





proprio personaggi come dini e mastella,col loro micriscopico seguito elettorale mi fanno dire che quelle di water e di silvio sono solo chiacchiere.partito unico?gruppi unici in parlamento?si,ma se poi questi voltagabbana ricattano il governo e fanno gruppi separati?chi glielo impedisce?
e dall'altra parte,gli ex dc ,ammalati anche loro di voltagabbanismo,potrebbero fare lo stesso se il governo tentasse di fare qualche legge che al vaticao non va bene.d'aòtra parte,i teodem già si distinguono in manoera eclatante.
no,questa ubriacatura che ci vogliono imporre i due leaders,a mio parere è solo l'ennesima truffa ai danni degli italiani.




il bello è che hanno telefonato a casini dicendogli "dentro o fuori?". Che bel partito delle libertà d'egitto
La rosa bianca e l'udc di casini saranno un tutt'uno a breve. E magari si ritroveranno con follini, che aveva capito tutto già 3 anni fa, al contrario di casini.


mi sembra invece che casini,questa bvolta,si stia comportando coerentemente.in fondo,in maniera più leale di altri,sta semplicemente dicendo che il bipartitismo è un falso clamoroso.ogni partito ha i propri interessi,che non si cancellano certo da oggi a domani.
bene fa casini a mettere i puntini sulle in questo momento,pur se è lontanissimo dalle mie idee,merita senza meno la palma del più realista


Beh, chi sostiene certi soggetti, ha ben poco da dire in merito a Follini.
Lambertow e gli altri, Silvio perdona tutti
Due mesi fa Fini diceva del partito unico: altro che teatrino, siamo alle comiche finali
«Vabbe' che l'Italia è il Paese del trasformismo ma tutto ha un limite», sbottò Berlusconi all'idea che Dini voltasse gabbana. Gli amici di destra, però, si rilassino: la frase non è di ieri.
E il Cavaliere non ce l'aveva, ovvio, con il «Lambertow» che ieri è accorso nel nuovo Pdl passando dopo 12 anni da sinistra a destra, ma con il «Lambertow» che passò da destra a sinistra.
Si sa: chi se ne va è un ributtante opportunista, chi arriva un amato figliol prodigo. È la politica, baby. Certo, a sinistra c'è chi dirà che solo una manciata di settimane fa l'ex ministro degli esteri di Prodi, D'Alema e Amato aveva fondato il suo movimento liberaldemocratico spiegando che si collocava «naturalmente nel centrosinistra ». E chi ricorderà come lo stesso Cavaliere avesse a suo tempo marchiato Dini come «il maggiordomo di Scalfaro» che mascherava «il governo dei comunisti», Francesco D'Onofrio come «un ermafrodito» sulla via di diventare «transessuale», Umberto Bossi come un burattino in mano alle sinistre e Gianfranco Fini come «il ventriloquo di D'Alema». Ma perché rinvangare? Bentornato, Lambertow! La sinistra, del resto, sospettava che sarebbe finita così dai tempi in cui Cuore, per dare il benvenuto all'ex ministro del Tesoro berlusconiano, aveva intonato: «Compagni, dai cambi e dalle officine...».
La nascita anche a destra di una nuova forza politica per semplificare come il Pd a sinistra un panorama da incubo, con 157 partiti registrati (o 158 con quello di Bruno Tabacci: ma ormai anche gli appassionati hanno perso il conto) ha questo di buono: costringe i cacicchi a decidere. Dentro o fuori. A costo di mettere da parte certe contrapposizioni, certe forzature, certi insulti che mai come ora appaiono curiosi. Prendete Alessandra Mussolini.
Accusò Berlusconi di averla «accoltellata nella schiena» e piantò in asso Fini fondando un partitino suo («Ha osato definire il fascismo, cioè mio nonno, male assoluto! ») irridendo agli ex camerati «neo-democristiani che scodinzolano davanti alla porta del Ppe per un lasciapassare nel salotto buono».
Ieri, contrordine camerati: «Va reso merito a Berlusconi e Fini dello sforzo per tentare di dare corpo e sostanza a qualcosa che sembrava un sogno irrealizzabile, ora vicino a diventare realtà». E gli scodinzolanti del Ppe? Boh...
Il Cavaliere sorride. L'ha sempre detto, lui, che vorrebbe andare d'accordo con tutti: «Per non litigare mi posso fare concavo o convesso ». E pur avendo denunciato mille volte il ribrezzo per un certo teatrino della politica («Torno a Roma, torno nella cloaca »), ha imparato da un pezzo come gira. Ai tempi in cui il leader della Lega lo chiamava «Berluscaz», Fini confidò: «Silvio odia Umberto con tutto il cuore, io non so odiare quanto odia lui». Deciso a vincere, però, si fece davvero concavo e convesso: «Per tornare con Bossi abbiamo dovuto gettarci dietro le spalle tante frasi spiacevoli. Solo io con lui avevo 18 cause giudiziarie ». E se era riuscito allora a gettarsi alle spalle insulti come «suino Napoleon» o «cornuto delinquente», poteva avere puzze sotto il naso con l'amico Gianfranco? È vero, dovranno ammettere entrambi che il passaggio dalla rissa all'abbraccio è stato svelto. Solo due mesi fa, come ricordava giorni fa Francesco Storace (seguito ieri da Teodoro Buontempo, che ha messo in guardia il Cavaliere dal fidarsi «dei cavalli di Troia che aspettano solo di indebolire la coalizione ») la decisione di Sua Emittenza di salire sul predellino della macchina per tenere il «proclama di San Babila» annunciando la nascita del nuovo partito, era stata accolta dal leader di An con irritazione: «Comportarsi nel modo in cui sta facendo Berlusconi non ha niente a che fare con il teatrino della politica: significa essere alle comiche finali. Da queste mie parole, volutamente molto nette, voglio che sia a tutti chiaro che, almeno per quello che riguarda il presidente di An, non esiste alcuna possibilità che An si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi». E giorno dopo giorno la collera era sembrata montare, fino a fargli dire: «Io sono il presidente di Alleanza nazionale, non una pecora». Traduzione: non entro nel gregge di nessuno.
Va da sé che, plaudito alla pace rapidamente fatta dopo la caduta di Prodi, anche i tifosi dell'idea di una lista comune si sarebbero aspettati che l'annuncio di un accordo venisse dato questa volta insieme. Tutti e due. Alla pari, o quasi. Macché. Il Cavaliere non solo è salito su un secondo predellino, quello della trasmissione Panorama del giorno condotta da Maurizio Belpietro su Canale 5, ma ha dato lui la notizia anche del consenso dell'amico Gianfranco. Al quale non ha lasciato che il compito di assentire: «Condivido la proposta di Berlusconi di dare al popolo del 2 dicembre, al popolo delle libertà un'unica voce in Parlamento... ».
E chi lo guiderà, questo popolo? Un consolato con due consules? Un presidente e un segretario? Un condottiero unico a staffetta? E Fini, dopo essere stato per venti anni il numero uno della destra, che peso avrà dentro questo contenitore più grande? Si vedrà...
Il rapporto tra i due, in realtà, è sempre stato piuttosto complesso.
Fin da quando Berlusconi, dopo avere sdoganato l'allora segretario missino appoggiandolo prima nella corsa per il Comune di Roma e poi nella fondazione di An, rivendicò l'alleato come una creatura sua: «Si è candeggiato: prima di me era il cavaliere nero sul cavallo nero adesso è il cavaliere bianco sul cavallo bianco».
Un'idea fissa. Ribadita con la sua battuta più famosa: «Sono stato come la fata Smemorina di Cenerentola: erano delle zucche e li ho trasformati in principi». E confermata mille volte con gli ammiccamenti sull'erede, l'eredità, il delfino, il successore... Mettetevi al posto di Fini: è dura, a cinquantasei anni, fare ancora la parte del principino che aspetta che il Re un giorno, quando ne avrà voglia, gli posi la corona in testa. E così l'ha detta, fuori dai denti: «Successore designato per via monarchica da Berlusconi? La monarchia è un'istituzione rispettabilissima ma io sono repubblicano dalla nascita».
Ma la politica è la politica. E Gianfranco ha già detto come la pensa: «La politica presuppone che i sentimenti personali non siano al centro dell'azione dei partiti. Sono sfere diverse». Avanti col nuovo partito, dunque. E la successione? All'ennesima domanda sul tema, un giorno rispose canticchiando Lucio Battisti: «Berlusconi non è una stella / che al mattino se ne va...».
http://www.corriere.it/politica/08_f...ba99c667.shtml
Gian Antonio Stella
09 febbraio 2008




