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Discussione: Storace...

  1. #1
    Cattolico Tradizionalista
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    Predefinito Storace...

    http://www.disinformazione.it/ricerca_oncologica.htm

    Storace regala 55 milioni di euro alle banche

    Mentre la vergognosa soap-opera tra Prodi e Berlusconi continua a tenere occupati i palinsesti televisivi e i cervelli, e mentre dall’altra parte dell’oceano stanno oramai definendo come intervenire militarmente e illegittimamente in Iran (sembra che uomini delle truppe speciali israeliane siano già penetrati nel territorio iraniano per individuare i siti da far esplodere[1]), qui da noi il ministro della Salute Storace ha firmato il decreto (previsto nella Finanziaria 2006) sulla ripartizione dei soldi per la ricerca sul cancro!
    Ebbene, dei 100 milioni di euro stanziati per la ricerca oncologica dallo Stato (e quindi usciti dalle nostre tasche), oltre la metà (55 milioni) finiscono nelle tasche di società private - controllate da banche private - e il rimanente va agli Irccs pubblici (Istituti di Ricovero e Cura a carattere scientifico)!
    L’agenzia di stampa Adnkronos Salute ha anticipato i nomi di questi destinatari, e quello che è emerso è molto interessante.

    Questi sono i servizi pubblici che hanno ricevuto i soldi:
    - Istituto nazionale dei tumori di Milano à 10 milioni di euro
    - Istituto Regina Elena di Roma à 20 milioni
    - Istituto Superiore di Sanità à 5 milioni di euro
    - Alleanza contro il cancro à 10 milioni di euro

    E questi altri sono quelli privati:
    - S. Raffaele Monte Tabor à 20 milioni di euro
    - Istituto Europeo di Oncologia di Milano à 20 milioni di euro
    - San Raffaele della Pisana di Roma à 7 milioni di euro
    - Fondazione Santa Lucia à 5 milioni
    - Fondazione Maugeri di Pavia à 3 milioni di euro

    Vediamo alcuni dei fortunati beneficiari privati:

    Istituto Europeo di Oncologia (20 milioni di euro)
    L’IEO, l’Istituto Europeo di Oncologia, quello per intenderci di Umberto Veronesi, l’ex collega di Storace.
    I soci di questo istituto oncologico sono, come nella migliore tradizione, un po’ di banche, assicurazioni, finanziarie: Mediobanca, Banca Intesa, Unicredit, Capitalia, Banca Popolare Italiana, Fondiaria SAI, Generali, RAS, Fiat, Pirelli, Edison, Sorin Group, Italcementi, Fondazione Salvatore Maugeri, Fondazione Cabrino Carena.[2]

    L’amministratore delegato è il dott. Carlo Ciani[3], che ha lavorato – guarda caso – proprio per Mediobanca, ed è stato consigliere e membro esecutivo della Monte dei Paschi Vita spa.[4] Fino al 1998 Consigliere della Società Italiana Assicurazioni e Riassicurazioni Spa[5], e Amministratore delegato della Sai Holding Spa[6] fino al 2002.
    Dall’8 maggio 2001 è consigliere della Pirelli spa[7]
    I principali azionisti di Pirelli spa sono (all’11 novembre 2005): Camfin (Cam Petroli srl al 50% con Agip Fuel spa del gruppo ENI[8]), Generali, Edizioni Holding, Mediobanca, Fondiaria-SAI, e gruppo RAS[9]

    San Raffaele della Pisana (7 milioni di euro)
    Il San Raffaele della Pisana di Roma è di proprietà della società per azioni Tosinvest sanità di proprietà della Finanziaria Tosinvest di proprietà della famiglia Angelucci, quella che ha scalato le vette della finanza e che oggi oltre ad essere gli editori di quotidiani come “Libero” e il “Riformista” possiede circa dieci cliniche private per qualche migliaio di posti letto.
    La Finanziaria Tosinvest secondo un Atto di Sindacato Ispettivo n°4-03377[10] (seduta nr. 279) pubblicato dal Senato il 19 novembre 2002 e indirizzato ai ministri (economia, finanze, attività attività produttive, salute e giustizia), sembrerebbe «implicata nella vicenda dell’acquisizione del San Raffaele. Non solo ma tale società si è vista contestare dalla polizia tributaria circa 140 miliardi di vecchie lire di evasione fiscale per il 1998, avendo operato una elusione della tassazione di plusvalenze derivanti da cessioni di partecipazioni a oscure società lussemburghesi della proprietà delle cliniche di Velletri e Cassino»[11]

    Sempre secondo tale atto del 2002, la Poliambulatori Cave srl di Roma, della società Panigea di proprietà sempre della Finanziaria Tosinvest, avrebbe un dirigente che si chiama Massimo Fini[12], non il giornalista ma il fratello dell’attuale Vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini[13].

