68', Veneziani: dopo 40 anni va mandato in pensione
Il '68? "Come accade con le persone dopo 40 anni di servizio andrebbe mandato in pensione".
L'ha detto Marcello Veneziani a Roma durante il convegno "Sfida al 68 - Il processo 40 anni dopo."
A dividersi tra accusa e difesa c'erano anche Maurizio Gasparri, presidente di Italia protagonista, l'associazione che ha organizzato l'incontro a Palazzo Marini, e i giornalisti Lucia Annunziata, Fabio Torriero, Aldo di Lello e Gennaro Malgieri. Per la Annunziata mentre il '68 ''oggi per la sinistra è un evento molto meno rilevante e più lontano, per la destra è un'ossessione". Secondo lei ciò è una dimostrazione "del complesso di inferiorità, di quella sorta di Sindrome di Stoccolma, che la destra ha nei confronti della sinistra". La giornalista che il '68 l'ha vissuto in pieno ("andavo all'ultimo anno di liceo e facevo politica già da due anni"), reputa infatti quel periodo "un grande pezzo di trasformazione politica, economica, ideale culturale dell'Occidente, un evento importante ma non definitorio" ha spiegato. "Se devo indicare un fenomeno italiano che ha dato al nostro Paese il volto che ha - ha aggiunto - penso al terrorismo". Marcello Veneziani, che sul tema ha appena pubblicato il libro 'Rovesciare il '68' (Mondadori), lo considera invece "un codice d'accesso per entrare nello spirito di un'epoca che cambia".
Per lo scrittore ha rappresentato "una rivoluzione climatica non politica o economica. Anche se dopo il suo arrivo c'è stato un cambiamento generazionale. L'egemonia culturale della sinistra arriva in quell'anno, con l'arrivo nelle redazioni, nella politica di chi lo ha fatto o ne ha condiviso il clima". Veneziani vede come eventi minori portati dal '68 ''il terrorismo, di cui però non è l'unica causa, e la diffusione dell'uso di droghe, comunque legato anche a fenomeni antecedenti". Secondo lo scrittore "l'esito principale di quel periodo "è stato il parricidio, il rivoltarsi al padre.
E' una rivolta che nasce antisenile, anti autoritaria e antiborghese". Inoltre "la società del '68 ha capovolto il concetto di tolleranza repressiva di Marcuse in intolleranza permissiva. Tutto è permesso, niente è vietato, ma al tempo stesso c'è intolleranza verso chi non si adegua a questo canone". Anche per Gasparri come per Veneziani, è forse il tempo di "mandare in pensione il '68 sotto tutti i punti di vista e rilanciare concetti come 'Onora il padré o contestare, come ha fatto recentemente Sarkozy, uno degli slogan più famosi di quel periodo, Vietato vietare". Per molto tempo, ha aggiunto, riguardo al '68 ''a destra si diceva che avevamo perso un'occasione, ma per me non è vero. Era un treno che andava in una direzione diversa".
http://www.ansa.it/opencms/export/si...l_9661838.html
Ho in mente di leggere il libro di Marcello Veneziani "Rovesciare il 68' "; giustamente dopo 40 anni è giunto il momento di soppesare l'impatto (negativo?) delle trasformazioni culturali e generazionali che hanno trovato massima espressione in quel fatidico anno.




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