Cosa pensate di quest'esperienza?
Anche in rapporto alla cultura neofascista precedente e successiva...


Cosa pensate di quest'esperienza?
Anche in rapporto alla cultura neofascista precedente e successiva...
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.


Sostanzialmente un allegro fallimento.
Un '68 interno alla casa madre neofascista -fatte le debite proporzioni- simile a quello "vero" che andò a intorbidare le acque alla sinistra del PCI.
Fu la contestazione generazionale interna alla destra del vecchio regime missino, ordinovista e avanguardista.
Ebbe le sue ragioni ma come tutti i '68 ha prodotto solo o sbullonati o notai.
Più sbullonati che notai ovviamente.
Però fu una fase di eccezionale mobilitazione emotiva e creativa mai più eguagliata.
Ultima modifica di amerigodumini; 04-04-10 alle 22:32


Quoto AmerigoDumini, anche se andrebbe detto che vennero fuori da lì i nomi di autori e mondi (Schmitt, La Rivoluzione conservatrice tedesca, l'esigenza assoluta di una autonomia del Politico da ogni astratta trascendenza che non fosse storicamente realizzabile, un mondo nazionalrivoluzionario tedesco solo apparentemente seppellito dal Terzo Reich etcetc) che sembravano sconosciuti ad un mondo che non sapeva andare oltre (i pur fondamentali) Evola e Guenòn.
Ultima modifica di Celibano; 04-04-10 alle 22:45
Ambrosiana effeciiemme
Josè Mourinho per sempre.
Quello di Mourinho è il calcio più "politico" che esista




Certamente.
In fondo l'esperienza del Campo Hobbit -con la sua azzardata "riscoperta" del celtismo e del nordicismo- è da tempo alla radice delle correnti di base della Lega.
Quale siano state tutte le mediazioni occorse non saprei dirlo.
Ma è carino il fatto che Roma si sia vikinghizzata e asterixizzata molti anni prima del Nord.
Ultima modifica di amerigodumini; 04-04-10 alle 22:56


Avevo poi fatto una aggiunta e corretto un errore ortografico al precedente messaggio.
Astratta trascendenza nel senso che dalla c.d. Nuova Destra - che dava avvio a conferenze con Miglio, Galli, ed altri studiosi di Schmitt in Italia - partiva l'attacco non tanto e non solo ad Evola quanto ad un certo mondo tradizionalista, attacco all'insegna della visione del "mito incapacitante". La Tradizione, nella decadenza assoluta contemporanea, non risultava in quasi tutti i casi all'altezza della formazione dell'uomo diverso, alternativo, dell'uomo nuovo, diciamo per intenderci noi con un linguaggio più politico.
Nel mondo politico, questo richiamo ossessivo alla Tradizione aveva prodotto una situazione teorica e pratica pre-moderna, "medievale". Aveva prodotto per la ND solo disastri: per quanto giusta metafisicamente, alla realtà dei fatti, nella pratica politica come scienza della realtà e della eventuale possibile trasformazione del reale,dell'immanenza, questa dogmatica tradizionalista non serviva a nulla. Di qui un processo di studio molto importante sul massimo interprete (almeno per molti settori della ND) della politica moderna: Carl Schmitt.
Ora si potrebbe dire che anche Schmitt si richiami a Donoso e a certi autori controrivoluzionari; ma allo stesso tempo il suo richiamo, ancor più forte, è alla sovranità hobbesiana come fondatrice della politica moderna, molto più che al momento meramente machiavelliano nella fondazione dello Stato.
Ultima modifica di Celibano; 04-04-10 alle 22:57
Ambrosiana effeciiemme
Josè Mourinho per sempre.
Quello di Mourinho è il calcio più "politico" che esista




Guarda caso lo stesso Donoso che dichiara interrotte le continuità dinastiche e all'ormai inutilizzabile principio di legittimità sostituisce il richiamo alla dittatura invocando per primo quel potere "carismatico" (volendo impiegare le categorie weberiane) che assai più di quello "tradizionale" (venuta meno una condizione originaria di normalità e imponendosi una decisione sovrana) corrisponde allo stato d'eccezione e alla necessità di fare ordine in una situazione di caos.
Ultima modifica di Lord Enlil; 04-04-10 alle 23:26
A mio parere sono stati un disordinato,allegro e scanzonato fluire di emozioni e pulsioni da sempre sopiti nell'ambiente neofascista e nella cosiddetta "destra" italiana. Sopiti almeno dai tempi di Fiume...
Il paragone è volutamente iperbolico, comunque si è trattato di una esperienza abbastanza positiva anche se non ha lasciato nessuna traccia rilevante nè nel "nostro" panorama politico-culturale nè in quello nazionale.
Me ne fregio !
E.Petrolini
Non mi dite che sono incoerente,perchè lo so già.


Una Destra forse troppo emotiva.