stati nella storia.

  10. #10
    l'occasione fa l'uomo italiano
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    Non puoi decidere contro la maggioranza del tuo popolo. puoi solo provare a presentare le tue istanze nel modo più convincente e meno squalificante possibile. Quando parlo di squalificante mi riferisco alla leganodde.

 

 
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