La campagna elettorale è iniziata e come al solito è partito il giro delle chiacchiere più o meno utili. Per tempismo va segnalato Silvio Berlusconi, con il tradizionale grido di battaglia ha urlato la sua “ricetta” per l’Italia, la stessa che annunciò nel lontano 1994. Oggi sarà la volta di Walter Veltroni, l’Obama bianco, come ama definirlo il suo staff, paragone un po’ azzardato in verità, Obama rappresenta il volto nuovo dell’America, Veltroni quello vecchio di Roma. C’è anche da aggiungere che tra i due leaders, Berlusconi e Veltroni, è iniziato ormai da tempo uno stucchevole “volemose bene” che lascia presagire aria d’inciucio, una malattia che pensavamo aver debellato dall’Italia.
Come avrete già capito non sarà un bel vedere e temiamo, neppure un bel sentire, questa campagna elettorale. Le uniche novità, su fronti diametralmente opposti sono rappresentate dalla Rosa Bianca e dall’alleanza della sinistra estrema, Arcobaleno. Il coraggio, per la Rosa Bianca, di presentarsi fuori dai poli tradizionali e la necessità, per la Sinistra Arcobaleno, di fare altrettanto, credo sconvolgeranno gli antichi equilibri politici del nostro paese. E sarà un bene. Un bene perché renderà evidenti le differenze, che ci sono, tra gli schieramenti politici. Da una parte, non sappiamo ancora esattamente come chiamarlo, le destre raccolte attorno a Berlusconi nel listone più o meno unico del Popolo della libertà, dall’altra un PD ancora alla ricerca d’identità e soprattutto presieduto da quel Romano Prodi che gli italiani, a torto o a ragione, odiano più delle tasse, poi un polo variopinto della Sinistra estrema e che assomiglia moltissimo alla lista del “tutti dentro” promossa da Berlusconi, e infine la Rosa Bianca di Tabacci, Pezzotta e Baccini a cui può senz’altro attribuirsi il demerito di essere forse partita in ritardo ma certamente con una identità più chiara dei suoi competitors. La partita è tutta aperta non resta che sperare che almeno i toni siano tranquilli e le proposte soprattutto nuove e reali. Chiacchiere questo Paese ne ascolta troppe e da troppi anni e la crisi economica delle famiglie, delle imprese, dei dipendenti pubblici e privati non ne accetta più..... http://www.moderatamente.com/articolo.asp?val=3




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