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  1. #51
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    Citazione Originariamente Scritto da Ken Parker Visualizza Messaggio
    coerentemente con l'abstract che hai riportato prima mi prefiguro che descriva l'eccesso di forme contrattuali disponibili e il fatto che in Italia non siamo un po' flessibili e un po' a tempo indeterminato nella nostra vita (come nel resto d'Europa) piuttosto chi si piazza, o era piazzato nel 1998, e' completamente salvaguardato. Chi e' flessibile rimane flessibile per un bel pezzo della vita.
    questa e` un`altra, piu` grave, boiata che scrivi!

    punto numero 1, perche` mettere tutele di uni contro le non tutele di altri????
    le tutele andrebbero esetese a tutti, e non ridotte ad alcuni (per arrivare a ridurle a tutti)

    punto 2: MA CHI TI DICE CHE ANTE 98 SEI TUTELATO???
    ma sai di che parli?
    sai per esempio dei processi di esernalizzazione cosa sono???
    chi colpiscono?
    di chiusura di stabilimenti per abbattere il costo del lavoro?

    etc...

    ma non ti vergogni di servire cosi` vilmente il padronato e questi finti riformisti da 4 soldi?

    ma chi sei il figlio di colaninno?

  2. #52
    European Socialist
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    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    Io ho invece delle considerazioni macroeconomiche, molto più cazzute di quel modellino da quattro soldi, basato su dubbie rilevazioni statistiche.

    In Italia non si fa innovazione perché le imprese non vogliono farla, visto il BASSISSIMO livello dei salari. Sono quindi favorite tutte le produzioni labor-intensive a basso livello della produttività del lavoro. Un bel cane che si morde la coda, direi.
    un maggior salario non determina un maggior rendimento del lavoratore e maggiore innovazione.

    la qualificazione di chi ci lavora non è minimamente presa in considerazione!

    il salario deve tener conto del rendimento e del grado di specializzazione del lavoratore,ma allo stesso tempo l'azienda deve garantire la qualificazione del percorso professionale del lavoratore e una sua futura mobilità.
    lo stato finanzia questo processo.
    è il cosiddetto Bonus Formativo introdotto da anni in Gran Bretagna!

    se ci fossero più concorrenza e meno trust in Italia,vedresti come le aziende si interesserebbero di più all'innovazione!

  3. #53
    Cancellato
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    Citazione Originariamente Scritto da Ken Parker Visualizza Messaggio
    E' cosi', probabilmente.
    Il lavoro costa poco ed e', al margine (cioe' sui lavoratori assunti dopo il 98, ovvero i giovani) piu' facilemente manipolabile (nel senso che se mi compro un macchinario me lo devo tenere anche se la domanda crolla. a un lavoratore flessibile posso non rinnovare il contratto).
    E' vero pero' che il gioco sta per finire, perche' con il riassorbimento della disoccupazione, che cala dal 98, appunto, prima o poi il lavoro sara' scarso e i lavoratori potranno avere piu' forza contrattaule
    E' quanto mi auguro, anche per favorire una ristrutturazione dell'industria italiana.

    Purtroppo invece temo che il modello PD/PDL, che punta agli aumenti salariali (demagogici) riducendo il cuneo fiscale, avrà solo effetti nefasti. Infatti, a meno che tale riduzione non venga effettuata in deficit-spending (cosa improbabile), gli effetti benefici degli aumenti salariali verranno cancellati dagli effetti contrari della riduzione della spesa pubblica. In tal caso, essendo le imprese assolutamente estranee a questo, non avranno neanche incentivi a orientarsi verso processi produttivi più capital-intensive.

