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Caso Pappalardi, il pozzo dell'incompetenza![]()
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ScarsoOttimo Scritto da Marco Pingitore giovedì 28 febbraio 2008 Oltre alla terribile verità del ritrovamento dei cadaveri dei due fratellini, vi è un’altra verità, a tratti più scomoda. Le indagini completamente errate e fuorvianti degli inquirenti. Quel pozzo è stato ispezionato si o no? Probabilmente chi lo ha fatto si sarà fermato a controllare con le torce la base del cunicolo, senza immaginare l’esistenza dell’enorme cisterna. Inoltre come mai quel casolare è stato analizzato solo una volta? Molto probabilmente perché la pista da seguire doveva essere una sola: il padre padrone che in un momento di rabbia uccide i propri figli. Come accaduto a Cogne e in altri casi tristemente noti, si cerca la verità solo in una direzione, tralasciando eventuali alternative. Il concetto della falsificazione delle ipotesi sembra non essere conosciuto. Piste sataniche, pedofile, di traffico d’organi, addirittura si è arrivati in Romania. Mi chiedo se tra un po’ di tempo qualcuno avrà il coraggio di ammettere il fallimento delle indagini e dimettersi. Sarebbe credo utile creare un pool di investigatori specializzati nella scomparsa di bambini, perché spesso, anche con tutta la buona volontà, non si possiedono le giuste competenze per questo genere di casi.
http://oknotizie.alice.it/go.php?us=181118e08e6e1877
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca...lo402769.shtml
Gravina,"ora scarcerate il padre"
Renato Farina su Libero
Intanto tiratelo fuori. Aprite la cella di quel padre. Permettete che Filippo Pappalardi veda i suoi figli. La vox populi di Gravina è furiosa contro magistrati e questore. Con semplificazione brutale la gente dice: hanno fatto fiasco nella cosa più elementare, e cioè trovare i corpi di Ciccio e Tore a pochi passi dal luogo dov'erano spariti, nel punto più ovvio dove può cadere un piccolo (un pozzo), come possono essere credibili quando accusano un padre con indizi che già prima traballavano? Se lo liberano non rischia il linciaggio, anzi: gli chiederebbero scusa in tanti.
Noi non sappiamo se sia stato lui o meno. Saremo i primi a chiederne la condanna quando emergessero prove. Oggi non ci sono. Persino i funzionari di polizia confidano nella possibilità sia stato un incidente, un gioco finito male in una casa perfetta per sognarci avventure ed esplorazioni. E allora neanche un minuto di più: prendete la chiave dal mazzo, e restituite aria e un po' di onore a quell'uomo in carcere per due omicidi che gridano mille volte vendetta sì: ma contro l'assassino. Essere vilipeso come padre demoniaco solo per un secondo di più, senza ombra di certezze documentabili, significa calpestare umanità, buon senso. Essi peraltro non sono obbligatori, d'accordo. Ma almeno la legge lo è. La si rispetti. Non ci sono nel Csm membri togati e membri laici che siano padri? Preparino il documento dei "padri del Csm" come fecero unanimi le "donne del Csm" per il caso della mamma di Napoli.
In Italia il codice consente la custodia cautelare quando ci siano gravi indizi di colpevolezza. Occorre inoltre la probabilità che l'inquisito 1) scappi; 2) inquini le prove; 3) reiteri il reato. Tutte tre le ipotesi sono irrealistiche ormai. E gli indizi? Il fatto è che forse il reato non c'è più per stessa ammissione degli inquirenti. E allora di cosa stiamo parlando?
Uno dice: "E se fosse davvero il colpevole? Non si può permettere uno sfregio morale ai bambini morti". Rispondo: problemi della sua coscienza, anche quella di un mostro brucia.
Ma la domanda di un Paese civile è un'altra: "E se fosse innocente?". Per la giustizia lo è a pieno diritto. Lo era prima ancora delle ultime scoperte, che cambiano tutto, trasformano gli indizi in segatura. Adesso lasciare un'ora ancora in carcere Pappalardi equivarrebbe alla colonna infame della peste di Milano. Come chiamare se no il sequestro di un uomo per impedirgli di piangere o di dire le sue cose a due casse bianche?
Solo dinanzi alla certezza della indegnità si può dire di no a quel povero gesto paterno. E qui siamo dinanzi a un uomo per il quale hanno chiesto la prigione inquirenti responsabili di non aver trovato due corpi nel mezzo del paese dove sono spariti. Ora si giustificano: non immaginavamo che quel pozzo si allargasse in cisterna.
Bastava chiedere alla gente del paese per sapere che qui sotto ogni grande casa in tufo c'è un'immensa vasca. Non è stato un buon papà, lo dicono tutti. Era un padre-padrone, sintetizzano i cronisti. Qui però non siamo in un telefilm o in una favola.
La realtà dice con chiarezza lampante questo: non esiste alcun elemento oggi per tenere chiuso in un carcere Filippo Pappalardi. Resta "l'unico indagato", sosteneva ancora il procuratore di Bari. Nella faccia pallida gli si leggeva l'orrore per la sofferenza dei due fratellini, ma anche la paura di aver sbagliato tutto. Non reiteri lo sbaglio. Poi proverete che Pappalardi è un assassino. Adesso aprite la cella.


Terza figuraccia dopo Garlasco e Perugia.
C'è qualcosa che non va tra i nostri inquirenti. Torniamo alle indagini fatte dai commissari invece che dai giudici?


credo proprio che vada scarcerato. stesso trattamento della Franzoni.
comunque la Polizia e i Carabinieri hanno dormito alla grande.




Si, ma a quanto pare l'erore nelle perlustrazione è stato fatto dalla Polizia Giudiziaria.
Lasciar fare le indagini senza conmtrollo della magistratura è una pazzia. Non voglio il ritorno allo stato di polizia.


Della vicenda so ben poco.
Non mi interesso alla passione popolare della cronaca nera.
Però non capisco, ma è così strasicuro che il padre sia innocente come dite voi?
(Ripeto: senza alcun intento polemico)

