



ciao, ho letto il tuo post stamattina ma non ho avuto tempo di risponderti. Ma mi è rimasto impresso, e quindi ho pensato di risponderti lo stesso, anche dopo diverse ore. Sono una persona di sinistra, anzi addirittura mi definisco comunista, ma non mi ritrovo nel quadretto che hai disegnato tu. Innanzitutto, non mi sento uno scansafatiche, un parassita della società come fai pensare tu. Non ho mai lavorato nel pubblico, ma solo nel privato, da quindici anni. Spesso ho fatto ore di straordinario, non pagate. Ho iniziato a lavorare facendo una media di dieci ore al giorno. E sinceramente non mi è mai pesato molto, perchè faccio un lavoro che mi soddisfa, mi gratifica. Per cui se qualche volta mi è capitato di dover fare qualche ora non pagata in più, non mi ha mai sfiorato l'idea di protestare. Nonostante ciò, non rinuncio al mio diritto ad un equo salario, alle ferie, alla malattia, e via discorrendo. E come me penso ci siano molti statali che ragionano allo stesso modo. Non guadagno tanto, ma posso dire di essere economicamente soddisfatto. Mi sta bene così, perchè penso che il lavoro debba essere prima di tutto gratificante per se stessi e per chi usufruisce dell'opera del mio lavoro, e non che debba servire a far arricchire pochi furbi. Penso che la felicità non dipenda dal livello economico di una persona, ma dal sentirsi realizzati, nella società, nel lavoro, negli affetti, negli interessi. Mi piacciono le figure del Che e di Marcos, perchè penso siano esempi di persone giuste che lottano per gli ideali in cui mi riconosco. Mi riconosco nel marxismo, ma non credo di essere un materialista. Mi piace leggere, scrivere, mi piace la musica, mi piace la pittura, la poesia. Penso che una persona possa ritenersi felice se lo sono le persone intorno a lui. Penso che la società in cui vivo mi garantisca molti diritti, ma ritengo che della stessa società facciano parte molte persone a cui vengono negati gli stessi diritti di cui io godo. Da anni faccio volontariato. Ho collaborato con Emergency. Adesso lavoro con Legambiente. Partecipo ad un GAS perchè credo che si debba produrre non secondo la logica del profitto, ma secondo la logica del rispetto dell'uomo e della natura. Non credo per questo di essere una persona particolarmente speciale o virtuosa, ma solo una persona onesta e civile, che rispetta se stesso e chi gli sta intorno. E penso che ci siano persone giuste e oneste sia a sinistra che a destra. Ho partecipato a molte manifestazioni in cui non rivendicavo diritti per me, ma per molte persone più sfortunate di me, extracomunitari, omosessuali, donne, precari, e via discorrendo. Infin dei conti non penso che ciò possa cambiare molto il mondo, soprattutto se penso che ci sono molti che la pensano come te. Ma penso che a volte basta una piccola cosa, un piccolo gesto per cambiare qualcosa, a partire da noi stessi. Ritengo scorretto da parte tua giudicarmi senza conoscermi, senza conoscere quello in cui credo, gli ideali per cui lotto.
Ah..... ti do una cattiva notizia: ho una figlia di quattro anni, e penso di educarla secondo questi ideali, che tu biasimi tanto.
PS: buona pasqua in ritardo!


L' importante è che la propria ideologia non tenda ad obbligare altri a vivere secondo il proprio metodo, usurpando le risorse a chi ne produce di più, con la pretesa di dare un' uguaglianza forzata. Tolto questo, per me uno può essere felice anche in una capanna, basta che non attenti alla mia libertà di vivere, produrre autonomamente e usare i frutti del mio lavoro per il mio benessere, senza doverlo necessariamente dividerlo con terzi che non hanno partecipato al mio sforzo per guadagnarlo; oltre una quota di solidarietà, che quantificherei in 20/25% del reddito, si tratta di furto, questo è quello a cui aspirano i fautori di quell' ideologia.


E' esattamente il contrario.
Proprio perchè è un Popolo vivo e pieno di idee,
le sue identità sono molteplici.
Diversamente il Popolo della Destra si appecora sempre su un Leader forte da difendere anche se trovato davanti ad un cadavere con la pistola fumante in mano.
Meglio divisi e vivi,
che beoti e morti.
m
"GUARIREMO ANCHE IL CANCRO!" (Silvio Berlusconi - 20 marzo 2010 Piazza del Popolo, Roma)repapelle:


Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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Concordo sulla mancanza di idee e proposte..ma la destra non mi sembra diversa, magari sta al governo per 5 ani di file senza fare assolutamente niente se non portate il paese alla bancarotta o favorire il crimine.
La differenza è che l'Italia è un paese culturalmente conservatore, in cui la destra ha da sempre la maggioranza politica..inoltre, la destra ha un vero leader come SB, capace di tenere unita una coalizione molto più frammentata della sinistra.
Per cui la sinistra per vincere ha bisogno che la destra si spacchi, cosa probabile se si vuol fare un federalismo serio e inevitabile quando SB uscirà di scena..altrimenti starà all'opposizione semplicemente perché è minoranza.
“Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
— Paul Krugman