  4. #54
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    Citazione Originariamente Scritto da Demi Romeo Visualizza Messaggio
    un maggior salario non determina un maggior rendimento del lavoratore e maggiore innovazione.

    la qualificazione di chi ci lavora non è minimamente presa in considerazione!

    il salario deve tener conto del rendimento e del grado di specializzazione del lavoratore,ma allo stesso tempo l'azienda deve garantire la qualificazione del percorso professionale del lavoratore e una sua futura mobilità.
    lo stato finanzia questo processo.
    è il cosiddetto Bonus Formativo introdotto da anni in Gran Bretagna!

    se ci fossero più concorrenza e meno trust in Italia,vedresti come le aziende si interesserebbero di più all'innovazione!
    ma certo che i salari non determinano un aumento della produttività, non direttamente, almeno.
    quello che noto io è una situazione malata dal punto di vista della produttività.

    poi puoi attuare tutte le tecniche di sfruttamento anglofile che ti pare, ma se le imprese non investono nei processi produttivi è tutto inutile.

  5. #55
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    Citazione Originariamente Scritto da RossoDOC Visualizza Messaggio
    questa e` un`altra, piu` grave, boiata che scrivi!

    punto numero 1, perche` mettere tutele di uni contro le non tutele di altri????
    le tutele andrebbero esetese a tutti, e non ridotte ad alcuni (per arrivare a ridurle a tutti)

    punto 2: MA CHI TI DICE CHE ANTE 98 SEI TUTELATO???
    ma sai di che parli?
    sai per esempio dei processi di esernalizzazione cosa sono???
    chi colpiscono?
    di chiusura di stabilimenti per abbattere il costo del lavoro?

    etc...

    ma non ti vergogni di servire cosi` vilmente il padronato e questi finti riformisti da 4 soldi?

    ma chi sei il figlio di colaninno?
    Rosso, se mi fai perdere la Roma mi arrabbio sul serio .

    E' ovvio che si parla per generalizzazioni: certo che tutti possono beccarsi una ristrutturazione produttiva, che colpisce sia chi e' assunto a tempo indeterminato sia chi e' flessibile.

    Ma oltre a questo, che e' flessibile e' chiaramente molto meno tutelato. Mi sembra evidente.

    Proprio perche' c'e' una categoria di lavoratori che posso mandare a casa quando voglio e' su di loro che ricade il grosso del peso dei riaggiustamenti:
    (esempio: faccio rubinetti. arriva un nuovo produttore cinese che mi toglie quote di mercato.Secondo te che mando per primo a casa, i tempo indeterminato, per i quali dovrei mettere in stato di crisi l'azienda, o i tempo determinato, ai quali basta non rinnovare il contratto?).

    In questo senso i due tipi di tutela sono OGGETTIVAMENTE in contrasto: io flessibile so che sono il primo ad andare a casa perche' c'e' tizio, assunto prima del 1998 che ha un contartto a tempo indeterminato.

    Con questo non volgio dire che bisogna levare tutte le tutele. forse, come dici tu, bisogna estenderle a tutti. Ma, ancora, prima di decidere bisogna capire bene come stanno le cose e quali sono i costi da pagare in un caso e nell'altro

  6. #56
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    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    ma certo che i salari non determinano un aumento della produttività, non direttamente, almeno.
    quello che noto io è una situazione malata dal punto di vista della produttività.

    poi puoi attuare tutte le tecniche di sfruttamento anglofile che ti pare, ma se le imprese non investono nei processi produttivi è tutto inutile.
    è sicuramente malata!

    l'innovazione dei settori produttivi è fondamentale,ma se l'azienda ha il culo parato dal trust o ha il monopolio su determinate risorse,l'innovazione per essa diviene solo superflua e costosa!

    bisogna incentivare il processo di liberalizzazione dei settori strategici come quello energetico,delle telecomunicazioni,dei trasporti ecc...

    anche perchè avrebbe l'effetto di diminuire la spesa pubblica!

    solo con l'ampliamento dei mercati,le aziende per essere realmente competitive in Italia come in Europa,investiranno sull'innovazione,ricercheranno qualificazione e il modello di flessibilità sarà idoneo alle esigenze odierne del mercato del lavoro!

 

 
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