    Se non bastasse tra i proprietari della Poliambulatorio Cave srl figura la signora Patrizia Pescatori, moglie proprio di Massimo Fini!![14]
    L’attuale amministratore della Tosinvest è Ernesto Monti, presidente dell’Astaldi[15] (una delle principali società di costruzioni in Italia). Monti fa parte del consiglio di amministrazione di Finmeccanica[16], è stato dirigente per tutti gli anni Novanta della Banca di Roma (oggi Capitalia, che tra gli azionisti ha proprio la Finanziaria Tosinvest ) ed è dentro pure il consiglio di Fintecna, la finanziaria statale che dopo la ricapitalizzazione della Società dello Stretto di Messina ne è divenuta la maggiore azionista con il 68,8% del capitale sociale[17].

    San Raffaele del Monte Tabor (20 milioni di euro)
    Questo istituto privato il cui nome Raffaele, scelto dal suo fondatore don Luigi Maria Verzé, deriva dall’ebraico Raf-el, che significa “Medicina di Dio”, “Dio guarisce”[18], si trova a Milano.
    La Fondazione omonima gestisce l’Istituto Universitario San Raffaele (uno dei maggiori ospedali italiani) il Science Park Raf spa, la società che controlla le proprietà intellettuali il cui capitale è privato al 100%[19], cioè i brevetti, e infine il Dipartimento di Biotecnologia (DIBIT), l’Università Vita-Salute. Insomma un impero da mille e una notte
    Di questo centro non si sa molto se non che banche tipo Cariplo, Mediocredito e Banco di San Paolo garantiscono finanziamenti illimitati…
    Qualche mala lingua vedrebbe tra gli azionisti Silvio Berlusconi e pure l’Opus Dei…

    In Italia la ricerca scientifica non esiste.
    I cervelli migliori scappano all’estero, e fanno molto bene.
    In Italia si preferiscono buttare i nostri soldi per operazioni come Peacekeeping in Iraq, piuttosto che cercare di comprendere come mai le persone oggi si ammalano sempre più!
    Come mai, per esempio, le persone malate di cancro che NON è solamente una cellula impazzita (questa è solamente la manifestazione fisica), negli ultimi anni, e nonostante le belle parole dei luminari di turno (tipo gli Umberti: Veronesi e Tirelli, & compagnia bella) stanno aumentando giorno dopo giorno!
    Nonostante questo, per partecipare al genocidio perpetrato dalla coalizione anglo-americana nei confronti del popolo sovrano iracheno, noi italiani abbiamo speso, senza che nessuno ce lo dicesse, oltre 200 milioni di euro!
    Lo riporta il Disegno di legge nr. 112 presentato il 28 giugno 2005: «E’ autorizzata, fino al 31 dicembre 2005, la spesa di 212.972.175 euro per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione internazionale in Iraq»[20]
    Più del doppio della cifra che il medesimo governo Berlusconi ha stanziato per la ricerca sul cancro. Tutto il male però non viene per nuocere: visto infatti chi sono i personaggi e come le società private che li controllano portano avanti tali ricerche, forse è bene spenderli da qualche altra parte…

    [1] «Israelis in Iran hunting nukes», Arutz Sheva, 6 marzo 2006 – dal sito Effedieffe www.effedieffe.com
    [2] Dal sito ufficiale dell’Istituto Europeo di Oncologia http://www.ieo.it/italiano/il%20nost...ituto/soci.htm
    [3] Dal sito ufficiale dell’IEO http://www.ieo.it/italiano/il%20nost...o/cv_ciani.htm
    [4] Idem
    [5] Idem
    [6] Idem
    [7] Idem
    [8] Sito ufficiale Camfin spa http://www.gruppocamfin.it/pag2.asp
    [9] Sito ufficiale Pirelli spa http://www.pirelli.it/it_IT/this_is_....8000002&s5=-1
    [10] Senato della Repubblica http://www.senato.it/japp/bgt/showdo....g=14&id=36766
    [11] Idem
    [12] Senato della Repubblica http://www.senato.it/japp/bgt/showdo....g=14&id=36766
    [13] Idem
    [14] Idem
    [15] Sito ufficiale Astaldi - http://www.astaldi.it/company/management/index.html
    [16] Sito ufficiale di Finmeccanica http://www.finmeccanica.it/finmeccanica/default.htm
    [17] “Il groviglio d’interessi” tratto da http://www.messinasenzaponte.it/site...udicatrice.asp
    [18] Sito ufficiale della Fondazione San Raffaele del Monte Tabor http://www.sanraffaele.org/Home/clin...ale/index.html
    [19] Annuario dei Parchi scientifici e Tecnologici in Italia 2004 - http://www.osservatoriochimico.it/al...O-COMPLETO.pdf
    [20] Camera dei Deputati http://www.camera.it/_dati/leg14/lav...PDL0075080.pdf
    Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.

