Io penso che il voto sia essenzialmente una cerimonia che testimonia una duplice appartenenza.
In primo luogo alla comunità politica di appartenenza (la Nazione di cui si è cittadini) e poi alla sub-comunità in cui ci si colloca (partito o corrente politica).
Collocarsi socialmente e politicamente è un bisogno fondamentale e imprescindibile per un animale politico come l'uomo.
Poi dopo vengono, la rappresentanza di legittimi interessi di classe, la direzione del paese, ecc.
Io personalmente so che sono totalmente impotente. Il mio voto non sarà decisivo perché annegato in milioni di altri. Mi resta però la possibilità di nascondermi la mia impotenza facendo il tifo per questo quel partito.
Ebbene, io non ho voglia di fare il tifo, preferisco cercare di capire come funziona il mio paese e il più vasto mondo in cui è immerso.
Io mi astengo fondamentalmente perché so che il mio voto sarà inutile e perché non voglio fare il tifo. L'ho già fatto in passato e non ho più voglia di raccontarmi delle storie, anche se ho il pieno rispetto per chi sceglie di votare.
O forse il mio non voto è anche qualcosa di più del non partecipare.....è un non appartenere, un non appartenere alla comunità politica costituita dall'Italia della seconda repubblica, ma ad un'altra comunità, un'Italia del futuro che non esiste ancora, ma che forse un giorno verrà se saprò dare un contributo per costruirla.
Io stesso non lo so.....





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