

18 febbraio 2008
Gli Eredi di Kaganovich e di Lev Davidovic Bronstein continuano il genocidio
Abbiamo giorni fa definito Gaza un lager a cielo aperto. Ora definiamo Gaza un lager gulag a cielo aperto. Alla efferata prigionia, all'embargo senza fine, si aggiungono bombardamenti a tappeto e tecniche omicide tipiche del terrorismo Giudaico-Comunista.
Saluti ad Hamas, alla Jihad Islamica Palestinese e al FPLP Comando Generale dell'Eroe Ahmed Jibril.
Saluti a Tutto il popolo di Gaza.
Saluti ai Bambini palestinesi feriti o malati che non possono essere curati a causa del criminale genocida embargo Sionista.
Fino alla Vittoria!
Enclave Mediterranea
16-02-2008 Gaza
Gaza - Infopal
Fonti palestinesi hanno riferito che un aereo da guerra F16, ieri
sera, ha bombardato la casa di un dirigente delle brigate al-Quds,
ala militare del Jihad Islamico, Ayman al-Fayed (42 anni), nel campo
profughi al-Brej, al centro della Striscia di Gaza, uccidendolo.
Ieri sera, alle ore 21,50 ora locale, in un collegamento telefonico
con il corrispondente di Infopal.it, il dott. Mu'awiya Hassanien,
direttore del servizio di Pronto soccorso di Gaza, ha riferito che
l'attacco aereo aveva causato 6 morti, tra cui una donna e due bambini.
I testimoni oculari avevano riferito che la casa di al-Fayed è stata
completamente distrutta e che sotto le macerie c'erano numerosi feriti.
La bomba caduta è simile a quella lanciata contro la casa del martire
Salah Shahada, nella zona ad-Daraj, qualche anno fa.
Durante la notte, fonti mediche hanno riferito che sono stati
prelevati da sotto le macerie altri 8 cadaveri e 40 feriti, in
maggioranza bambini e donne.
Tra i feriti ce ne sono molti in gravi condizioni: questa mattina,
uno è deceduto. Sale così a 9 il numero dei cittadini assassinati
dall'aviazione israeliana: Ayman Fayed, dirigente delle brigate al-
Quds, sua figlia Basma, sua moglie Marwa; Talal Abu Oun, Atallah
Ismail, as-Sadi Atallah Ismeri, e altri tre che non sono stati ancora
identificati.
In una dichiarazione alla stampa, Abu Ahmad, portavoce delle brigate
al-Quds, ha dichiarato che "l’occupazione israeliana ha bombardato
una casa civile nel bel mezzo di un quartiere abitato, colpendo
bambini e donne. Ciò dimostra il suo fallimento nel saper affrontare
la resistenza e fermarne il lancio di missili".
E ha avvisato Israele di "attendere la risposta".
Abu Abir, portavoce delle brigate an-Naser Salah-Iddin, ha affermato
che "con questo crimine, l’occupazione israeliana conferma la propria
insicurezza", e ha promesso rappresaglie.
Il movimento di Hamas ha dichiarato che "l’occupazione israeliana
pagherà un caro prezzo in risposta alla carneficina compiuta con i
suoi micidiali F16 contro un quartiere super-affollato".
Sami Abu Zuhri, portavoce di Hamas, ha spiegato alla stampa che "il
nostro popolo non rimarrà a mani ferme. L’occupazione pagherà un caro
prezzo".
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L'Enclave Mediterannea è a fianco della vera Serbia
4 febbraio 2008
Noi dell'Enclave Mediterannea siamo da sempre a fianco della vera Serbia. Da sempre, da quando la destra radicale italiana sosteneva, naturalmente, i croati o gli islamici sostenuti anche dagli angloamericani....Da quando, negli anni 90, commossi dall'esempio di un piccolo Popolo il quale, attaccato moralmente e materialmente dalle più forti potenze tecnocratiche-mediatiche del pianeta, abbandonato allora dagli stessi storici "fratelli russi" dai quali si auspicava un intervento risolutore, non cedette di un metro per circa dieci anni ai ricatti mondialisti......
Come Enclave Mediterranea, non possiamo dimenticare le fraterne relazioni sviluppatesi in contesti di guerra tra Popolo Italiano e Popolo Serbo: non solo nella prima guerra mondiale. Non dimentichiamo affatto l'unione che si venne a creare in vari casi tra le Milizie Cetniche Serbe Cristiano-Ortodosse (che combatterono contro tutti e tutto, sia contro i tedeschi, sia contro i partigiani, sia contro i musulmani, sia contro i cattolici....) e le Camicie Nere (al riguardo consigliamo il bellissimo saggio di Aimone Finestra, E' passata senza fermarsi) ; non possiamo nemmeno dimenticare - per quanto banale possa sembrare il fatto...- che durante una partita di calcio svoltasi pochi anni fa a Belgrado tra Serbia e Italia, la curva dei tifosi serbi accolse gli Italiani con ripetuti slogans "Duce, Duce"......