  2. #2
    Cattolico Tradizionalista
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    http://www.mail-archive.com/altrinfo.../msg00327.html

    Il caso Nestlé

    Storace di An ha i suoi estimatori, pronti a difenderlo a spada tratta,
    incuranti del fatto che questo signore abbia rovinato la sanita’ del Lazio,
    spendendo cinque volte il dovuto, favorendo le cliniche private, mentre
    scialava con lauto clientelismo moltiplicando gli enti inutili con denaro
    pubblico e cercando di sabotare le elezioni.
    Ma questo emerito ministro e’ veramente un degno rappresentante della Cdl e
    lo si vede nella vicenda della Nestle’, dove "les affaires sont les
    affaires", come dicono in Francia.

    Ce lo dobbiamo proprio dire: nella sanita’ abbiamo spesso toccato il peggio
    del peggio. Non ci bastavano i ministri arricchiti col sangue infetto alla
    De Lorenzo, quelli che ripristinavano lietamente l’elettroshock come la
    Bindi o facevano il tira e molla con le cure alla Di Bella, dovevamo vedere
    ministri come Sirchia favorire spensieratamente le case farmaceutiche per
    lauti favori e ora questo sanguigno e furbino ministro di Alleanza Nazionale
    che, dopo aver assassinato la sanita’ del Lazio, ed essere stato trombato
    sonoramente dagli elettori, gode del ripescaggio di Berlusconi e subentra
    all’equivoco Sirchia alla Sanita’.

    Ci mancava solo questo bel capolavoro della Nestle’ che fa pensare che l’iter
    delle mazzette da multinazionale stia continuando alla grande.

    Dunque la Nestle’ (colosso svizzero che domina gli alimenti della prima
    infanzia nel mondo) usa, chissa’ perche’, per i suoi contenitori
    dell’inchiostro
    pericoloso, non si sa se sia tossico ma una buona cosa non e’, visto che non
    puo’ essere posto a contatto di pelle e occhi, cosi' questo inchiostro passa
    dal cartone al latte che deve essere bevuto da lattanti.

    La Nestle’ si accorge di questa contaminazione nel mese di giugno ma ormai
    le confezioni rovinate sono troppe e ritirarle dal mercato sarebbe un bel
    danno economico e di immagine e farebbe crollare il titolo azionario.

    Il caro Storace che dovrebbe vegliare sulla sanita’ e anche sulla salute sa
    tutto, ma i due bricconi si mettono d’accordo nel tacere del fatto finche’
    tutti i cartoni di latte non siano venduti !

    Accade pero’ che, mentre i nostri bambini devono il latte all’inchiostro, un
    papa’, che guarda caso e’ guardia forestale, fa un suo controllo personale
    sul latte bevuto dal suo piccolino e scopre la contaminazione. Scatta il
    sequestro. Le guardie forestali delle Marche sequestrano 30 milioni di litri
    di latte, non una bazzecola!

    Ma, quando lo scandalo esplode la Nestle’ sbotta a dire che il ministro
    sapeva tutto e che erano d’accordo di fare zitti e mosca. L'amministratore
    delegato di Nestle' Peter Brabeck, in un comunicato diffuso dall'agenzia
    Reuters, afferma che gia' a luglio era stato raggiunto un accordo con la UE
    e il Ministero della Salute italiano, per lasciare scadere i prodotti
    incriminati e modificare il sistema di produzione degli imballaggi.

    L’accusa a Storace e’ gravissima, complicita’ in reato. Storace dovrebbe
    controllare i prodotti sanitari e non fare accordi sottobanco con le societa’
    che fanno affari illeciti.
    Noi non vogliamo sapere quanto ha guadagnato da questo accordo. Oggi Storace
    protesta e querela, ma era al corrente di tutto gia’ a giugno e denunzie non
    ne ha fatte. E’ questo che lo inchioda. Quello che emerge e’ un tantino
    pesante. Un ministro preposto alla nostra salute non solo non ha fatto i
    controlli dovuti su un alimento delicato e importante come il latte per
    neonati, ma ha probabilmente tessuto degli intrallazzi con la societa’
    produttrice ai danni del paese per coprire una contaminazione! Male, molto
    male!

    E se le guardie forestali non avessero scoperto casualmente la cosa,
    l’affaraccio
    sarebbe andato avanti non si sa ancora per quanto.

    Ora, in un mondo serio accadrebbero almeno tre cose serie:

    1°) Storace se ne dovrebbe andare

    2°) la Nestle’ dovrebbe chiudere

    3°) ci sarebbero enti delegati al controllo degli alimenti che dovrebbero
    essere messi sotto accusa per assenteismo aggravato.

    E’ molto tempo che i no global stanno denunziando la multinazionale Nestle’
    per la sua condotta criminale. La Nestlé e’ la multinazionale più potente
    del mondo nel campo agro alimentare, vende il 25% dei suoi prodotti nel Sud
    del Mondo e controlla circa il 35-50% del mercato globale del cibo per
    bambini, indirizzando tendenze di marketing che influenzano le altre ditte e
    modificano forme di comportamento materno.
    Nestlé ricorre a irresponsabili tecniche di marketing, violando il Codice
    Internazionale redatto da UNICEF e OMS piu’ di tutti i suoi concorrenti.

