



siamo tutti bingo bongo








Scrivo col nick di Nolan, ma sono il vecchio Fascinazione(prima che venne usurpato), uno dei responsabili del Blocco.
Alla tua ironica affermazione, dovuta al fatto che nel Blocco Studentesco sono presenti due "diversamente bianchi", rispondo così:
Razza significa essere capaci di pensare in un certo modo.
Chi ha coraggio, lealtà e onore, i segni distintivi dei tedeschi, appartiene, anche se non ha le caratteristiche fisiche della razza "Nordica", alla razza che dovrebbe governare la Germania.
L'unione di ciò che è nobile con un corpo altrettanto nobile è il traguardo cui tendiamo. Ma disprezziamo coloro che in un corpo nobile albergano un animo ignobile
Helmut Stellrecht, "Fede e azione", 1938.
Il testo doveva servire per l'educazione dottrinaria della Hitlerjugend


"La concezione nazionale, razzista, non erede affatto ad un'uguaglianza delle razze, ma riconosce che sono diverse e quindi hanno un valore maggiore o minore"
(Adolf Hitler, "Mein Kampf")


Il razzismo nazista può esserci utile per valutare cosa significhi oggi parlare di razze. Diciamo subito che lo stesso razzismo nazista, non aveva basi prettamente razziali, ma soprattutto spirituali e tradizionali, vedendo nel popolo tedesco, poi pantedesco e poi nel popolo ariano in generale una radice tradizionale comune radicata nella tradizione ancestrale e primordiale, a livello esoterico, una sorta di continuum di sangue, suolo e spirito. Ma per un nazista, un negro dell'africa, non era "inferiore", aveva il suo continuum nel suo contesto, la sua tradizione nel suo contesto. Ciò che rende una razza inferiore, nella concezione nazista autentica, è il fatto che lo spirito della razza venga snaturato attraverso un abbandono della tradizione primordiale e della continuità con l'ancestrale, rendendo così un popolo (razza e popolo nella visione di Hitler, che è fortemente influenzata da Hegel, di fatto coincidono) sradicato, senza radici, indegno di occupare il suolo che non è suo, e pertanto spiritualmente e razzialmente inferiore, ossia non paragonabile alla razza che invece ha le radici. Come dire che un albero morto e tagliato è meno di un albero vivo e radicato nel terreno. A tal proposito, Hitler diceva che Gesù era ariano, sapendo benissimo che era ebreo, e non ritenendolo affatto un controsenso.
La gravità del nazismo non sta in questo, ma nel fatto che la dottrina sopra esposta fosse poi letta alla luce dell'hegelismo e in quest'ottica, poichè lo Spirito di Hegel è assolutamente immanente e non trascendente, il razzismo da spirituale (che ad esempio Evola cerco di riabilitare, ma cadendo poi nello stesso errore facendo una strada differente), diviene totalmente materiale. Allora si ha la degenerazione, la discriminazione e la scala ontologica delle razze, che è inaccettabile per un cattolico, e per un essere umano di retta ragione.


non credo che il razzismo nazional-socialista avesse gran ché dispirituale, qualcosa frse, ma era per lo più un razzismo biologico basato sulle teoria di darwin..
poi sul fatto che hitler cnsiderasse gesù ariano, per curiosità dove l'hai letto?