





Pomponio, è tutto verissimo e insidacabile... solo che, almeno per me, è una sorta di principio, di obbligo.
Io sono ancora, credo, uno dei pochi che torna dal mare con ore e ore di anticipo per andare a votare.
Quest'anno compio 41 anni e finora non ho mai saltato un voto, neanche un misero referendum.
Io lo sento ancora così, pur essendo deluso da tutto e da tutti, però sarei più deluso sapendo di non averci neanche provato...
Discorso strano, sorry![]()










Il problema fondamentale di affidare l'approvazione delle opere pubbliche ai referendum è e rimane il rischio paralisi.
La cittadinanza è informata per meno della metà di quanto dovrebbe esserlo sulle questioni su cui è chiamata a votare. A questo punto entra in balìa di forze politiche e interessi economici sia pro che contro, che regalano informazione spesso distorta o volutamente incompleta.
Come si può pretendere lo studio di un piano regolatore o di un bilancio da parte di un privato cittadino? Quanto ne saprà la sciura Maria dei fornitori dell'ente appaltante? Non mi si venga a dire che ci sono i giornali e le televisioni per questo, perchè fanno parte di quel sistema di interessi di cui sopra.
Qui non si parla di un paesino nei Grigioni in cui si deve decidere sulla fermata dell'autobus che deve arrivare a quota 1.800 m s.l.m. per servire la vecchina vedova con l'osteoporosi, ma di città e regioni con milioni di abitanti. Sarò impopolare, ma far decidere all'umore popolare sopra ogni opera pubblica di una certa importanza è profondamente sbagliato.


gli eletti, sono stati eletti per quello, non si puo votare ogni mese per qualcosa, sara che la democrazia per me non è un grande cosa, come invece si dice.


Ma la tramvia era nel programma elettorale di Domenici?