    Ci sono molte cose che non sappiamo sulla Nestle’, ma, se le sapessimo,
    probabilmente metteremmo al bando i suoi prodotti per sempre.

    Nel 94, per esempio, le autorità dello Sri Lanka bloccarono lo sbarco di 15
    tonnellate di latte in polvere della Nestlè proveniente dalla Polonia perche’
    contaminato da particelle radioattive!!! Chiediamo: la Nestle’ avra’
    buttato quel latte? Erano 15 tonnellate di veleno, ma buttarle avrebbe
    significato una grave perdita economica. Sarebbe stato piu' agevole venderle
    in paesi dove i controlli sono carenti, l’Italia esempio. Beh, questa cosa
    si chiama genocidio ma la Nestle' non ha mai pagato per questo.

    Nestle’ paga i medici di mezzo mondo perche’ dissuadano le donne
    dall’allattamento,
    da’ mazzette agli ospedali perche’ diano subito il latte Nestle’ ai bambini
    appena nati e convincano le madri a continuare a nutrirli con con latte del
    loro seno ma con quello artificiale.

    Ci sono paesi che, a seguito di queste pratiche, sono passati dal 70% di
    allattamento al 20%. Eppure il latte materno e’ migliore e graduato dalla
    natura diversamente via via che il bambino cresce, naturale, mentre il latte
    artificiale e’ costoso, innaturale, non graduato, spesso insufficiente e
    tale da provocare intolleranze e anche la morte di migliaia di bambini.

    Fonti dell'UNICEF parlano di almeno 1.500.000 neonati morti all'anno nel Sud
    del mondo perche' non piu' nutriti al seno.

    Ci aggiungiamo una condotta gravemente antisindacale della Nestle’ e le
    soperchierie che commette nei luoghi di produzione. Il 14 luglio 2005,
    l'International Labor Rights Fund ha depositato presso la Corte federale di
    Los Angeles una denuncia contro tre compagnie (Nestlé, Archer Daniels
    Midland (ADM) e Cargill) che importano cacao dalle coltivazioni della Costa
    d'Avorio, maggior produttore mondiale, accusandole di traffico di bambini,
    torture e lavoro forzato." (fonte: Nigrizia).

    La condotta della multinazionale svizzera e’ sporcata da ogni sorta di
    abusi, come il cartello fatto con altre multinazionali per tenere alto il
    prezzo del latte in polvere!

    Recentemente la Nestle' ha cercato di inserirsi anche nel mercato equo e
    solidale imponendo il marchio Fairtrade, cosa piuttosto grottesca dal
    momento che la Nestle' non ha tra i suoi interessi proprio la difesa della
    dignità dei lavoratori e i diritti umani.

    Le confezioni di latte in polvere per l’Africa per esempio non sono
    corredate da spiegazioni per l’uso, non sono conformi alle regole dell’OMS,
    e la polvere miscelata ad acqua non bollita o allungata con troppa acqua
    dalle madri povere uccide ogni giorno migliaia di bambini nel Sud del Mondo,
    bambini che potrebbero essere salvati dalla morte per malattie e
    denutrizione se solo fossero allattati al seno e non con latte in polvere...

    Ma spesso sono proprio i medici prezzolati a consigliare alle donne di non
    allattare i bambini e di usare il latte in polvere.

    Chiaro che per fare quello che fa, la Nestle’ deve amicarsi anche i ministri
    della Sanita’ dei paesi a cui impone il suo mercato.

    E ora, in Italia, vengono fuori questi equivoci rapporti col ministro alla
    Sanita’. E sappiamo che, grazie alle collusioni dei ministri precedenti, le
    famiglie italiane hanno goduto il privilegio di avere il latte piu’ caro
    d’Europa
    (in ambito europeo un chilo di latte poteva variare da 9,7 Euro a 45 euro!),
    e anche questo e’ uno scandalo che le autorita’ della Chiesa si guardano
    bene dal citare quando parlano della difesa della vita.

    Ora arriva il silenzio complice sulla contaminazione del latte per neonati
    “fino ad esaurimento di scorte”!

    Forse l’inchiostro non e’ tossico, ma certo e’ che se compro del latte per
    il mio bambino non intendo dargli inchiostro e non ho piacere di avere un
    ministro che mi copre questa porcheria non so in cambio di che.

    Del resto non e’ la prima volta che un prodotto non in regola, per esempio
    un medicinale risultato altamente tossico, vedi l’En, continua ad essere
    venduta in Italia “fino ad esaurimento delle scorte”, per non turbare gli
    interessi delle farmacie e delle farmaceutiche, col beneplacito del
    ministro.

    Non sarebbe l’ora di piantarla?

