pagliacci siete e pagliacci resterete.
quando farete la rivoluzione mandateci una e-mail
PAGLIACCI!
pagliacci siete e pagliacci resterete.
quando farete la rivoluzione mandateci una e-mail
PAGLIACCI!
Il non-stato, falso ambientalista, filocomunista vince ancora in Campania. Poliziotti sotto processo la vittoria dell’antistato. Il Movimento Sociale Fiamma Tricolore, vuole denunciare alla pubblica opinione, quanto in questi giorni si sta compiendo , nella regione Campania, ai danni delle forze dell’ordine e della polizia! Agenti di polizia, che al termine del loro servizio di ordine pubblico , presso le zone calde della Campania, e nello specifico della provincia di Avellino, sono oggetto e succubi del clima di Antipolitica, figli dei vari Bassolino, Iervolino, Caruso, e Pecoraro Scanio, che le maggiori forze politiche , compreso PDL, intenti al toto acquisti per campagna elettorale sembrano non vedere ed assecondare, consapevoli e speranzosi di trarne vantaggi elettorali! Noi non ci stiamo! La fiamma Tricolore intende denunciare tutto cio! Lo Stato, anzi Il NON-STATO, che per anni e’ stato immobile di fronte ai problemi immondizia, e non ha trovato una adeguata soluzione al problema adesso sembra tacere di fronte a quanti fanno vittime gli agenti,accusandoli! Finalmente i poliziotti sotto processo! Questo è il grido di vittoria dell’Antistato, spesso sinistroide, che è riuscito ad Avellino ad averla vinta. Poliziotti, vilmente aggrediti, offesi e minacciati. In quelle gravi condizioni psico-fisiche, qualcuno ha approfittato per potere avere, finalmente, la visibilità che da tanto tempo cercava e potere vedere realizzato il suo tanto AGOGNATO DESIDERIO: VEDERE LA POLIZIA SOTTO PROCESSO! Anche in questo caso le forze dell’ordini SONO STATE LE VITTIME DI UNA MALA POLITICA CHE STA FACENDO SOFFRIRE L’ITALIA, I SUOI CITTADINI E I SUOI TUTORI DELL’ORDINE. Le Forze di Polizia, per colpa di una vergognosa politica malata, da quando è iniziata l’emergenza rifiuti, stanno vivendo mesi di altissima tensione, di provocazione, di feriti gravi, di devastazioni, di violenze di ogni tipo e genere e di pericoli immensi e nessuno pensa di difenderli con un adeguato strumento normativo? Adesso è il momento, per la politica, di pensare ai suoi servitori che sono diventati, da molti mesi, il bersaglio da colpire e da far mettere sotto processo così che l’Antistato politico possa cantare i suoi inni vittoriosi. A tutto questo cio noi non ci stiamo! Solo in un “NON-STATO” ci dimentichiamo di anni di cattiva gestione del problema rifiuti, e facciamo si che poi il malcontento della popolazione , giustamente stanca di una situazione irrisolvibile, si scarichi sul primo arrivato, sulle forze dell’ordine! IL Movimento Sociale –Fiamma Trciolore, oltre ad esprimere la propria solidarietà ai tutori dell’ordine chiede una maggiore serietà dei politici campani, e promuove migliori strumenti normativi che possano tutelare le forze dell’ordine e, forze armate, chiamate in Italia a servire la Patria! Si perche anche chi fa la ordine pubblico nei pressi di una discarica serve la Patria!
MS-Fiamma Trciolore
DIP,Difesa e Sicurezza
Giovanni Demarco
http://www.ladestra.info/?p=17714


http://www.fiammaravenna.it/articolo.asp?T=cs&ID=63
Proprio a Ravenna!
GLORIA ETERNA A ETTORE MUTI!