E le reti del padrone hanno già iniziato a demonizzare casini.
Gli sta bene, bravo Silvio, inq uesto mi sento di farti i miei complimenti, hai sicuramente fatto vedere agli italiani chi comanda e hai distrutto Fini, canino attaccato alla poltrona, La Mussolini altra bella cosa, e forse anche Storace tornera tra le tue braccia.
Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.I MELONOMI, i sudditi della meloniIsraele=Paese Terrorista - Palestina libera dai terroristi dell'IDF


Paese strano il nostro...
Un tizio, come Fini, viene visto come colui che potrebbe prendere il posto di Berlusconi...tutto possibile.
Un tizio che prende tranvate un giorno si e l'altro pure, fascista pentito, bigotto di facciata e si fotte la moglie dell'amico e la sposa pure (divorziata), non contento la molla per una ragazzotta di mille fantasie e le fa fare pure un erede.
Mette la papalina e si genuflette in Israele, statalista e nello stesso tempo si fonde con i "liberali", nazionalista e si siede al tavolo con Bossi, presidenzialista tutto d'un pezzo firma il referendum e nello stesso tempo lo affossa.
Dalle comiche finali al melodramma.
Politicamente barullone, un po' di qua un po' di là, in mezzo la furbata dell'Elefante, puerile tentativo di scimmiottare i repubblicani USA finito con una tranvata micidiale.
Ma lui... è presidente di AN...mica il cenciaiolo di Brozzi.![]()