
Originariamente Scritto da
DonCamillo
Omicido Reggiani: tre complici hanno guardato

di Candida Curzi
ROMA -
In tre hanno assistito all'assassinio di Giovanna Reggiani senza muovere un dito per fermare l'assassino, per aiutarla.
Anzi, uno di loro ha preso al volo la borsa strappata alla donna e l'ha nascosta, come Mailat, il giovane killer, gli diceva di fare. Un'altra, proprio quella donna che poi ha dato l'allarme fermando un autobus, ha addirittura suggerito a Mailat di buttare la vittima, ferita ma ancora viva, giù dal ponte.
Ancora, altri due componenti della sciagurata comunità raccolta nella baraccopoli di Tor di Quinto, hanno nascosto il denaro e le piccole gioie che Giovanna teneva in borsa, una catenina, un paio di orecchini d'oro, per non farli trovare alla polizia e portarseli con loro tornando in Romania.
E' quello che raccontano le carte arrivate in questi giorni sul tavolo del magistrato della procura di Roma che indaga sul delitto, da Bucarest, dove sono state raccolte le testimonianze di Dorin Obedea, padre di Aurica, la compagna di Mailat Romulus, e Nicolaie Clopotar, compaesano, anch'egli passato per la baraccopoli di Tor di Quinto. Dorin Obedea quella sera era lì, sul luogo del delitto. Aveva seguito fuori dalla baraccopoli, fino al vialetto che collega la stazione alla città, Mailat. Era stata Leana, la madre di Mailat -racconta Dorin Obedea-, a chiederglielo, preoccupata che il giovane romeno facesse "qualche scemenza" perché, ubriaco com'era, già aveva aggredito e minacciato altre persone. Così Dorin l'aveva seguito, l'aveva visto raccogliere un bastone, fermarsi ad aspettare che arrivasse un treno, ne scendesse una donna (Giovanna Reggiani) ed aggredirla.
"Gli strappava la borsa strattonandola -dice Dorin a verbale- , la donna resisteva, l'ha graffiato sul viso. Ho visto Mailat colpire la donna con tutte le sue forze con il bastone sulla fronte. La donna è caduta a terra...Io mi sono avvicinato, ho chiamato Mailat -si legge ancora nel verbale-. Mailat ha preso la borsa e me l'ha gettata dicendomi: 'prendi la borsa e sparisci! fai attenzione a non far cadere niente dalla borsa!' In quel momento ho visto arrivare Emilia e suo figlio e ho sentito Emilia dire 'Mailat cosa hai fatto?' Lui le ha detto di stare zitta. Emilia ha detto a Mailat di buttare la donna sotto il ponte. Ho visto Mailat prendere la donna e trascinarla verso il ponte". Dorin Obedea racconta di essere andato nella baracca di Leana, la madre di Mailat, e di suo marito Doru, portando là la borsa della donna aggredita. Mailat, arrivato poco dopo, "ha detto: 'credo di averla uccisa'. Ho visto che aveva sangue sul viso, sulle mani e sugli abiti. Ho visto che nella borsa c'erano 2800 euro. E' stato Doru a contarli..."
Il racconto continua spiegando come, all'arrivo della polizia, Mailat gli abbia passato il cellulare della sua vittima che aveva in tasca (e che poi Dorin Obedea rivenderà ad un connazionale), come poi Leana porterà in Romania i soldi per darli ad Aurica, la compagna di Mailat, e terrà per sé la collanina ed i piccoli orecchini d'oro che Giovanna Reggiani teneva nella borsa. Ma Dorin Obedea racconta anche come quella sera "la polizia ha portato via Mailat e Emilia ed il giorno dopo è tornata, ci ha buttato giù tutte le baracche e ci ha accompagnati alla stazione. Non sono mai stato convocato dalla polizia a rendere alcuna dichiarazione".
Così, mentre Giovanna Reggiani combatteva ancora per vivere in un letto d'ospedale e si varava d'urgenza un decreto per applicare le norme sull'espulsione degli extracomunitari anche ai romeni che ormai sono cittadini d'Europa, mentre si sgomberavano campi e si abbattevano baraccopoli in tutt'Italia, parenti e compaesani di Mailat, coloro che abitavano con lui a due passi dal luogo del delitto e che, almeno a quanto raccontano le testimonianze arrivate dalla Romania, quella sera erano lì, ad assistere all'omicidio, a spartirsi il bottino, si spostavano in altri baraccopoli, a Roma ed in altre città, portando con loro la refurtiva e pezzi della verità di quel che era accaduto. Persone che oggi sono libere, nel loro paese, forse con quei piccoli gioielli addosso, con quei soldi in tasca.
http://www.ansa.it/opencms/export/si..._14442955.html