non solo ma è anche considerato il 5 miglior sindaco d'italia.
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Veltroni: "Da soli anche al Senato"
E "ruba" lo slogan di Barak Obama
Ma la sinistra insiste: "Parliamoci, non facilitiamo la destra"
Walter Veltroni
ROMA - "Andremo da soli anche al Senato". Walter Veltroni tronca così le ipotesi di accordi elettorali tecnici per il Senato. Il Pd, il 13 e 14 aprile, non farà alleanze con la sinistra. Andrà, da solo, contro "i diciotto partiti che formano il centrodestra". "Noi abbiamo fatto una scelta lineare - spiega Veltroni che si dimetterà da sindaco di Roma appena varato il piano regolatore - e gli italiani hanno bisogno di cose chiare. Ho letto sui giornali delle formule pasticciate, cose strane come un terzo candidato alla premiership. Capisco che tutti vogliano stare coperti, ma io credo che occorra rischiare attraverso l'innovazione". Innovazione che, dice il segretario del Pd, non può essere il Cavaliere "che si candida a presidente del consiglio per la quinta volta".
Non ci saranno accordi con la sinistra, dunque. Il Pd andrà da solo al voto. Costi quel che costi. "Continueremo a collaborare a livello locale ma a livello nazionale, su temi come la sicurezza e le missioni all'estero, le nostre posizioni sono obbiettivamente diverse. Noi ci presenteremo alle elezioni quindi per dire agli italiani: 'Se votate per il Pd ci sara' una posizione chiara e univoca'".
Parole che sono una risposta netta alla lettera inviata da Oliviero Diliberto, Franco Giordano, Fabio Mussi e Alfonso Pecoraro Scanio che, a nome della Sinistra L'Arcobaleno, chiedono a Veltroni di ripensarci: "Noi pensiamo che ora non si debba facilitare il compito della destra, consegnare a cuor leggero e su un piatto d'argento la vittoria a Berlusconi - scrivono i quattro - Per questo ti chiediamo un incontro urgente per verificare esattamente possibili convergenze ed eventuali distanze di posizioni politiche e punti di programma". Una richiesta che cade nel vuoto. Cosa che, però, non sembra turbare Fausto Bertinotti: "Rispetto la scelta del Pd, la sinistra si unisca"
La strada, dunque, è ormai tracciata. Il 16 febbraio si terrà l'assemblea costituente del Pd, poi "dal 16 pomeriggio partirà il viaggio in Italia che toccherà tutte le 110 province" dice Veltroni. Un viaggio che "sarà un tour della novità e della speranza" perché "ho la sensazione che il mio paese non voglia vedere film già visti, ma conoscere una stagione nuova". Meno tv e più piazze, spiega il segretario del Pd: "Non sono un appassionato della politica mediatica, la politica ha a che fare con il corpo delle persone, con il contatto diretto". Per questo, conclude Veltroni, "andrò in giro in tutta Italia per fare capire che c'è qualcosa di nuovo".
La sfida è lanciata. E lo slogan è pronto. Al Lingotto era il kennediano "I care", oggi la scelta cade su Obama: "Yes we can". "Possiamo vincere" assicura Veltroni. Anche da soli.
(6 febbraio 2008)
Tanto di cappello al progetto di Veltroni. Un successo del PD, anche se sconfitto, aprirebbe la strada ad un sano bipartitismo come in tante democrazie compiute. Quello di Veltroni è di certo un progetto politico a lungo termine
Veltroni: "Da soli anche al Senato"
ROMA - La sfida è lanciata. Lo slogan è pronto. Al Lingotto era il kennediano "I care", oggi la scelta cade su Obama: "Yes we can". "Possiamo vincere" assicura Walter Veltroni. Anche da soli. Scioglie gli indugi il segretario del Pd. Chiude la porta alla ridda di voci che lasciavano trasparire possibili alleanze elettorali con la sinistra: "Andremo da soli anche al Senato". Nessuno accordo tecnico. Nessun pasticcio elettorale che gli elettori non capirebbero. Da una parte il Pd, dall'altra "i diciotto partiti che formano il centrodestra". Una decisione annunciata da tempo e che il sondaggio di Repubblica.it premia con ampie percentuali favorevoli.
"Noi abbiamo fatto una scelta lineare - spiega Veltroni che si dimetterà da sindaco di Roma appena varato il piano regolatore - Gli italiani hanno bisogno di cose chiare. Ho letto sui giornali delle formule pasticciate, cose strane come un terzo candidato alla premiership. Capisco che tutti vogliano stare coperti, ma io credo che occorra rischiare attraverso l'innovazione". Innovazione che, dice il segretario del Pd, non può essere il Cavaliere "che si candida a presidente del consiglio per la quinta volta".
