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Originariamente Scritto da
Masherov
Mi sembra che Rizzo sia molto attivo in qeuste settimane, con la scusa di presentare libri sta girando e parlando dove e quanto può. Dubito che lui da solo possa fare granchè, ma per fortuna ci sono molti segnali positivi.
(Lavrentij Kostantinovich, la fonte...... è una comunicazione ricevuta in posta elettronica, e penso che altri l'hanno ricevuta. Che faccio?)
se è na mail no probl
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Originariamente Scritto da
markos
La questione comunista
Con profonda amarezza assistiamo all’ultimo atto della cancellazione dell’anomalia italiana. Dopo la Bolognina di Occhetto, cui resistemmo in tanti, il 13 e il 14 aprile, nella scheda elettorale non ci saranno più la falce e il martello dei Comunisti Italiani e di Rifondazione. Sappiamo quello che è avvenuto: tranne le resistenze del nostro partito e delle minoranze di Rifondazione, gli altri soggetti che compongono la “cosa” di sinistra, hanno volutamente imposto la scomparsa dei simboli comunisti (al momento non è certo che ve ne siano altri). Qualcuno potrà dire che questo era già accaduto con il simbolo del Fronte Popolare (sì, ma lì la scelta era dei comunisti, tra l’altro egemoni), qualcun altro potrà ricordare i recenti esperimenti con i “progressisti” e con “l’Ulivo” (sì, ma lì, come nel 1948, il simbolo era quello dell’intera coalizione e, comunque, vi era un’altra scheda proporzionale in cui i simboli di entrambi i partiti comunisti erano presenti).Qualcun altro ancora potrà dire che i simboli contano fino ad un certo punto, quello che è rilevante sono i contenuti. E’ vero, però, in certi particolari momenti (ed oggi credo sia proprio così) i simboli e le questioni che si intendono rappresentare diventano una cosa sola. Si deludono le aspettative con cui il nostro elettorato ha salutato la vittoria del centro sinistra e si omettono i simboli del lavoro! Si invertono i fattori di difesa del nostro popolo consentendo il varo di un pessimo protocollo su pensioni e welfare, mentre la presenza comunista viene cancellata dal panorama elettorale, cedendo al ricatto di chi venti anni fa aveva sollecitato lo scioglimento del PCI! Poteva andare diversamente? Probabilmente sì! Senza mai pensare di avere la “verità in tasca”, se si fosse accentuata una maggiore criticità nei confronti del governo e se si fosse ipotizzata l’irrinunciabilità al simbolo, le possibilità stesse di trattativa nella “cosa” di sinistra ne avrebbero evitato la cancellazione ed avrebbero rafforzato l’obiettivo (giustamente sottolineato dal compagno Diliberto) di portare in Parlamento una pattuglia di deputati comunisti che, dopo il 13/14 aprile, mantengano la loro autonomia organizzativa ed istituzionale.
http://www.marcorizzo.eu/category/articoli-recenti/
Discorso quasi totalmente incentrato sul tema del simbolo con poche pochissime idee di merito, e già sarebbe questo un errore.
Per altro, come era per il fronte popolare, e come era per l'ulivo, anche oggi i partiti comunisti continuano ad esistere, con i loro simboli, che per altro vedo ancora comparire nei manifesti elettorali.
Quello di Rizzo mi sembra un discorso sterile e strumentale.