



Non ho bisogno del tuo aiuto per sapere chi è condannato in parlamento, grazie, mi sembra inutile quanto stupido fare a gara chi ha più condannati nel proprio "schieramento" quando invece, almeno in questo punto, dovremmo essere uniti per pulire la politica dalla corruzzione ...


Le iniziative di Veltroni
Contraddizioni di un partito che si vuole riformista
Non abbiamo perso occasione per sottolineare, sulla Voce Repubblicana, l'importanza della svolta impressa alla politica italiana da Walter Veltroni dopo la sua elezione a segretario del neonato Partito democratico: il coraggio con cui ha preso atto della fine di un'esperienza,
quella dell'Unione, che era solo di danno al paese e allo stesso schieramento di centrosinistra; e la determinazione con cui, affermando la vocazione maggioritaria del Pd, ha rotto i ponti con la sinistra radicale e, alla fine, con lo stesso governo Prodi.
E' però con questo stesso spirito che dobbiamo dissentire con due avvenimenti che in poche ore hanno avuto per protagonista sempre Veltroni, una volta come segretario del Pd e l'altra come sindaco (dimissionario) di Roma. Il primo riguarda il tema delle alleanze. Il Partito democratico ha definito un accordo per apparentarsi con l'Italia dei Valori, il movimento più o meno personale di Antonio Di Pietro; lo stesso accordo è stato rifiutato invece ai socialisti di Enrico Boselli e, forse, ai radicali di Marco Pannella.
Perché mai? Siccome è nostra intenzione muoverci solo sul terreno delle interpretazioni politiche, e siccome riteniamo che la "vocazione maggioritaria" ha un senso solo se si coniuga con la omogeneità programmatica, dobbiamo dedurne che Veltroni ha scelto la linea giustizialista - propria dell'Italia dei Valori - piuttosto che quella garantista, comune sia a Boselli che a Pannella. Così sacrificando intese che tra l'altro avrebbero rafforzato e consolidato il legame con la storia e le tradizioni europee. Dobbiamo aspettarci allora, nel prossimo futuro, un rigurgito giustizialista e populista dello schieramento che fa capo al maggior partito della sinistra italiana? Se così dovesse essere, sarebbe un pessimo viatico sia per la sinistra sia per quel dialogo tra i poli che peraltro il segretario del Pd auspica e di cui il paese ha sicuramente bisogno.
Il secondo avvenimento riguarda Veltroni come sindaco di Roma: l'approvazione del Piano Regolatore prima delle dimissioni. E siccome è nostra intenzione muoverci ancora una volta solo sul terreno delle interpretazioni politiche, ci chiediamo quale senso abbia approvare un piano regolatore alla vigilia del rinnovo del consiglio comunale, del sindaco e della giunta; mentre tra gli assessori - citiamo dal titolo del "Corriere" di Roma - "c'è chi torna a insegnare, chi punta al Parlamento". Non sarebbe stato più opportuno - e politicamente doveroso - concludere il lavoro ed affidarlo alla nuova amministrazione, invece di ingabbiare quest'ultima nelle scelte fatte da altri?
Ci limitiamo naturalmente, nell'uno come nell'altro caso, alla lettura politica dei due avvenimenti. Che è poi il terreno sul quale abbiamo finora giudicato le iniziative di Veltroni e sul quale siamo abituati ad esprimere le nostre valutazioni. Non vorremmo che il segretario del Pd, partito bene all'inizio, si perda poi per strada quando - archiviata l'Unione - si dovrà pur costruire qualcosa di diverso.
Roma, 14 febbraio 2008
tratto da http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=4729






Almeno con Prodi si sono sbattuti a montare Telekom Serbia e ScaramellaKgb, ora son ridotti a linkare un'intervista da Fazio.![]()


Maroni, Telenovela Udc dentro o fuori deve finire
L'alleanza tra Pdl e Lega "ha un senso, per noi e per Berlusconi". E l'udc? "Io penso che si debba decidere ormai rapidamente. Questa telenovela 'dentro o fuori' deve finire". Lo ha detto il capogruppo della Lega alla Camera, Roberto Maroni, conversando con i giornalisti a Montecitorio.
fonte: www.moderatamente.com


pannella è finito


Meglio di Alien contro Predator! E' proprio vero che al peggio non c'è mai fine.....


Ferrara è un fifone, sa parlare solo a platee di consenzienti, senza contraddittorio, come i gerarchi vaticani che vogliono predicare alla Sapienza.