La Sinistra che muore
di Fabio Greggio
Da : Movimento RadicalSocialista
I giochi sono fatti.
Abbiamo due sinistre.
Una cattosocialsitdemocratica di Veltroni, l'altra post-comunista di Bertinotti e co.
Il Pd è un imbuto, anzi una tramoggia che tritura tutto minuziosamente e amalgama con l'emulsionante del Veltronismo.
Il Veltronismo è la costola socialdemocratica della sinistra. Una volta c'era Saragat, il Pnte in perenne allarme per il Paese.
Ora c'è Uòlter.
Il Veltronismo rompe certi sani dogmi della sinistra italiana.
E' per il patto atlantico, anzi per una certa ammirazione per le icone del capitalismo liberista nord americano: Kennedy, quello della Baia dei Porci e del Vietnam, e la cultura che lo ha espresso.
Nel suo immaginario esistono le icone di un'intera generazione, presentati quasi come i barattoli di zuppa in scatola Campbell di un quadro di Warol: le figurine Panini, la Nutella, la Nonna del Corsaro Nero, la Fgci, i cantautori politici, Battisti&Baglioni, Mina&PattyPravo.
Una realtà emotiva edulcorante, rassicurante, che si propone di sintetizzare le mille sfumature dell’universo berlingueriano, zaccagniniano, dossettiano, perfino pannelliano.
E discute sulla praticabilità dei valori cristiani, camminando sui vetri in modo leggero, per non ferirsi.
Ma quello che più è preoccupante è il percorso della Sinistra, o di quello che resta di essa.
La Sinistra Arcobaleno trova il suo punto di sintesi nell’unione dei partiti storici che occupavano l’ala sinistra del Pci e quelli che erano definiti “sinistra extraparlamentare”.
Ma l’operazione, personalmente, non la vedo di buon occhio.
Il problema discriminante è il percorso a cui si è arrivati e quello che farà seguito dopo le elezioni.
L’unione numerica darebbe un 12%.
I sondaggi più ottimisti come SWG la danno quasi all’8%.
I più ci affermano che non supererà il 6%.
Cioè la metà della loro somma attuale.
Ed è già una sconfitta. Perché se così fosse ci troveremmo di fronte a quel percorso che già la sinistra francese ha sperimentato.
Nel giro di poche legislature è sparita completamente.
La Sinistra non ha avuto il suo Veltroni e questo è stato un errore.
Altro errore non ha presentato né volti nuovi, né idee di cambiamento sostanziale alternative al centrismo dilagante, ma senza quei dogmi obsoleti che ormai non affascinano più.
Bertinotti alcune settimane fa da Fabio Fazio dichiarò di farsi da parte “occorre un leader giovane”.
Tre giorni dopo si candidava a leader della SA.
Dietro di lui i soliti nomi che da decenni, come icone del vetero comunismo, come dipinti stantii, come gigantografie da 1 maggio in Piazza Rossa: Mussi, Pecoraro, Diliberto, Salvi.
Eppure un guizzo di coraggio con un Vendola per esempio, sarebbe bastato per cambiare lo stato di cose. Per smuovere le acque, per manifestare un anelito vitale.
L’inamovibilità della Sinistra italiana conduce al suo suicidio.
E l’effetto Francia è dietro l’angolo.
Tutto si giocherà durante e dopo le elezioni. Anche se ormai troppo tempo è andato perduto e all’orizzonte sventola solo una bandiera rossa, dal panno immobile come se fosse piantata sulla luna.
Se la Sinistra Italiana si sgretolerà, fagocitata lentamente, ma inesorabilmente dal Veltronismo, sarà un dramma, una debàcle culturale, un cambiamento epocale.
Una corsa al centro, disperatamente, per misurare quanta laicità ci sarà in un Paese dove parte del programma d’ogni Governo si scrive ormai nella casa di S.Pietro.
Forse il problema della Sinistra Italiana è una certa volontà conservatrice di rimanere nudi e puri, inamovibili, fino alla morte.
Godiamoci il coma.
Fabio Greggio





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