di Marco Di Mauro
La situazione Attuale:
Catania
Carenze, la testa che influenza le gambe, gambe che influenzano la testa, rapporto diretto o inverso la sintesi vede una squadra in difficoltà ben oltre il minimo rendimento auspicabile da quello stesso gruppo che nemmeno tanto tempo fa è riuscito a bloccare il gioco di Juventus ed Inter, quelle titolari, fino a conquistare uno storico traguardo in Coppa Italia, sbaragliando Milan ed Udinese.
Fenomeni, esagerato. Schiappe, altrettanto esagerato. Estremismi sciocchi, nel bene e nel male, causa di dolorosissime cadute, in volo. La verità sta in mezzo, mentre la saggezza nell’anteporre, tra pensieri e parole, qualche sano minuto di riflessione. Il momento più delicato della gestione Baldini, dove ad emergere dovrà essere non solo la capacità del tecnico nel rimettere il vagone spogliatoio sui giusti binari, ma anche e soprattutto la recettività dello spogliatoio nel ritrovarsi unito e determinato attorno ad intenti elementari, ma a quanto pare non ancora assimilati a dovere.
Milan
Vivere il Campionato, pensando per metà alla Coppa. Ancelotti sceglie saggiamente per un turno di riposo a chi, tra poco più di una settimana, sarà chiamato ad affrontare l’Arsenal nei 90’ più importanti della stagione, giocatori che sin d’ora potrebbero avere la testa altrove ma le gambe tutte da rischiare, in campo. L’esempio di Kakà, Ko per una botta al ginocchio in una partita che lo vedeva tutto fuorché protagonista, ha indotto bene lo staff rossonero a curare in salute i propri interessi, fuori allora Kaladze, Nesta, Pirlo e Jankulovski, col dubbio panchina o campo per Seedorf, da poco ristabilitosi.
Affidarsi all’esperienza dei senatori ed alla verve di giovani promesse, fresche e con voglia di imporsi.
La Tattica
Catania
L’unico modo per limitare il reparto più temibile degli avversari, fatto del mestiere di Gilardino e del dirompente Pato, è quello di prosciugare ogni possibile occasione dalla metà campo in su, pressando alto il centrocampo di incontristi con particolare attenzione più ai portatori di palla (Gattuso ed Emerson)che agli uomini di movimento (Ambrosini e Gourcuff). Fondamentale per il gioco offensivo sarà l’apporto sulle corsie esterne, confidando nella carica esplosiva di Vargas.
Molto dipenderà poi dalla scelta di Ancelotti tra l’unica punta o il tandem offensivo, che vorrebbe significare l’assenza di Seedorf. In caso di unica punta, un centrale dovrà andare incontro all’inserimento senza palla dei mediani, Seedorf, Ambrosini o Guorcuff, così da non consentire la soluzione da fuori area. In avanti la parola d’ordine sarà puntare l’uomo, per creare superiorità numerica o con le buone, dribbling, o subendo le cattive (entrate) di una difesa che non brilla per velocità.
Milan
Senza Pirlo, a manovrare gli ingranaggi del gioco, sarà un Milan tutto corsa e passaggi, pochi lanci lunghi, geometrie palla terra. Gourcuff dietro le due punte, oppure in accoppiata con Seedorf a sostegno di un unico estremo offensivo. Gran parte della gara si deciderà lungo le fasce, dove i centrocampisti saranno chiamati ad appoggiare la manovra in fase di proposizione.
Cercare il fondo, per poi crossare, oppure l’alternativa della conclusione a rimorchio da fuori area, i tiratori non mancano. Sarà un Milan che cercherà di controllare la gara, per imporne il ritmo secondo esigenza. Un centrocampo molto duro in fase di copertura, per limitare il gioco delle veloci ali rossazzurre, che proveranno ad andare al cross o creare spazi nel limitare dell’area di rigore.
In Campo
Catania
Nulla filtra dal ritiro rossazzurro. Lo staff tecnico opera in silenzio ma sembra molto lontana la rinuncia a Spinesi come attaccante titolare, sia perché il giovane Morimoto non può ancora considerarsi recuperato, sia perché mettere fuori l’attaccante pisano, in questo momento, significherebbe frustrarlo, ben più di quanto non faccia il campo, e perderlo per l’intera stagione.
Cambiamenti, invece, si attendo in tutti gli altri settori. La gara del dentro o fuori per alcuni giocatori potrebbe già essere scorsa, o forse sarà proprio questa. Silvestri o Terlizzi in difesa, primo nodo da sciogliere, seguirà, più tattico che decisionale, la scelta su chi preferire tra Sardo e Alvarez, considerando che dalle loro parti agirà Pato, tecnica e velocità per antonomasia. Per concludere in centrocampo, dove si potrebbe assistere ad una vera rivoluzione.
4-3-3: Polito; Sardo, Stovini, Silvestri (Terlizzi), Vargas; Biagianti, Edusei, Baiocco, Martinez, Mascara, Spinesi.
Milan
Gourcuff a supporto di due punte, o in accoppiata con Seedorf a far da suggeritori ad un solo punto di riferimento, in questo caso Gilardino. Questi i dubbi di Ancelotti. A centrocampo Gattuso ed Emerson a far da frangiflutti, Ambrosini a lottare ed inserirsi con e senza palla. Una disposizione atta a non dilatare gli spazi per ridurre i chilometri di campo sui quali correre, quarta partita in due settimane per i milanisti, e la stanchezza affiorava già domenica, nel secondo tempo del Meazza.
Giocatori freschi nei ruoli cardine, anzitutto Maldini ed Oddo sulle fasce, Bonera centrale con Simic probabilmente, a fargli da spalla. Pato giocherà dall’inizio solo se Seedorf non dovesse farcela, il tecnico rossonero sa che l’incidenza del suo attaccante aumenta con le difese affaticate dai minuti di gioco.
4-3-2-1: Kalac; Maldini, Bonera, Simic, Oddo; Emerson, Gattuso, Ambrosini; Gourcuff, Seedorf, Gilardino.
Uomini Chiave:
Catania
Silvestri (TerlizziRuolo molto più cruciale di quanto non lo sia quello di Stovini. Massima attenzione agli inserimenti degli avversari, far bene significherà essere perfetti.
Martinez: Meno fronzoli, dribbling ed alzare subito la testa per cercare i compagni, che dovranno farsi però trovare all’appuntamento.
Spinesi: Deve buttarla dentro, con l’aiuto di tutti (quanti).
Milan
Gilardino: Capitalizzare ogni occasione nelle vicinanze di Polito.
Ambrosini: Guadagnare metri di campo accompagnando la manovra, il suo punto forte gli inserimenti in area senza palla.
Simic: Una prova importante per riprendere fiducia in sé stesso e garantirla ad Ancelotti




Ruolo molto più cruciale di quanto non lo sia quello di Stovini. Massima attenzione agli inserimenti degli avversari, far bene significherà essere perfetti.
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