---ho letto tutto il tuo intervento e ne ho stralciato quello in colore, qui sotto,su cui vorrei soffermarmi ,soprattutto dopo aver letto alcuni interventi dei tuoi interlocutori che si sentono chiamati in causa perchè non vi si ravvisano oppure proprio perchè non sapevano come un a parte della pubblica opinione li percepisce.
La scusa della morale, dei valori, dei principi per organizzarsi la vita in modo comodo, per non rischiare. La paura del mondo, l'insicurezza causata da una cattiva stima di se, il bisogno di creare steccati, per cautelare soprattutto se stessi con la scusa di salvare gli altri.
Sono persone insicure, mediocri, buoniste nella connotazione peggiore del termine, con una visione radicalmente razionalista e materialista della vita.
Tutto è causato dall' ambiente circostante, non siamo quello che siamo, siamo quello che gli altri ci hanno fatto diventare, la scuola, la famiglia, la società, il sistema, ragionare diversamente significarebbe ammettere i propri limiti. Si evidenzia subito una contraddizione, manca la parte Catto del termine Catto-comunista, non concepiscono il fato, non guardano in cielo, daltronde quando mai i cattolici l'hanno fatto, i cattolici italiani non hanno mai creduto in dio, e loro sono così in questo senso coerenti.
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Hai descritto cosa sono evidenziando chi sono ma non ho colto la relazione che lega il cosa sono e il chi sono.
Posso dire che sono elementi indistinti di una realizzazione sociale che viene dal mondo delle idee ottocentesche e che resistono al flusso del divenire perchè non possono concepire che il mondo cambi senza il loro controllo?
Hai descritto la mancanza di una vita spirituale dell'uomo materiale di sinistra e proprio questo aspetto lo fa così diverso dal suo simile( non uguale) che non si accontenta della sicurezza sociale, che considera "catene invisibili" ma concrete che tarpano il proprio" libero arbitrio".
La lotta sotterranea fra le due parti ,che volgarmente la kultura progressista appella di destra e di sinistra, è nei fatti una competizione fra l'uomo libero che ha fiducia in sé e nell'impoderabile e quello che non vuole soffrire la precarietà materiale o dolore del vivere e che nega a se stesso un'anima spirituale .
I suoi Valori,così li chiama il progressista reazionario, sono meri diritti imposti da una generazione d'altri tempi che non è più al mondo o sta per defungere.
LA Lotta fra questi due uomini/donne è fra il diritto di darsi un progetto di vita e quello di imporre un dovere.
Sono due concezioni che si riflettono nelle tavole di bronzo della Legge primaria dello Stato che gli uni vogliono modificare per sciogliere le catene che rendono l'uomo un suddito delle Istituzioni, e gli altri che vogliono renderle eterne.
Ma Noi sappiamo, anche filosoficamente che nulla è eterno nemmeno i loro presunti Valori.
Infine,devi temere che essi( i sinistri) possano dichiararsi finalmente riformisti perchè le loro Riforme,quelle che hanno attuato in passato ed hanno già prodotti i risultati nell'educazione giovanile che vediamo nelle scuole e nelle piazze , li abbiamo sotto gli occhi e haimé sono proprio un fallimento della Società che hanno formato a loro immagine e somiglianza.
Loro sì che appaiono ,e per averne conferma hanno sostituito il "sabato fascista "con il " sabato in piazza."
Hanno fatto la Resistenza per rimanere ciò che erano e sono rimasti.
Ultima modifica di joseph; 05-04-10 alle 11:05
GLF


.............Hai descritto la mancanza di una vita spirituale dell'uomo materiale di sinistra e proprio questo aspetto lo fa così diverso dal suo simile( non uguale) che non si accontenta della sicurezza sociale, che considera "catene invisibili" ma concrete che tarpano il proprio" libero arbitrio
Ti rincresce spiegarti altrimenti, mi sfugge il senso.
Che natura avrebbero queste catene invisibili, e perchè poi tarperebbero il libero arbitrio?
Se intendi remore morali, trasecolo.
Oppure ti riferisci alle leggi, che però sono visibili, pur tarpando il libero arbitrio?
Mi viene in mente un discrimine che forse potrebbe essere non del tutto insensato.
L'uno cerca di correggere l'uomo.
L'altro pure.
Con il libro e con la forca.
Riproviamoci.
La Repubblica l'ho rispettata, ma non sono stato rispettato.
Restauriamo la Monarchia.
Voglio tornare a casa e se non ci fosse più una casa, beh la ricostruiremo.