    Contro la Nestle’, come contro la Coca Cola, ci sono associazioni di
    boicottaggio. Esse chiedono ai sindaci di non fare manifestazioni
    sponsorizzate da queste multinazionali, che sono sporche di sangue, perche’
    si sono arricchite calpestando diritti umani.
    I sindaci, anche di sinistra a volte sembrano ascoltare questi appelli, a
    volte no, come sta avvenendo per i giochi invernali di Torino.

    Eppure non serve molto per capire che il nostro futuro riposa sulla difesa
    dei diritti umani e non sul mantenimenti di profitti illeciti e di stragi
    perpetrate in nome di un fantomatico mercato.
    Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.

  3. #3
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    Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.

  4. #4
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    STORACE: GAY O NO, CHE IMPORTA?

    di Mario Cirrito

    Martedì 05 Ottobre 2004

    Intervista di Gay.it al Governatore del Lazio, che ha recentemente incontrato Imma Battaglia per avviare politiche a favore degli omosessuali. "Ma basarsi sull'orientamento, non ha senso".



    ROMA - In tempi di cloni e biogenetica non c'è da preoccuparsi se anche i nostri politici smessi i panni omofobici corteggiano il movimento gay italiano. Francesco Storace, "l'epurator" - esortato a dire qualcosa di destra, reagì con la "storica" risposta: "'a froci" - oggi ride di quel periodo e invita a Palazzo la fondatrice di Di' Gay Project Imma Battaglia. A noi di Gay.it rilascia un'intervista, accoglie gli inviti che GayLib lancia nella sua rubrica su "L'Indipendente".

    La posizione della Battaglia
    Imma è soddisfatta: altro che abiure contro il Pride del 2000, Storace si apre al dialogo e alla disponibilità. Ci tiene a dire che dopo di lui incontrerà il candidato del centrosinistra. «Per noi è giusto che Grillini faccia politica di partito ma il movimento omosessuale deve essere indipendente per costruire un programma che vada oltre le unioni civili, sappia contemplare nella sua globalità la vita delle persone omosessuali. E' questo il solco che stiamo seguendo dialogando con le istituzioni, a destra come a sinistra. A Storace abbiamo fatto presente che il livello di vita tra Roma, la periferia e la regione è diverso; esiste un problema d'informazione per gli omosessuali e le famiglie. Insieme ad Agedo, Arcitrans, Arcilesbica, Gayroma.it pensiamo a un sito d'informazione 'gay help' e a un progetto di formazione nell'ambito del settore pubblico. Sappiamo per certo che nell'entourage di Storace e in Regione ci sono molti gay e questo non può non aiutarci».

    «La questione omosessuale va affrontata a 360 gradi, creando una totale adesione, di tutta la politica. Francesco Storace rappresenta le istituzioni che hanno il dovere di ascoltarci. Poco importa se lui era un ex fascista, in quel momento stavo discutendo col presidente della Regione, con una istituzione italiana». Imma racconta l'incontro del 2 ottobre con Francesco Storace, e ritiene importante che un uomo di destra inizi un percorso sulle questioni omosessuali. Questioni che giriamo al Presidente della Regione Lazio.

    Storace, la destra è pronta a cambiare registro verso la comunità Glbt italiana?

    Quella omosessuale è una questione culturale irrisolta nel nostro paese. Non credo sia un tema delicato solamente per la destra, ma si tratta piuttosto di un problema trasversale, che riguarda anche la sinistra.

    Ha incontrato Imma Battaglia e alcune associazioni romane Glbt. Anche GayLib le ha chiesto di far parte della Lista Storace alle prossime Regionali. E' contento di tutto questo?

    Imma Battaglia l'ho incontrata con piacere. Ma devo precisare che la mia lista non fa riferimento al sesso delle persone, mi sembra davvero arretrato discutere in questi termini. Per quanto mi riguarda, occorre parlare di contenuti, di che cosa si vuole fare nelle istituzioni. Penso che questa debba essere la discussione prioritaria.

    Possiamo affermare che Alleanza Nazionale, con lei, cambia davvero la politica sulle questioni omosessuali?

    Il problema centrale secondo me - e credo anche per gli elettori di Alleanza Nazionale - è quello delle discriminazioni. La destra italiana ha nel suo dna la lotta contro qualsiasi tipo di discriminazione. Anche per questo da tempo sto lavorando ad individuare proposte concrete che si propongano di lottare contro le discriminazioni nei luoghi di lavoro per i comportamenti sessuali. Vogliamo promuovere iniziative per evitare vere e proprie tragedie sociali.

    C'è chi pensa che la sua lista con una quota gay spiazzerebbe e andrebbe oltre il Polo. Ha fatto i conti con Fini e quelli di AN?

