La Tradizione può esser “letta“ nel suo triplice aspetto di essenza, di forma e di trasmissione.
L’essenza della tradizione è la radice ontologica della manifestazione, quella superna verità acosmica, atemporale di cui l’uomo, lungo la via del risveglio, conserva una seppur sbiadita rimembranza.
Essendo l’uomo immerso nel Quaternario, necessita di segni, forme, gesti, parole sensibili, tangibili; pertanto l’aspetto “forma” della tradizione sopperisce a questa necessità tramite l’apparato docetico simbolico/rituale custodito dall’esercizio del magistero.
E’ attraverso la forma tradizionale sostantivizzata dall’essenza che la trasmissione opera come flusso astrale e psichico nella triade iniziatore-iniziato-eggregore.
La tradizione superna si incarna nelle tradizioni religiose iniziatiche e filosofiche appartenenti ai vari periodi storici ed ai vari popoli ed è filtrata, ovviamente, con le lenti della cultura e della morale locali; in questo modo l’immanente si appropria del contingente e fornisce una chiave di trascendenza.
La trascendenza della forma opera attraverso ed in virtù del Mistero della reintegrazione dell’Uomo nell’Uomo e dell’Uomo nel Divino.




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