



portare la pressione fiscale sotto il 40% è un obiettivo realistico. Oggi è altissima 43,3%.
2% è recuperabile (40 miliardi di euro) dal recupero dell'evasione e un 2% dai risparmi sugli interessi che possiamo ottenere dalla riduzione del debito. Oggi paghiamo 5 punti di pil all'anno di interessi.
tutto il resto sono favole o illusioni.


Il discorso non è se il paese è grande o è piccolo. Le società che vengono costituite in questi paesi operano in tutta Europa e quindi mettono fuori gioco la concorrenza delle società che risiedono in paesi come l'Italia. Ma parlare di concorrenza in un paese come l'Italia che è settantesimo al mondo a livello di libertà economica mi pare alquanto fuori luogo.


Negli ultimi anni ad essere avvantaggiate o se volete meno danneggiate, dalla situazione economica in Italia sono state le categorie che hanno la possibilità di, come si dice in gergo, "fare" i prezzi: i lavoratori autonomi soprattutto ma anche coloro che lavorano nel commercio. Avendo più o meno la possibilità di fare i prezzi queste due categorie hanno avuto, di conseguenza, la possibilità di contrastare i momenti cosiddetti di magra. Coloro che invece percepiscono un reddito fisso, come i pensionati e i lavoratori dipendenti, non avendo questa possibilità hanno sofferto molto di più il panorama economico Italiano. Con questo non voglio dire che i negozianti o gli autonomi in generale sono tutti ricchi sfondati, perchè non è così, ma di sicuro sono coloro che hanno sofferto di meno i momenti più difficili passati dall'Italia negli ultimi tempi. Per quanto riguarda i professionisti è vero che non hanno il TFR e le ferie pagate, ma hanno la possibilità di gestirsi come vogliono per molte cose, anche le più semplici come gli orari di lavoro, e se credete che sia una cosa da poco vi invito a ricredervi.


io in Irlanda ci vivo quindi evita di sparare stronzate che ti fulmino al volo...
che 20 anni fa fossero poveri ok, ma quello che e' stato fatto qui non si poteva fare da nessuna altra parte.
1) e' il ponte tra america ed europa
2) il costo della manodopera all'inizio costava molto meno dell'UK (tuttora in verita')
3) l'esplosione di internet ha ovviato al problema delle infrastrutture quasi inesistenti in una isola tutto sommato piccola
4) hanno permesso un flusso migratorio in ingresso che manco immagini, credo che il 10% della popolazione ora siano polacchi, figurati sommando tutti
5) non avevano da proteggere l'economia esistente perche' semplicemente non esisteva (questo e' il punto decisivo) quindi si sono completamente aperti offrendo vantaggi imbattibili (tanto che cazzo avevano da perdere?)
6) sono madrelingua inglese e ti sembrera' una stronzata ma per gli investimenti americani non lo e'.
7) erano talmente pochi (3 milioni e mezzo) che alla fine fare ricchi in questo modo la maggior parte di essi era estremamente facile, bastavano le briciole del business americano in europa infatti gli headquarters delle aziende piu' grandi, cosi' come il grosso dei call center, sono qui.


Tolte le tariffe, le quali vanno pagate obbligatoriamente, non a caso si chiamano tariffe (non c'è concorrenza) per il resto sono i consumatori a decidere quanto consumare. Se la pressione della domanda a causa dell'inflazione e della massa monetaria è salita, non si può incolpare solamente chi ha ritoccato al rialzo i prezzi. I consumatori avrebbero potuto punire i commercianti astenendosi o limitando i consumi.




Cmq. l'articolo è scritto male. Mi sembra prevenuto a priori contro una intera classe di commercianti e professionisti, il tutto infarcito con un pò di demagogia politica.
E' chiaro che il lavoro autonomo ti dà più opportunità di crescita economica, ma tutto ha il suo prezzo.
Più opportunità non vuol dire automaticamente più ricchezza. In quasi tutti i casi vuol dire però più ore di lavoro e più stress.
Ad esempio la critica contro i grossi studi legali e tributari fa un pò ridere. Io ho lavorato per un pò in uno di questi e vi garantisco che per la maggioranza di chi ci lavora è più lo stress e le amarezze che le soddisfazioni, anche economiche.
Forse sarebbe meglio per tutti valorizzare la cultura del merito, non compararla ad un privilegio di casta. Il primo è da lodare, il secondo da combattere. Se poi il merito porta soldi a qualcuno tanto meglio per lui, non credete?


Quoto con te, ma il libero mercato non è necessariamente la realizzazione della meritocrazia. E' il luogo in cui si vince se si soddisfano i bisogni dei consumatori. Non c'è alternativa, nessuno punta la pistola alla tempia a nessuno nel libero mercato, non c'è coercizione. Il problema è la presenza dello stato che limita questo processo di catallassi.


non ho detto che non fosse povero 20 anni fa, ho detto che l'Irlanda e' una piccola isola con pochi abitanti che ha fatto da ponte tra l'europa e gli USA con un costo molto piu' basso dell'UK e del resto d'europa...
hanno inoltre permesso flussi migratori pesantissimi per sostenere questa crescita a basso costo, altrimenti si sarebbe fermata.
queste condizioni erano possibili solo qui, cerchiamo di non essere superficiali per favore.