    Non credo che avrò problemi con il presidente Fini e con l'elettorato di Alleanza Nazionale. Una politica che combatta le discriminazioni è una caratteristica del mio partito, anche per la storia che ha avuto. Certo, cosa ben diversa è proporre un programma differente rispetto a quello che portiamo avanti sulla famiglia tradizionale. Bisogna fare un passo alla volta, prima ancora di parlare di candidature omosessuali. Le chiedo: che senso ha parlare poi in questi termini?

    Presidente è lei l'intervistato. La Regione Lazio ha intenzione di attuare politiche di sostegno verso singoli gay bisognosi di aiuto, come gli handicappati o i malati di aids?

    La Regione Lazio, da quando è governata dalla Giunta da me guidata, ha fatto delle politiche sociali e di sostegno ai più deboli un proprio cavallo di battaglia. Le persone bisognose hanno numerose opportunità di aiuto. Penso, ad esempio, ai disabili che sono entrati come soggetti finalmente portatori di diritti nello Statuto regionale, da poco approvato. Nella carta costituzionale, infatti, che detterà le regole ben oltre la durata di questa legislatura, è stata inserita la consulta per i problemi della disabilità e dell'handicap.

    Sappiamo di casi con gay che hanno problemi a spostarsi dalla periferia al centro per mancanza di aiuti.

    La Regione è vicina a chi ha problemi e a chi soffre, indipendentemente dalle sue scelte sessuali. Stiamo comunque aprendo una discussione anche su misure concrete proposteci da chi segue in prima persona la questione omosessuale qui a Roma. Sicuramente, non sfuggiremo ai problemi. Poi, saremo giudicati per la qualità delle risposte. Che ci saranno, in un caso o nell'altro.
    Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.

  5. #5
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    Questo è il programma del tuo misero movimento?
    Insomma siete già in campagna elettorale?


  6. #6
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    No,questo è il cosiddetto "camerata" storace!!!Complimenti per il simbolo...veramente originale!

  7. #7
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    Scandalo Asl, in cella i lungotenenti di Storace. Analisi del malaffare.
    In manette ex assessore ed ex capogabinetto di Storace. Il senatore nel mirino: «Falsità».

    Lazio: Nuova svolta nell'inchiesta sulle tangenti nella sanità nata dalle confessioni di Anna Iannuzzi (lady Asl). I carabinieri hanno arrestato Marco Buttarelli, ex capo di gabinetto di Storace alla Regione, e Giulio Gargano, ex assessore ai Trasporti.
    I pm, che hanno spiccato il mandato d'arresto anche per altre cinque persone, ipotizzano corruzione e associazione per delinquere. Irreperibile il direttore sanitario Franco Vaia. Storace, nel mirino della Procura, replica: «Falsità».


    In cella i lungotenenti dell'ex governatore

    È stato il braccio destro di Francesco Storace. Il politico a cui Lady Asl avrebbe dovuto rivolgersi per ogni necessità. Per una decina d'anni gli affari sono andati a gonfie vele, ma alla fine è stata proprio Anna Iannuzzi a trascinarlo a fondo. E Giulio Gargano, passato da An a Forza Italia nelle elezioni del 2005, è stato arrestato per i favori resi all'inquilina dello Sheraton in cambio di tangenti e regali. Come Marco Buttarelli, un altro luogotenente del neosenatore di An, suo capo di gabinetto alla Regione e poi direttore generale al ministero della Salute. Gargano e Buttarelli di «Epurator» conoscono vita, morte e miracoli. Segreti che, c'è da giurarci, i pm Giancarlo Capaldo e Giovanni Bombardieri tenteranno di svelare al più presto. I carabinieri del Nucleo operativo hanno bloccato Gargano nella sua villa a Casalpalocco, dove abita con la moglie e i figli. Erano circa le otto del mattino, è stata una colazione che il consigliere regionale ricorderà. Buttarelli, invece, l'hanno preso a Gaeta: era in vacanza, nonostante all'orizzonte si profilasse la tempesta. Sono accusati di associazione a delinquere e corruzione, come Francesco Vaia, il direttore sanitario della Asl Rm/D fino a ieri sera ancora irreperibile. E come quattro indagati già in carcere: Cosimo Giovanni Speziale e Benedetto Bultrini (ex direttori generali delle Asl Rm/B e Rm/C), Lady Asl e il marito Andrea Cappelli. Denaro, denaro e ancora denaro. La Iannuzzi lo avrebbe distribuito e i fedelissimi di Storace lo avrebbero intascato: 3,7 miliardi di lire, stando all'ordinanza di custodia cautelare del gip Luisanna Figliolia. Il gruppo, con la sua «forza intimidatoria», avrebbe fatto il bello e il cattivo tempo nella sanità dal '97, anche se le accuse vengono contestate dal 2001. «L'ardito progetto criminale», come lo definisce il giudice, ha condotto l'imprenditrice al successo: Lady Asl ha ottenuto dalla Regione «un indebito riconoscimento di un budget per oltre sette miliardi di lire per prestazioni annue a carico del Servizio sanitario nazionale». Con il risultato che «le prestazioni effettuate dal gruppo Iannuzzi-Cappelli negli anni 2003, 2004, 2005 lo pongono al vertice della Regione Lazio per quantità/erogazioni a carico» della sanità pubblica. Certo, l'ascesa è costata: 25 mila euro al mese a Gargano, 15 mila a Speziale, cinquemila a Bultrini, che a differenza degli altri avrebbe ricevuto lo stipendio solo fino al 2003. Ma quelle che hanno pagato di più sono state le Asl, le cui casse, si sottolinea nell'ordinanza, hanno subito un «allarmante depauperamento».

