Adesso qualcuno si azzarderà a dire che anche la giornalista de Il Manifesto è un imperialista?
Qualcuno può forse accusare la Sgrena di non conoscere le donne locali o di simpatie per Bush?
Eginardo e qualche altro folle veranno a dirci "mondialismo! la donna va picchiata e sottomessa, lo diceva anche il codice di Hammurabi!"...?
LIBRI: LA 'GUERRA' DELL'ISLAM CONTRO LE DONNE
Roma, 24 feb. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Il velo e' un sinonimo di oppressione e di negazione. Obbliga le donne ad adeguarsi alle regole imposte dalla societa' maschilista. Le costringe a calpestare la loro femminilita' e la loro liberta'. Rappresenta uno strumento con cui sono osteggiate ed offese. E' questa la tesi che Giuliana Sgrena, giornalista ed inviata del quotidiano 'Il Manifesto', sostiene nel saggio ''Il prezzo del velo. La guerra dell'Islam contro le donne'', pubblicato dalla casa editrice Feltrinelli. Molte donne esprimono il desiderio di indossare il velo.
Si potrebbe pensare ad una decisione autonoma e personale. Eppure non e' sempre cosi'. Spesso il desiderio di coprirsi il capo e' una necessita' improrogabile. E' un'imposizione alla quale non si puo' sfuggire. Cosa si nasconde dietro un obbligo tanto perentorio? Secondo la Sgrena il velo non racchiude la volonta' di affermare l'Islam riproponendo i suoi valori morali e culturali.
Di fatto, le forze piu' tradizionaliste perseguono un obiettivo diverso: conducono una battaglia senza confini contro le donne musulmane. In ogni angolo del mondo, dal Medio Oriente ai paesi occidentali, cercano di affermare un principio inattaccabile. Le donne non devono raggiungere posizioni di grande responsabilita'. Devono rispettare l'autorita' maschile. In Europa, d'altra parte, le loro possibilita' si complicano ulteriormente. Sono costrette a vivere sotto il potere maschile esercitato nella comunita'.
http://www.adnkronos.com/IGN/Cultura/?id=1.0.1909968876
carlomartello





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