Noi quindi, alle recenti elezioni, auspicavamo la vittoria dei Nazionalisti che si riconoscono nel Partito Radicale Serbo. Sapevamo che era un'impresa quasi impossibile, ma come si dice "la speranza è l'ultima a morire".....E' vero che il Partito Radicale Serbo oggi, rispetto ad anni fa, nei suoi vertici si è un po' corrotto; ma il PRS rimane il movimento degli Uomini del fronte, dei tanti che hanno dato tutto alla Patria Serbia e che oggi si ritrovano traditi sotto tutti i punti di vista.
Sapevamo anche che dal periodo di Natale circa, molte sezioni del Partito Radicale Serbo erano diventate sedi di arruolamento di Volontari Serbi per quella che si profilava come inevitabile battaglia di liberazione della storica "Gerusalemme Serba" dalla forzata presenza albanese-schipetara, che, con il consenso di tutte le grandi potenze (ad iniziare da USA e Inghilterra), ne hanno fatto una centrale di violenza anti-cristiana, di spaccio internazionale di sostanze stupefacenti, di sodalizi mafiosi di ogni tipo.
Probabilmente, la portata storica di questo giorno non è compresa dai patrioti serbi.
Forse questa sarà la spallata finale all'occidentalizzazione definitiva della Serbia; forse il peso delle forze nazionaliste anti-occidentali sarà da oggi gradualmente ridotto fino ad essere del tutto oscurato.
Ciònonostante noi ricordiamo la profonda Cristianità della Nazione Serba: la Cristianità difesa dalla "notte dei tempi" da questa Nazione. Disse un giorno Radovan Karadzic: "Eravamo una Nazione nel 12° secolo, quando San Sava unificò i Serbi. Andò alla montagna sacra in Grecia e fondò la nostra Chiesa. Da allora siamo una Nazione...; nel 1389, durante la battaglia di Kosovo Polje, il Re Serbo Lazar fu ucciso, ma nei cinque secoli di successivo dominio ottomano, la Fede Cristiana non si piegherà affatto, a differenza di tutti gli altri casi....".
Forse a breve, i Serbi saranno definitivamente come "tutti gli altri popoli" che li circondano: disposti a vendere la propria Memoria spirituale pur di entrare a far parte del grande circuito, del grande vortice del più basso materialismo.
Ricorderemo forse con un pizzico di nostalgia quelle immagini di migliaia di uomini e donne che, per difendere i ponti, per difendere i simboli stessi della propria storia, si ponevano come scudi umani alle bombe intelligenti....
Non ci saranno più in Serbia, forse, Donne che diranno - come disse un giorno Liliana Karadzic - : "Quando vedo una ragazza che abbraccia un soldato, sono orgogliosa delle donne serbe. Sono esse la forza della nostra guerra".
Nonostante questo, nella tristezza di questo giorno, salutiamo tutta la Serbia che fino ad oggi ha resistito al Mondialismo.
Salutiamo Tutti i combattenti serbi che con il Kosovo cristiano nel cuore, hanno ferite indelebili di ogni tipo sul proprio corpo, infermità, menomazioni (in modo più caro Mirko e Milos).
Ricorderemo sempre Ljubica "Mauser" Savic, vero patriota disinteressato e fedele (14 6 2000).
Salutiamo il leader storico del Partito Radicale Serbo Vojislav Seselj, che ha preferito consegnarsi volontariamente al lager mondialista de l'Aja pur di essere fedele al principio della Verità.
Salutiamo l'enclave Serba di Pale, ultima zona di Europa libera ieri. Forse ancora oggi....
Salutiamo il simbolo stesso della Resistenza Nazionale Serba anti-mondialista, anti-americana, anti-materialista: il fedele cristiano e sincero patriota Radovan Karadzic. Al riguardo non dimentichiamo che i mercenari angloamericani, nel folle tentativo di catturarlo e ridurlo per sempre in prigionia, hanno deturpato, offeso e colpito in più casi anche sacri monasteri della Cristianità Serba, disturbando l'azione spirituale dei sacerdoti cristiano-ortodossi; ma anche in quei casi le milizie volontarie per la tutela di Radovan Karadzic hanno avuto ragione dei mercenari angloamericani..... Recentemente, in alcune lettere sequestrate dai mercenari inglesi, indirizzate a sua moglie, Radovan sosteneva di trovare l'unica forza autentica nella preghiera e nella meditazione di tipo esicastico-cristiano.
Salutiamo quindi Tutti coloro che fanno quotidianamente in modo che Radovan non finisca nelle mani dei torturatori psichici e materiali del lager mondialista de l'Aja.
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