    Per ottenere i provvedimenti che più le stavano a cuore, Lady Asl pagava a parte. La Ikt di piazzale Tosti 4 e il San Michele non avevano i requisiti per essere accreditati dalla Regione, ma l'ostacolo non ha fermato i luogotenenti di Storace. È Gargano, secondo il gip, a «offrire alla Iannuzzi l'opportunità di effettuare la riabilitazione pur in assenza del necessario presupposto normativo». In cambio di un miliardo e 200 milioni di lire l'ex assessore fa il miracolo: a marzo 2003 vengono accreditate all'Ikt 300 prestazioni, aumentate a 350 appena due mesi dopo. Del resto dal 2001 al 2003 il consigliere di FI, sottolinea Figliolia, «ha operato in maniera sistematica per favorire» la società di Lady Asl. Ancora più care le tangenti versate tra il 2002 e il 2005 per ottenere l'apertura della clinica-fantasma San Michele e l'autorizzazione a 182 posti letto di riabilitazione: due miliardi di lire a Gargano; 500 milioni a Buttarelli, più 75 mila euro con cui l'ex capo di gabinetto ha comprato un'auto; centomila euro a Vaia. L'ex assessore ai Trasporti e il direttore sanitario della Asl Rm D, in realtà, avrebbero preferito diventare soci dell'imprenditrice al 35 per cento. Vaia puntava anche all'incarico di direttore generale dell'ex Ipab. Ma pare che Lady Asl abbia preferito ricompensarli in denaro piuttosto che averli come partner.
    Ieri le case e gli uffici degli arrestati sono stati perquisiti. Tra i documenti sequestrati, anche quelli di Gargano al consiglio regionale e di Vaia nella sede della Asl Rm D a Ostia. Con quest'ultimo blitz sono 22 i politici, i dirigenti della sanità e gli imprenditori finiti in cella nell'ambito dell'inchiesta sul buco di 80 milioni nei bilanci delle Asl. Fra loro, Bultrini potrebbe presto tornare in libertà: il direttore sanitario del carcere di Pisa, dove è detenuto, lo ha giudicato incompatibile anche con la detenzione nel suo centro clinico.


    ______________________________________

    Analisi. I colori politici di 10 anni d'abisso

    Fioccano gli arresti tra gli interlocutori di Lady Asl, la «pasionaria» della sanità. E l'ex portavoce di Storace, Accame, è indagato per corruzione in merito al Laziogate del 2005. Il rapporto tra politica e potere emana afrori mefitici e si tinge di nero. Non perché il nero sia ancora il colore della destra, pesantemente coinvolta negli scandali della sanità e dei trucchi pre-elettorali. La destra «nera» non c'è più da tempo: è venuta Fiuggi e proprio in queste settimane in An si parla di nuove evoluzioni moderate, che portino a pescare nel grande mare di voti che è il centro. Nero perché è il colore dell'abisso, di un vuoto senza fondo che dà la vertigine. I magistrati Capaldo e Bombardieri hanno aperto questo abisso, andando a indagare in dieci lunghi anni di gestione sanitaria laziale. Si calano giù, a ritroso nel tempo, e appena dopo il management di Marrazzo, ecco quello di Storace. In questo girone si stanno fermando da mesi, perchè sembra essere il più interessante. Scattano infatti le prime manette, che si chiudono sui polsi di assessori e di alti funzionari vicini ad An. Emerge un «sistema» con cui la politica si alimenta e che consente alla politica di alimentare gli affaristi. Una partita di giro che sembra accontentare tutti gli interessati e dalla quale esce un odore di fogna. Ma gli inquirenti scendono ancora più giù, oltre il 2000, e si inoltrano nella gestione sanitaria del centrosinistra di Badaloni. Un magistrato non rinuncia a seguire una pista, a risalire la corrente: se non altro per scoprire le sorgenti di un business parallelo al servizio sanitario regionale che, secondo certe voci, sembra esistere dall'epoca del big bang istituzionale, quando le Regioni ottennero la competenza dell'assistenza sanitaria pubblica. Fin d'allora si presentò il problema dell'equilibrio tra utilizzazione delle strutture pubbliche e ricorso sussidiario alle strutture private. E l'alternarsi del colore politico dei governi del Lazio scandì orientamenti in favore delle une piuttosto che delle altre.