ETTORE MUTI Nel ricordo di Pietro Montalto Pietro Montalto Obbedendo ad un impulso generoso il giovanissimo Ettore andò volontario nella prima guerra mondiale. Appena tredicenne aveva perduto il padre e a quindici anni, facendo tutto da solo, era riuscito ad arruolarsi nel 6° Rgt di fanteria, per essere poi assegnato agli Arditi. Una notte, questo reparto costituito da 800 volontari, aveva compiuto un'impresa eccezionale: guadare il Piave e costituire una testa di ponte sull'opposta sponda. Degli eroici volontari solo 22 erano sopravvissuti ai micidiali combattimenti. A 17 anni era stato legionario con D'Annunzio, che lo stimava molto e lo aveva soprannominato “Jim dagli occhi verdi”. Dopo una permanenza nei quadri della Milizia era entrato nell'Aeronautica, dimostrando straordinarie capacità di pilota. Le campagne d'Etiopia e di Spagna lo avevano visto battersi da prode. Pochi giorni prima dell'ingresso delle truppe italiane in Addis Abeba, aveva con spavalda grinta condotto il suo aereo, con Galeazzo Ciano a bordo, sull'aeroporto della capitale etiopica, ove aveva compiuto un atterraggio e un decollo sotto lo sguardo attonito delle sentinelle nemiche, paralizzate dalla sorpresa. Badoglio, che non aveva gradito quel gesto che toglieva a lui il vanto di calpestare per primo quella terra, tanto che aveva fermata la marcia dell'armata di Graziani, che lo avrebbe preceduto da Sud, ordinò gli arresti di rigore per quell'equipaggio, ordine che poi Mussolini annullò, sostituendoli con una decorazione. Oltre alla medaglia d'oro, conquistata in Spagna, ben dieci medaglie d'argento e numerose altre italiane e straniere, ornavano la sua giubba azzurra. Balbo, che s'intendeva di piloti, lo apprezzava e lo definiva “irripetibile Stradivario” del volo. Poi, senza averla nè sollecitata e neppure vagheggiata, gli giunse la nomina a Segretario del Partito Fascista al posto di Achille Starace (nominato Capo di S.M. della Milizia). Ma, essendo in corso il secondo conflitto mondiale, preferì tornare a combattere anche perché mal s'addiceva alla sua natura il lavoro di scrivania. Fu quindi a Rodi, da cui compì azioni di bombardamento sugli impianti portuali di Haifa provocando danni notevoli. Poi la mirabile impresa aviatoria spinta sino alle isole Barhein, nel golfo Persico, per bombardare con successo i più importanti impianti petroliferi inglesi: un volo di 4500 chilometri, in parte notturno e su territorio nemico. Altrettanto valido il suo personale contributo alla costituzione di reparti siluranti, sempre a Rodi. Fu richiamato in Italia e assegnato al Servizio Informazioni dell'Aeronautica per svolgere alcune missioni in Spagna dove lo colse la vicenda del 25 luglio 1943. Tornato in Italia si pose a disposizione. Verso il 7-8 agosto il Maresciallo Badoglio lo chiamò a colloquio per chiedergli di intervenire affinché le Camicie Nere della divisione corazzata “M”, accampata alle porte di Roma, togliessero dalle mostrine l'“emme rossa” senza opporre resistenza. Muti rifiutò. Nel congedarlo, Badoglio gli aveva fatto un gesto amichevole per rassicurarlo, come... tra bravi e leali soldati e nulla faceva presagire quanto stava tramando. Il Segretario del Partito Scorza e il Gen. Galbiati, Capo di S.M. Milizia, nulla avevano opposto allo scioglimento del Partito Fascista. La guerra “continuava” e tutti si ritenevano in dovere, con il nemico entro i confini della Patria, di eseguire gli ordini. Ma già il 10 agosto, in una riunione segreta di generali e del rappresentante della Real Casa, era stata fissata una retata di arresto degli esponenti del regime caduto il 25 luglio. Il 24 agosto fu il giorno stabilito per arrestare Ettore Muti, preceduto da alcune avvisaglie di cui l'eroe non aveva tenuto conto per il suo carattere leale, distante dagli intrighi, e per la coscienza tranquilla. Non l'arresto ma la morte era l'obiettivo del piano scellerato, accampando poi la vergognosa giustificazione di un tentativo di fuga per il colpo alla nuca sparato dal sicario e aggiungendo successivamente la spudorata menzogna degli illeciti amministrativi: questo l'onore dei generali intenti a preparare la resa. STORIA VERITA’ N. 13. Gennaio-Febbraio 1994 (Indirizzo e telefono