Il Papa intitola il cortile della Basilica Vaticana a San Gregorio l'Illuminatore
Qui Giovanni Paolo II aveva benedetto una statua dell'evangelizzatore degli Armeni
CITTA' DEL VATICANO, venerdì, 22 febbraio 2008 (ZENIT.org).- La luce della verità evangelica rivela l'uomo a se stesso, ha ricordato Benedetto XVI questo venerdì mattina presiedendo la cerimonia di intitolazione del Cortile nord della Basilica Vaticana a San Gregorio l’Illuminatore (ca. 260-ca. 330).
Il Pontefice ha definito “circostanza provvidenziale” l’opportunità di incontrarsi per ricordare il Santo, la cui statua situata nel cosiddetto “cortilone” venne benedetta da Giovanni Paolo II pochi mesi prima della sua morte.
“Questo grande Santo, più di diciassette secoli fa, fece degli Armeni un popolo cristiano, anzi il primo popolo ad essere ufficialmente cristiano”, ha ricordato il Pontefice.
“La conversione degli Armeni è un evento che ha segnato in modo profondo l’identità armena, non solo a livello personale, ma dell’intera Nazione”, ha osservato, spiegando che l'aggettivo “Illuminatore” con cui viene denominato San Gregorio sottolinea la sua “duplice funzione” nella storia della conversione armena.
“Illuminazione”, ha ricordato il Papa, “è un termine che si usa nel linguaggio cristiano per indicare il passaggio dalle tenebre alla luce di Cristo”, e San Gregorio fu chiamato così “perché in lui si rifletteva in modo straordinario il volto del Salvatore”.
Nell'accezione armena c'è anche un ulteriore significato: “indica la luce che deriva dalla diffusione della cultura attraverso l’insegnamento”.
Ciò, ha oss ervato, “fa subito pensare a quei monaci-maestri che, seguendo le orme di San Gregorio, ne continuarono la predicazione, propagando in tal modo la luce della verità evangelica, che rivela all’uomo la verità del suo stesso essere e ne dispiega le ricche potenzialità culturali e spirituali”.
“Colgo volentieri l’odierna occasione per abbracciare con fraterno amore la Chiesa Apostolica Armena, come pure la Nazione armena e tutti gli Armeni sparsi nel mondo”, ha detto Benedetto XVI.
Il Papa ha quindi concluso il suo discorso auspicando che “il Popolo armeno, per intercessione di questo suo illustre e benemerito figlio, continui a camminare sulle vie della fede lasciandosi guidare, come ha fatto nel corso dei secoli, da Cristo e dal suo Vangelo, che ne ha segnato in modo indelebile la cultura”.




Rispondi Citando