Risultati da 1 a 3 di 3
  1. #1
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    No agli OGM in Lombardia!

    OGM. Indagine Assobiotec: il 67% dei maiscoltori lombardi si dichiara pronto a coltivarli da subito

    21/02/2008 - 16:40

    Il 67% dei maiscoltori lombardi sarebbe pronto a coltivare da subito Organismi geneticamente modificati (Ogm), mentre il 74% è favorevole alle sperimentazioni in campo aperto al fine di comprendere i reali benefici degli organismi transgenici in agricoltura. E' questa la fotografia della percezione degli Ogm presso i maiscoltori lombardi scattata dall'indagine condotta da Demoskopea per conto di Assobiotec (Associazione per lo sviluppo delle biotecnologie costituita in seno a Federchimica) e oggi presentata a Milano.

    "Secondo l'80,6% dei maiscoltori lombardi del campione - ha spiegato Elisabetta Brambilla che ha coordinato l'indagine Demoskopea - è assurdo proibire la coltivazione e l'importazione di mangimi Ogm. Il 75,9% dei produttori si sente inoltre ingiustamente penalizzato rispetto ai colleghi di altri Paesi".

    Le principali obiezioni di chi si dice invece contrario alla coltivazione di mais Ogm (soprattutto giovani, grandi aziende e agricoltori con scolarità alta) sono relative alla distruzione della biodiversità (60%) e alla possibilità di selezionare in futuro una popolazione di insetti resistenti e impossibili da controllare (52%).

    L'indagine di Demoskopea per Assiobiotec, è stata realizzata (con sistema Cati su questionario strutturato), attraverso interviste telefoniche effettuate nel periodo compreso tra il 17 settembre e il 5 ottobre dello scorso anno su un campione rappresentativo di 532 aziendeagricole lombarde.
    "Il mondo produttivo - ha concluso Roberto Gradnik, presidente di Assobiotec - conferma il proprio dinamismo e la propria capacità di innovazione, perché è consapevole che si tratta delle uniche due chiavi per competere su mercati sempre più aperti alla concorrenza internazionale".


    2008 - redattore: FC

    http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=17327

    Come al solito, "il progresso" si fa avanti...

  2. #2
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    Sono stati esposti oggi a Cremona i risultati di alcuni studi sulla probabilità che una coltura di mais geneticamente modificato possa impollinare, e quindi diffondere mutazioni genetiche, i campi vicini. Gli esperimenti sono stati fatti in 40 ettari di campi della Lombardia, utilizzando mais colorato (dotato di geni naturali che colorano i chicchi, non modificati in laboratorio, perché in Italia è vietato per legge seminare OGM all’aperto), grazie al quale era facile trovare e riconoscere gli ibridi.

    Gli studiosi del CEDAB (CEntro di Documentazione sulle AgroBiotecnologie) sostengono che, piantando delle strisce di mais “cuscinetto” al bordo dei campi OGM, si possa assorbire il polline transgenico, impedendogli di raggiungere i campi circostanti. Tali strisce dovrebbero essere almeno di 17,5 metri.

    Anche calcolando attentamente il momento della fioritura si può impedire l’impollinazione incrociata (se il mais OGM fiorisce quando le varietà vicine NON stanno fiorendo, allora il suo polline avrà meno probabilità di far danni).

    Mettere una certa distanza tra i campi non sembra funzionare (il vento porta il polline lontano). Una minima sicurezza si potrebbe avere sopra la soglia dei 30 metri tra campo e campo, ma quando mai avete visto qualcuno lasciare così tanto incolto tra un campo e il successivo? In Pianura Padana, dove si coltiva gran parte del mais italiano, sono state tagliate quasi tutte le siepi che delimitavano i campi per guadagnare anche gli ultimi due metri coltivabili.

    http://www.ecoblog.it/post/971/colti...is-transgenico

  3. #3
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    Predefinito No agli OGM

    Contribuisco con un articolo che abbiamo da poco aggiunto sul nostro blog locale di Movimento Zero Cremona (www.mzcremona.blogspot.com):


