Junio Valerio Borghese, Giorgio Almirante, Pino Rauti: protagonisti noti, i primi due già avanti con gli anni, di un'epoca che segnò un'intera generazione, sia a destra che a sinistra, con il "sogno" della rivoluzione. Ma quanti protagonisti ignoti degli anni dell'eversione sono tra noi, quanti "reduci degli anni di piombo" che hanno realmente preso le armi in mano e, se sopravvissuti, pagando per questo? E quanti ancora che a ragione o torto erano talmente tanto scontenti da non escludere il ricorso alla violenza come mezzo per far prevalere le proprie istanze, fornendo nascondigli, appoggi, finanziamenti, materiali e informazioni a gruppi terroristici che avevano il solo compito di "destabilizzare" il tessuto del potere statale per permettere a qualcun altro poi di "rimettere ordine"? La cosiddetta società civile italiana "accetta" e "ridona la parola" e la visibilità solo a coloro che si sono pentiti, ma molto probabilmente sono una goccia nell'oceano. "Gli altri" guardano altrettanto probabilmente con orrore ai tempi attuali, rassegnati alla sconfitta subita (o forse i tempi non erano ancora abbastanza maturi) ma da buoni "soldati" non rinnegano ciò per cui hanno lottato, con o senza armi. E' vero che ogni evento è figlio del suo tempo, ma è anche vero che la Storia si ripete. Ce lo hanno insegnato, loro malgrado, Napoleone e Hitler (per esempio). E le persone scontente in Italia stanno aumentando di minuto in minuto.




.gif)



Rispondi Citando