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Giò91
ma la linea di Casa Pound la decide Storace?
Fra le altre cose, alla Fiamma sono legate varie associazioni e comunità metapolitiche e non mi sembra che siano tutte appiattite sulla linea di Storace.
Ovviamente, do per scontato il fatto che tu consideri che Fiamma e La Destra non siano la medesima cosa.
quoto.
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nicolas eymeric
E tu vorresti competere con partiti che dispongono di milioni di euro semplicemente conducendo una vita un pò più austera?
Certamente. Una competizione che più che i soldi, usa l' impegno, la disciplina interiore, la costanza, la pazienza, l' intelligenza.
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VELENO
se tu non hai una vita sociale non è colpa nostra.
:-0008n:D
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Originariamente Scritto da
Giò91
ma la linea di Casa Pound la decide Storace?
Fra le altre cose, alla Fiamma sono legate varie associazioni e comunità metapolitiche e non mi sembra che siano tutte appiattite sulla linea di Storace.
Ovviamente, do per scontato il fatto che tu consideri che Fiamma e La Destra non siano la medesima cosa.
Hai perfettamente ragione, però io ho seguito la presentazione del simbolo con Romagnoli-Santanchè-Buontempo...i toni erano da Grande Destra neo-con...infatti il punto diceva:"sulla pelle dei militanti di Fiamma".
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Chandra Bose
Certamente. Una competizione che più che i soldi, usa l' impegno, la disciplina interiore, la costanza, la pazienza, l' intelligenza.
un vecchio adagio popolare recitava così: "chi vive sperando muore ca...."
ti lascio completare la frase:D
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Originariamente Scritto da
Chandra Bose
Certamente. Una competizione che più che i soldi, usa l' impegno, la disciplina interiore, la costanza, la pazienza, l' intelligenza.
Ti pongo una domanda: secondo te questa competizione dove si svolge? Il consenso dove si forma: nella strada o in televisione?
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Arthos
questo è il classico errore...un deputato può guadagnare 15.000 euro al mese...ma non serve a nulla nel mare della politica...prendi due parlamentari, fondi un giornale, bene, ma se fai la fine del Campanile, 5.000 di tiratura, 4000 copie al macero, 1000 regalate...sei solo l'ennesimo partitino...e per sapere di come erano belli i fascisti a valle giuliac'è già il secolo d'italia...
Si può puntare sulle nuove forme di comunicazione via internet, basta guardare Radio Bandiera Nera. Le possibilità e le idee ci sono e sono innemerevoli, basta essere creativi ed avere un minimo di mezzi e di spazi.
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Originariamente Scritto da
Arthos
Hai perfettamente ragione, però io ho seguito la presentazione del simbolo con Romagnoli-Santanchè-Buontempo...i toni erano da Grande Destra neo-con...infatti il punto diceva:"sulla pelle dei militanti di Fiamma".
guarda, è vero che ne "La Destra" ci sono posizioni francamente distanti da una visione del mondo di Destra Radicale o comunque Fascista.
La politica estera in effetti è un tasto dolente.
Però, leggendo il programma, non mi sembrano toni da destra neo-conservatrice all'amatriciana....considerando soprattutto gli interlocutori, è un ottimo compromesso.
Certo, c'è qualche punto discutibile, ma mi sembrano buone linee programmatiche.
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nicolas eymeric
Bella domanda. Ne aggiungo un'altra: con tutta la simpatia che posso nutrire per l'idea corporativa in se stessa, quando si parla di "centro studi corporativi" si ha una minima idea di cosa sia la società italiana attuale? Ci rendiamo conto che ha sempre meno senso ragionare secondo categorie politiche ed economiche a dir poco vetuste?
io ho bene in mente la società attuale e bene in mente il corporativismo...vetuste?il liberismo è del 1700...il corporativismo è stato applicato in parte solo 60 anni fa...chi è vetusto?
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Originariamente Scritto da
Arthos
non è che si chiacchiera a vuoto...la santanchè fino a ieri votava le liberalizzazioni...io ho studiato, per quanto possibile, un bel po' di testi corporativisti...sono corporativista, io non faccio, perchè le liberalizzazioni dei servizi pubblici che una parte de La Destra vorrebbe, io non le voglio fare...
[...]
MUTUO SOCIALE
Intendiamo affermare in ogni sede il principio per cui ogni famiglia italiana ha diritto alla proprietà della propria abitazione, senza sottostare a meccanismi di impoverimento del reddito familiare attraverso la pratica usurante degli affitti o la stipula di mutui classici che arricchiscono soltanto le banche e mettono a serio rischio, come dimostrano i più recenti avvenimenti, il futuro di centinaia di migliaia di famiglie.
Non è attraverso forme di controllo del prezzo degli affitti che si risolve l’emergenza abitativa ma attraverso l’istituzione del Mutuo sociale, a cui possano avere accesso quelle famiglie che necessitano di abitazione e in cui nessun membro sia proprietario di immobili, attraverso cui comprare case pubbliche a prezzo di costo senza passare attraverso le banche.
ACQUA BENE PRIMARIO
L’acqua è un bene primario della nazione e di prima necessità per il nostro popolo, e in tal senso lo consideriamo di interesse strategico dello Stato.
Per questo motivo – e diversamente da altri settori - riteniamo sia doveroso considerare l’acqua, la sua gestione, la sua distribuzione e la vendita al consumatore un “bene pubblico” meritevole della massima tutela da parte dello Stato, delle Regioni e degli Enti Locali.
Gli interessi dei privati in questo settore non possono prevalere rispetto all’interesse generale.
Le politiche di privatizzazione delle acque vanno completamente riviste anche al fine di ritornare a tariffe di vendita che non penalizzino il consumatore e contemporaneamente tutelino questo bene pubblico.
Le aziende pubbliche che gestiscono e distribuiscono l’acqua devono rimanere o devono nuovamente essere riconvertite in un capitale di azienda totalmente pubblico, senza alcuna infiltrazione di privati. Tutti i cittadini-consumatori saranno a loro volta soci dell’azienda. Il “maggiore azionista” rimarranno gli enti locali preposti, che dovranno gestire l’azienda nell’interesse comune.
SANITA’
Riteniamo che - anche creando un rapporto virtuoso tra sanità pubblica e sanità privata, coinvolgendo Stato e Regioni – vada potenziato innanzitutto il Sistema pubblico della sanità: intervenendo per rimuovere tutte le incrostazioni burocratiche, controllando fortemente le spese inutili e rimuovendo i deficit di sistema, ma sempre tenendo al centro il cittadino-paziente, garantendo in particolare ai non abbienti la possibilità di scegliere dove e come farsi curare, garantendo anche a chi non è nelle condizioni economiche per farlo privatamente di essere curato e assistito secondo criteri qualitativi e di eccellenza.
[...]
Dove si parla di liberalizzazioni? :-:-01#19
E comunque non ci sono solo i camerati di Fiamma che si danno da fare ma anche molti altri che accettano di uscire dalla propria torre d'avorio autocostruita per lottare nel mondo reale...