    Il Consigliere Rusca e gli OGM

    È stata recentemente presentata in Provincia una mozione del consigliere Carlo Rusca che esorta il consiglio provinciale ad abbandonare ogni forma di ostilità nei confronti degli ogm (si parla principalmente di mais, con qualche ambigua generalizzazione) , invitandolo addirittura a sostenere programmi di ricerca nel settore pubblico. Nulla di nuovo, dal momento che le motivazioni addotte per giustificare un simile “cambiamento di rotta” rientrano nel solito ritrito repertorio: mancati aumenti nella produzione, la lotta alla fame nel mondo (sorprendente notare quanti filantropi si nascondano tra le fila dei fautori dell’ogm), l’attuale assenza di riscontri epidemiologici che dimostrino la nocività delle nuove colture gm, la strumentale “stoccata” alle lobby dei fitofarmaci, il parere favorevole di società scientifiche e di scienziati, tra i quali Rusca ha la premura di citare persino Umberto Veronesi (si, esatto… lo stesso che qualche settimana fa dichiarava sfacciatamente in televisione che non esiste correlazione tra gli inceneritori e i tumori). Certo Rusca, nel suo appassionato sproloquio scientista e progressista, sparpaglia confusamente sul tavolo molti argomenti, cui vedrò puntualmente di rispondere. Innanzitutto non è vero, come lascia intendere il Consigliere, che l’adozione diffusa di colture ogm scongiurerebbe l’utilizzo dei nocivi antiparassitari: questo perché è stato dimostrato che ANCHE le colture transgeniche sono soggette all’attacco di parassiti. In particolare, un recente studio di un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Arizona ha rivelato l’esistenza di un lepidottero, l’ Helicoverpa Zea, in grado di intaccare le coltivazioni ogm. La possibilità che i parassiti sviluppino una resistenza agli effetti della tossina Bt (Bacillus thuringiensis, presente nelle piante gm in forma sintetica), è dovuta al fatto che la costante esposizione alle tossine favorisce la sopravvivenza di insetti aggressori che sviluppano immunità genetica. La variante sintetica del Bt risulterebbe inoltre molto meno selettiva di quella naturale, neutralizzando indiscriminatamente anche molti utili insetti predatori. Per quanto riguarda la produttività va inoltre detto che le colture ogm non hanno mai dimostrato di portare i benefici promessi.
    Rusca prosegue argomentando con un cavallo di battaglia dei fautori dell’ogm: il loro “prezioso” contributo nella lotta alla fame del mondo. Chi impugna tale argomento solitamente lo fa per pura speculazione demagogica, dato che al momento attuale, dopo decenni di applicazione, non esiste alcuna coltura gm in grado di rispondere efficacemente a questa sfida ( si pensi alla “bufala” del golden rice e a tutto il suo corollario di vergognose speculazioni). Recenti ricerche in India hanno inoltre dimostrato che riforme agrarie e migliori sistemi di irrigazione possono incrementare le produzioni agricole fino al 50% mentre le previsioni di incremento dei raccolti per effetto di sementi gm nel breve periodo è solo del 10% .Inoltre, parlando di ogm vanno considerati i problemi legati al costo di queste sementi, al loro ciclo e alla dipendenza degli agricoltori locali nei confronti delle ditte sementiere.
    Altra confutabile affermazione di Rusca, la cito testualmente: “gli americani, e non solo loro, da anni si nutrono di ogm, esportandone anche in tutto il mondo ed ormai è dimostrato che sono sicuri . Il Consigliere evidentemente, si riferisce a garanzie di sicurezza alimentare che, dopo vent’anni di sperimentazioni (sulla pelle dei cittadini), ancora non abbiamo. Esistono invece numerose prove che dimostrano il contrario, documentate da studi nonchè da eclatanti fatti di cronaca (dal lievito ultratossico all’integratore killer a base ogm, dalla soia ritardante lo sviluppo alle patate cancerogene, fino ai molti casi di intossicazione causati dal mais Starlink). Strillare “non è ancora morto nessuno” (che è falso!) non costituisce oltretutto una prova scientifica. Un altro problema collegato sono le allergie: gli alimenti ogm possono infatti contenere segmenti di genoma che possono risultare (e sono risultati letali) a persone sofferenti di allergie. Esiste inoltre la possibilità di insorgenza di nuove allergie.
    Per finire, mi preme far notare come il consigliere Rusca abbia diligentemente evitato di menzionare le problematiche, introdotte dalle coltivazioni ogm, legate al bioinquinamento e alla perdita della biodiversità. A questo proposito c’è chi avanza l’ipotesi, non infondata, che le piante gm potrebbero prendere il sopravvento su tutte le altre, sostituendosi a tutte le varietà locali grazie alla loro maggiore resistenza ai parassiti e ai diserbanti. Altra plausibile prospettiva è che queste nuove colture possano andare incontro a un’impollinazione incrociata con altre piante e dare luogo a conseguenze “imprevedibili”,come ad esempio la creazione di ibridi super-infestanti immuni agli erbicidi. Il rischio principale resta naturalmente quello di un trasferimento genetico orizzontale, aumentato dall'instabilità del DNA transgenico.
    Ben sapendo che qualche pragmatico progressista scoppierà a ridere leggendo queste mie ultime righe, vorrei concludere sostenendo che bisogna avere il coraggio di dire NO agli ogm, non solo per salutismo o convenienza, ma anche e soprattutto PER PRINCIPIO. L’idea che si possa arrivare a manipolare, plagiare la natura fin nella sua intima essenza, arrivando a desacralizzarla anche nella sua dimensione germinale, è un atto di sfrontata disumanità che testimonia l’ubris, il delirio di onnipotenza, di una scienza oramai in piena deriva morale. Gli scienziati che vogliono trasformare il mondo intero in materia inerte da sezionare ed analizzare sono i nuovi sacerdoti del modernità, il clero del cinico disincanto che uccide ogni valore umano e spirituale. Stiamo allegramente danzando sull’orlo di un abisso e sembra che in pochi se ne accorgano. Vorrei sbagliarmi, ma quasi penserei che Rusca voglia darci una spintarella.

 

 

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