    E' stato un po'come per le autostrade: qualche governo nazionale, vista la carenza dei collegamenti ferroviari, ha puntato sull'asfalto favorendo così i costruttori di auto. Intendiamoci: le autostrade sono utili, ma forse sarebbe utilissima anche una efficiente quanto densa maglia di rotaie. Non è un caso, forse, che nel Lazio sono cresciuti potentissimi gruppi privati con il core business nella sanità: con il risultato che solo il 48% dei posti letto sono pubblici e il resto è più o meno convenzionato.

    Su una cornucopia che nel 2005 valeva quasi nove miliardi la politica non poteva restare indifferente: e infatti la Sanità è stata al centro dell'attenzione dei partiti facendo diventare l'assessorato competente il più prestigioso proprio perchè legato ad un faraonico potere di spesa. Le tentazioni, nel tempo, devono essere state tante. Qualcuno ha resistito, altri sicuramente no, ritenendo che il bene comune si puo'fare anche strizzando l'occhio a un operatore fervoroso. Forse politici e funzionari corrotti (quelli arrestati non sono da considerarsi colpevoli prima di una sentenza definitiva) hanno pensato che una limatina ad una montagna di soldi, offrendo peraltro un servizio alla comunità, non era che un peccatuccio, niente di grave. Così come un'intrusione nei computer dell'anagrafe di Roma prima delle elezioni. Al momento, sembra che questa attività illegale sia stata praticata da uomini del centrodestra. Chissà che nell'abisso i magistrati non facciano altre scoperte. Potrebbe, tra l'altro, venire a galla la ragione del persistere di lunghe liste d'attesa (6 mesi) per una mammografia, come denuncia il Tribunale dei diritti del malato. O che ci sono Asl che funzionano, senza il virus della corruzione. O che, nei gironi del buco nero, i peccatori vestono casacche di vari colori (politici).


    ______________________________________

    Commento. A rimborsare il furto saremo noi cittadini

    Adesso è facile dire: lo sapevamo. Basta essere stati in certi ospedali della nostra città, ad assistere un parente, per intuire che qualcosa, nell'organizzazione sanitaria, non funziona a dovere. Ritardi, inefficienze, disguidi, incuria, sprechi: tutto questo è all'ordine del giorno. Potevamo immaginare, anche all'ombra del Cupolone, scenari alla Poggiolini, ma senza prove dovevamo stare zitti. Sono trascorsi poco più di cinque mesi dall'arresto di Anna Iannuzzi, cinquantenne imprenditrice romana, insomma Lady Asl, secondo vox populi: all'inizio la signora delle convenzioni speciali, passata in poche ore, con il marito Andrea Cappelli, dirigente sanitario, e il loro commercialista, dalla suite prestigiosa dello Sheraton dell'Eur alle sbarre assai meno accoglienti di Regina Coeli, non collaborò granché. Ma da quando, nell'interrogatorio del venti aprile, ha cominciato a parlare, fino ad oggi, è successo il finimondo.

    Ieri i carabinieri hanno effettuato altri clamorosi arresti: quello di Giulio Gargano, attualmente consigliere regionale di Forza Italia, ma ex braccio destro di Francesco Storace nel momento in cui questi era presidente della Regione Lazio; Marco Buttarelli, commissario straordinario dell'Ipab San Michele, ex capo di gabinetto dello stesso Storace al dicastero della Sanità; Francesco Vaia, direttore della Asl Rm D (risultano essere già incriminati altri dirigenti delle Asl Rm A, B e C).

    L'accusa è ormai sotto gli occhi di tutti: politici e imprenditori si dividevano la torta. Come? Finte fatturazioni emesse per forniture mai avvenute. Mandati di pagamento nei confronti di case di cura inattive o prive di accredito. Riabilitazioni finanziate solo sulla carta. In una giungla di false delibere e documenti fasulli, direttori e funzionari sottraevano ingenti somme di denaro alla sanità pubblica. Le indagini della magistratura, dopo due anni di lavori ancora in pieno corso, stanno evidenziando che non si trattava di poche mele marce. C'era un sistema di corruzione ben consolidato. Il deficit nel bilancio della sanità laziale assomiglia a una voragine.

    Qualcuno ci rimborserà di questo furto colossale?
    Macché. Saremo noi stessi a farlo. Dovremo pagare più tasse. Chi si rifiuterà, andrà giustamente incontro a pesantissime multe. Multe ai cittadini per coprire un ammanco prodotto dal malaffare: se questo non è un bel paradosso...

    http://www.telefree.it/news.php?op=view&id=30582
    Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.

  8. #8
    legione muti
    Ospite

    Predefinito Italiano

    Guarda se riesci a trovare le foto di Storace ospite nell'entità criminale sionista chiamata Israele. Ci starebbero bene qui in questo tread.

  9. #9
    Siamo solo noi
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    NIHIL DIFFICILE VOLENTI

  10. #10
    Micene
    Ospite

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    mamma mia quanto siete frustrati....

 

 
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