Con lui volevano sfondare a Nord, che per l'Udeur è l'Abruzzo, ma alla fine anche il plenipotenziario locale Rocco Salini ha sbattuto la porta e ha abbandonato la casa-partito di Ceppaloni. "Non è più accettabile questa gestione padronale che non rispetta le regole e le persone", ha tuonato il 28 gennaio, quattro giorni dopo la caduta del governo Prodi. Per capire lo psicodramma dell'Udeur, falcidiato dalle inchieste giudiziarie e colpito da un'incessante emorragia di assessori, tocca proprio iniziare dal settantaseienne Salini.
Uno che nella sua biografia politica custodisce l'intero Dna del partito: militanza ultratrentennale nella Dc; presidenza della Regione Abruzzo mollata nel 1992 per una condanna a un anno e quattro mesi (falso e abuso d'ufficio); balzo in Forza Italia, che lo fa eleggere al Senato nel 1996 e nel 2001; approdo all'Udeur nel 2005 con un bel pacchetto di tessere. E oggi, mentre Mastella cerca disperatamente qualcuno che lo riporti in Parlamento, Salini ovviamente è già a posto: ha traslocato nella Dc di Giuseppe Pizza, alleata con il Pdl berlusconiano. E ora si gode lo spettacolo degli 'Ultimi giorni di Ceppaloni'.
ecc ecc
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....io ne ho una nel....fondoscala