Niente accordi con la sinistra, dunque. Costi quel che costi. "Con la sinistra continueremo a collaborare a livello locale ma a livello nazionale, su temi come la sicurezza e le missioni all'estero, le nostre posizioni sono diverse. Noi ci presenteremo alle elezioni quindi per dire agli italiani: 'Se votate per il Pd ci sara' una posizione chiara e univoca'".
Parole che suonano come una risposta netta alla lettera inviata da Oliviero Diliberto, Franco Giordano, Fabio Mussi e Alfonso Pecoraro Scanio che, a nome della Sinistra L'Arcobaleno, chiedono a Veltroni di ripensarci. Di "non fare un regalo a Berlusconi". "Noi pensiamo che ora non si debba facilitare il compito della destra, consegnare a cuor leggero e su un piatto d'argento la vittoria a Berlusconi - scrivono i quattro - Per questo ti chiediamo un incontro urgente per verificare esattamente possibili convergenze ed eventuali distanze di posizioni politiche e punti di programma". Una richiesta che cade nel vuoto. Cosa che, però, non sembra turbare più di tanto Fausto Bertinotti: "Rispetto la scelta del Pd, la sinistra si unisca".
La strada, dunque, è ormai tracciata. Il 16 febbraio si terrà l'assemblea costituente del Pd, poi "dal 16 pomeriggio partirà il viaggio in Italia che toccherà tutte le 110 province" dice Veltroni. Un viaggio che "sarà un tour della novità e della speranza". Perché "ho la sensazione che il mio paese non voglia vedere film già visti, ma conoscere una stagione nuova". Meno tv e più piazze, spiega il segretario del Pd. Che, come già aveva fatto alle primarie, spiega che si terrà lontano dalle telecamere e dai salotti televisivi: "Non sono un appassionato della politica mediatica, la politica ha a che fare con il corpo delle persone, con il contatto diretto". Per questo, conclude Veltroni, "andrò in giro in tutta Italia per fare capire che c'è qualcosa di nuovo". L'ultimo omaggio è per Romano Prodi "per quel che ha fatto e per come incoraggia il nostro sforzo di rinnovamento". Adesso, però, si volta pagina. "Possiamo vincere" dice Obama. "Possiamo vincere" rilancia Veltroni. Anche da soli. O forse proprio per questo.
(6 febbraio 2008)
PS: :-01#44 finalmente il limbo della sospensione è finito (mannaggia a me!)...ho notato che son fioriti motorcloni propagandistici...
per tornare in-topic scelta coraggiosa e netta di Veltroni che condivido...indobilosce la sinistra? Purtroppo c'è il rischio, ma può spingere all'aggregazione e alla riduzione dei partitini in nome della chiarezza. novità a Sinistra, come sempre d'altronde...a destra si è immobili, come sempre d'altronde ;)
scusate, sul sito del PD non trovo lo statuto.
secondo repubblica
http://www.repubblica.it/2008/02/sez.../alleanze.html
non potrebbero candidare persone con più di 2 legislature alle spalle, con una deroga al massimo del 10% del totale.
qualcuno riesce a verificare se è vero? grazie
sono contento che Veltroni percorra questa strada fino in fondo, nonostante molti nutrano dubbi in questi giorni, credo che, anche volendo, con soli 2 mesi di campagna elettorale, dopo aver fatto una dichiarazione come questa Veltroni non potrebbe mai tornare indietro e fare una alleanza con la cosa rossa. la cosa rossa invece pare invece in difficoltà. francamente spero che la pacatezza di Bertinotti spinga, durante la campagna elettorale, a far tenere bassi i toni tra cosa rossa e PD, ma temo che molti "comunisti" non esiteranno a abbaiare contro Veltroni meno di quanto hanno fatto in passato con Berlusconi, facendo un gioco al massacro che sì favorirebbe la destra. Spererei invece nel seguente scenario:
il PD fa la sua corsa solitaria mostrando finalmente qualcosa di nuovo e innovativo nella politica italiana, per ora solo un "atteggiamento", poi vedremo le proposte politiche, ma intanto qualcosa c'e' (cosa puo' portare di nuovo invece un candidato alla 5 corsa come berlusconi!?); mentre la cosa rossa, ormai sempre piu' vicina a naufragio, rimanga sola ad abbaiare contro a berlusconi e ai conflitti di intetessi: guaiti sacrosanti quanto controproducenti in una campagna elettorale (italiana).
Sicuramente verltroni non potrà vincere le elezioni da solo, ma la sua lungimiranza è così fuori dagli schemi di bassissima lega della politica italiana media che farà storia e constringerà al mutamento tutto il quadro politico... e comunque, una definitiva (o quasi) scomparsa dalla scena dell'estrema sinistra sarebbe già un gran traquardo verso una politica più operativa e meno fondata sugli slogan di 100 anni fa contro i "badroni"