Dal Riformista del 26 febbraio 2008
La divisione di partenza...è messa a dura prova dalla necessità di collocare i nove esponenti radicali, i prodiani e outsider come Marco Follini e Luciana Sbarbati.


Dal Riformista del 26 febbraio 2008
La divisione di partenza...è messa a dura prova dalla necessità di collocare i nove esponenti radicali, i prodiani e outsider come Marco Follini e Luciana Sbarbati.


Tu hai mille volte ragione, ma a me non da nessunissimo fastidio.
O almeno, non è questo quello che mi da fastidio.




Lo aveva detto riguardo alle cariche interne di partito, ed in particolare a quelle del PD.
Questa storia dei "giovani in Parlamento" a lei non mi pare di averla sentita dire e a me personalmente suona un po' come un controsenso: in Parlamento per me ci devono andare persone mooolto mature e con lunga esperienza; semmai il punto è che non dovrebbero essere proprio sempre le medesime.


Il disagio interno e viciniore al PD cresce di giorno in giorno: l'amico Vincenzo Garraffa avrebbe firmato un appello che, almeno fino al penultimo capoverso incluso, coincide con la posizione espressa dalla mozione "Autonomia repubblicana" già nel settembre scorso.


Dal Corriere adriatico on line di oggi 28.02.2008
I Repubblicani Europei
“Aderiamo al partito di Veltroni”
fano - “I Repubblicani Europei fanesi aderiscono al Partito Democratico”. Lo ha dichiarato Alberto Berardi che di tale forza politica, scissa dal Pri, è stato il portavoce e l’esponente più autorevole. “I piccoli partiti – afferma – non hanno più ragione di esistere. Sono morti e non lo sanno. Noi Repubblicani Europei lo abbiamo capito e per questo abbiamo deciso di aderire al Pd di Veltroni”.
Che altro aggiungere?
"Requiem aeternam dona eis, Domine, et lux perpetua luceat eis".


Ci sono altre considerazioni da aggiungere. La prima: il MRE non è sciolto senza un regolare congresso di scioglimento; idem per i livelli regionali, provinciali e locali, dove ci sono. Hanno fatto tutti così: dai maggiori (DS e Margherita) ai minori (Cittadini dell'Ulivo). La seconda: il signor Berardi adduce una spiegazione che lo fa sembrare (oltre che poco repubblicano) poco intelligente; dovrebbe imparare a essere serio almeno dai Cittadini dell'Ulivo, che hanno ritenuto superato il loro minimovimento "in quanto raggiunti gli scopi statutari". La terza: non tutti se ne vanno; e dunque, il simbolo e il nome saranno proprietà di chi resta. La quarta: il MRE sembrerebbe franare proprio in casa dell'amica Sbarbati. La quinta: prendiamo buona nota di tutti coloro che oggi fanno il piddino; sarà una lista utile, soprattutto se il PD non solo perderà le elezioni, ma le perderà male, facendo poi la fine del PSU 1966-1969.


Effettivamente il MRE non è sciolto e ne ce n'è l'intenzione. Tutt'altro discorso sarà la sua operatività se le elezioni dovessero andare male per il PD e nessuno dei candidati (1?, 2?, X?) di provenienza MRE dovesse essere eletto. La vedo dura, in questo caso, mantenere (gia carente ora) un minimo di operatività a livello nazionale e forse si dovrà ricominciare dal livello locale a costruire una nuova rete. Ma chi lo può fare? L'età media nel nostro movimento (salvo rare eccezioni) è elevata e non tutti hanno voglia di ricominciare ed è evidente un certo afflosciamento di gomme. Ma prima di mettersi apiamgere sul latte versato, aspettiamo che si versi... anzi cerchiamo di non versarlo...

