“Roma divina, eterna, universale, è indefinibile; il suo nome è una magia, un fascino nel mondo; ella nella sua potenza storica meraviglia, nella sua grandezza sorprende, nella sua eternità stupisce, nella sua trasformazione religiosa e civile abbaglia. I suoi contrasti, i suoi ritorni storici parlano della sua immensità.
Essa è nido e ricetto dei genii e degli eroi, del bello e del grande; è la esplicazione della potenza e della dovizia, della forza e del diritto ed è la espressione della religiosità e del patriottismo. Niuno e nulla la vinse perché superò, vinse tutti e tutto.
Le religioni e la politica, le leggi e i costumi, le lettere e la poesia, le
scienze e le arti fecondò di sua eccelsitudine e propagò colla sua universalità. Chi le si accostò ingrandì, chi la toccò ristette tremando.
Roma è l’avvenimento storico più grande, più meraviglioso della vita dell’umanità e soltanto dinanzi a questa si ha la misura di lei, poiché ella non subisce altro confronto che il confronto coll’universo.
Roma è l’insieme di tutto, perché tutto visse in lei e per lei; Roma è forza che domina, è luce che illumina, è amore che attrae ed infiamma, e, come amore, ognuno la vede, la sente, l’agogna, l’iclolatra. Il mondo antico la chiama ancor madre, il nuovo se ne reputa figlio e tra le rovine di lei il cuore di tutti gli uomini batte di ammirazione e di affetto.
Laonde, o lettore, poiché in questo libro e in quanti altri mi permetteranno le forze e la vita, io ti parlo di Roma in tutta la maestà de’ suoi monumenti e del suo alto magistero nel mondo, innanzi tutto, chiunque tu sii, scuopriti il capo. Se avesti i natali sotto l’azzurro cielo d’Italia, che sopra tutti i popoli della Terra esplicò, incessantemente, le forze del genio umano, che generò Roma stessa e che non tòcco e vergine ci soltanto a noi giunse, allora, in una a me, per reverenza profonda e per espressione di fede, piega anche il ginocchio. Così insieme, invochiamo la protezione divina, l’aiuto dei genii, affinché al mio ardimento e alla tua volontà e benevoglienza tengano dietro in te il comprendere e ‘ seguirmi colla mente e col cuore, in me la fortuna nel rinvenire, l’intuizione nel discernere, il genio nel rinnovare, l’efficacia nell’esporre”