E quindi bisogna lasciare le cose come stanno (miseria giovanile, stipendi a due lire, precariato, sfratti, impossibilità di farsi una famiglia etc.) perchè se no ai "proprietari" gli cala la rendita immobiliare, addirittura "svaluterebbe" il valore delle case.
Bene, almeno hai avuto il coraggio di ammetterlo, mentre tanti altri fanno una marea di fumosi discorsi idologico-economici ma la sostanza è proprio questa.
Garantire le rendite, costi quel che costi, sia pure intere generazioni di morti di fame, il crollo demografico, il declino economico etc.
Quindi la Francia potrà continuare a costruire 70.000 case popolari l'anno, la Grab Bretagna 30.000, chissà quante la Germania...
E noi 1.900, giusto per facciata, per avere un argomento da usare sui media.
E' vero, fin dal governo Ciampi del '90 si persegue l'aumento della rendita immobiliare attraverso la rarefazione dell'offerta.
C'era una legge fascista (ripresa dalla Repubblica) che obbliga a che i soldi della previdenza (pensioni) versati dagli enti previdenziali fossero investiti in edilizia popolare o residenziale. Questo ha creato lavoro, valore, patrimoni pubblici enormi, garanzia per le pensioni, e ovviamente case a basso costo. Con funzione di calmiere del mercato.
Abolita questa legge e dirottati i soldi della previdenza negli impieghi finanziari si sono da un lato finanziate con miliardi di euro le cambiali fasulle dei vari "capitani di finanza" (i Tanzi, i Geronzi, i De Benedetti e bestiacce varie), dall'altro smettendo di costruire si è avviata la catena di Sant'Antonio immobiliare a danno delle nuove generazioni, che dove negli anni '60 si pagavano la casa con 6 o 7 anni di stipendio (costo dei mattoni + costo per metterli assieme) ora devono sgobbare 40 o 50 anni per pagare gli stessi mattoni (e bisogna pure "garantire" di poterlo fare)
Non più, come era negli anni '60 e '70, il benessere assicurato dal lavoro, dal grado di istruzione che uno riesce a raggiungere, con l'economia basata sull'industria e la produzione di valore aggiunto.
Bensi sulla rendita di posizione, sulla distruzione della previdenza a favore dei pescecani, e una politica finalizzata apertamente a garantire questo stato di cose.
A danno di chi nel 1990 aveva venti anni e successive generazioni.
E' ovvio che la penso diversamente, tutto quello che scrivo sta a dimostrarlo.
Certo, il Mutuo Sociale avrebbe anche la funzione di raddrizzare questa folle stortura, ti farebbe calare la rendita immobiliare perchè invece di ficcare la testa nel cappio i giovani avrebbero una alternativa.
E' proprio quello che si vuole ottenere.
A te (per dire...) la casa non te la toglie nessuno, il tetto ti rimane.
Che ti cambia se su in ipotetico valore ci devi mettere uno zero di meno?





). Ora, non so se tu hai anche solo una vaga idea dei criteri d'assegnazione delle case popolari, ma ti posso assicurare che il risultato sarebbe: i furbi, gli evasori e gli speculatori (categorie non mutuamente esclusive) s'intascherebbero più case (con tanto di cresta da susseguente rivalutazione), per gli onesti invece "tutti in banca" in quanto "troppo ricchi" (poi, che per permettersi di pagare la rata di un mutuo debbano fare fior di rinunce chi se ne frega).
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