De Felice osava parlare di consesno di massa al fascismo manifestatosi negli anni 29-38, con l’apogeo al momento della proclamazione dell’impero, dopo la conqueistadell’etipia nel 36. Era per de felice un consenso attivo, bastato, come avrebbe affermato nell’intervista, sul confrontt tra diverse situazioni e diverse realtà. Si pensa piu ai danni che il fascismo ha scongiurato che al problema di stabilira se aabbia protato veri e proprio venefici. Il conesno è diretto a ciò che non si ha. Agli sbvangaggi che si sono evitati, alla sicurezza di vita che bene o male, il fascismo assicura agli italiani. La guerra di etiopia suscita un consenso rumoroso, un momento di eccitazione nazionalistica solo quando è chiaro che gli anglofrancesi inrealta non si muovono e che l’italia conquista l’impero. Ancheq euio sitiamo attenti: il nazionalismo italiano che sta dietro la guerra etipica, il nazionalismo di massa noin è di tipo classico e imperialistico, bensi populistico e con una forte dose di suggestioni che vengono da un certo meridionalismo.
Non si tartata di un imperialismo di itpio inglese o francese: e un imperialismo, un colonialismo che tende all’emigrazione, che spera cioè che le grandei masse di italiani possano trapiantarsi in quelele terre per lavorare, per trovare quelle possibilita che non hanno in patria. Tutto questo spiega il consenso, ma gli attribuisce anche delle caratteristiche estremamente precarie. Quando la situazione economica si fa piu difficile, quando l’iuntervento in spagna e soprattutto l’asse e poi il patto d’acciaio porta l’italia sempre piu sulla strada della guerra, quando insomma viene meno il sneso della sicurezza e le speranze di qualche anno prima sfumano, il consenso si fa sempre piu debole.


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