L'amico Brunik, bollando come generiche "cazzate" una serie di tesi che si guarda bene dal confutare, si sofferma su una cosa ridicola: l'"aumento delle tasse" sottoforma di iva al 20% (e non 10) per Sky. Cioè una media di circa 3 euro in più al mese di abbonamento (e solo perché Sky, scorrettamente, intenderebbe scaricare l'onere esclusivamente sul consumatore).
Su questa vicenda tutta la sinistra (e non solo) ha preso una colossale cantonata. C'era un privilegio concesso a Sky molto tempo fa. Una tv emergente (che oggi oltre ad essere emersa ha sbaragliato il mercato) che godeva di una sensibile agevolazione: metre tutti pagavano l'iva al 20, per lei era molto meno, arrivando dopo tanti anni in lenta progressione solo al 10%. Alla faccia di un mercato libero e paritario. L'Europa ha sentenziato che, se non vi fosse stato un adeguamento (al rialzo per Sky o al ribasso per tutti gli altri) avrebbe preso provvedimenti.
Ora, va bene non perdere occasione di sottolineare il fatto increscioso che un competitor si ritrovi a legiferare nella propria materia (e pure a proprio vantaggio), ma ciò non toglie che quel provvedimento fosse giusto e doveroso.
Non lo fece Prodi solo per questione di opportunità. C'erano le elezioni alle porte, lui era nella gestione ordinaria, e portare la sua parte al voto eliminando un privilegio che avrebbe inimicato una tv neutrale (se non amica) non gli era sembrato il caso.
L'avesse fatto, oggi Brunik sarebbe stato qui a difendere la giustezza del provvedimento, con tanto di osanna al Professore.
Comunque questa e tutte le altre "cazzate" (che evidentemente qualcuno più competente ha ben apprezzato) le trovi pubblicate anche qui:
http://www.terzarepubblica.it
http://www.terzarepubblica.it/articolo.php?codice=2257




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