sabato 8 marzo 2008
stadio "Meazza" in San Siro Milano
ore 20.30
Partita del Centenario - Auguri a tutti gli Interisti....


sabato 8 marzo 2008
stadio "Meazza" in San Siro Milano
ore 20.30
Partita del Centenario - Auguri a tutti gli Interisti....


la situazione disciplinare
F.C. Internazionale
Squalificati: Chivu;
Diffidati: Cambiasso, Cordoba, Julio Cesar, Materazzi, Vieira.
REGGINA
Squalificati: nessuno;
Diffidati: Campagnolo, Modesto, Tognozzi, Vigiani.


scusa se io vado a milano, e' impossibile trovare biglietti per la partita ???


io ci sono!!!




Inter-Reggina: 20 convocati
Portieri:
1 Francesco Toldo, 12 Julio Cesar.
Difensori:
4 Javier Zanetti, 13 Maicon, 16 Nicolas Burdisso, 23 Marco Materazzi, 24 Nelson Rivas, 40 Ivan Fatic.
Centrocampisti:
5 Dejan Stankovic, 7 Luis Figo, 11 Luis Jimenez, 14 Patrick Vieira, 19 Esteban Cambiasso, 21 Santiago Solari, 28 Maniche, 30 Pelè.
Attaccanti:
8 Zlatan Ibrahimovic, 9 Julio Cruz, 18 Hernan Crespo, 29 David Suazo.


io ovviamente ci sono


Mancini: "Io e l'Inter, un legame da sempre"
http://www.inter.it/aas/news/reader?N=40593&L=it
APPIANO GENTILE - Domani è il giorno di Inter-Reggina, gara valida per la 27^ giornata della Serie A Tim 2007-2008, in programma domani allo stadio "Giuseppe Meazza" in San Siro a Milano (ore 18,00).
Roberto Mancini ha incontrato i giornalisti nella sala stampa del centro sportivo "Angelo Moratti" dopo la seduta di allenamento della squadra.
Inter.it vi propone la versione integrale di quanto dichiarato dal tecnico nerazzurro.
Mancini: l'Inter si sta avvicinando alla partita contro il Liverpool con una grande serenità. C'è comunque un po' di tensione in vista di quella sfida?
"Oggi ci avviciniamo alla partita contro la Reggina che è molto più importante perchè è quella che arriva prima e perchè dobbiamo assolutamente tornare a vincere in campionato. Dobbiamo pensare solo alla gara di domani, poi ci occuperemo del Liverpool. E comunque la gara di martedì resta sempre una partita dalla quale può uscire qualsiasi risultato".
Come stanno gli infortunati?
"Ibra e Cruz oggi hanno fatto tutto con il gruppo, stanno bene e sono a disposizione. Cambiasso e Stankovic stanno meglio, quindi va abbastanza bene. In che condizioni è Ibra? È un mese che non gioca e, probabilmente, non farà tutta la partita. Però sta abbastanza bene".
Anche Chivu e Maxwell stanno bene?
"Maxwell non è ancora pronto, non ancora corso e al momento non è disponibile nè per domani nè per il Liverpool. Chivu oggi ha corso e si è allenato con il gruppo. Ha sentito un po' di dolore, ma credo che possa esserci per martedì".
Ieri il presidente Moratti ha dichiarato che nella vita a volte si riescono a fare cose impossibili: passare il turno di Champions League è una cosa che voi potreste riuscire a fare?
"Non credo sia una cosa impossibile, è sicuramente una cosa difficile visto il risultato dell'andata. Ma sono risultati che si possono ribaltare, non è una cosa impossibile".
Il presidente Moratti ha anche dichiarato di non pensare minimamente ad un altro allenatore per l'Inter. Le ha fatto piacere?
"È chiaro che mi ha fatto piacere, assolutamente. I destini degli allenatori, comunque, sono sempre legati ai risultati: spero che le cose continuino ad andare bene e che l'Inter prosegua a vincere. Poi è chiaro che nella vita nessuno può mai sapere che cossa accadrà domani".
Massimo Moratti ha detto di provare una grande emozione nell'essere presidente dell'Inter nell'anno del centenario: a lei che effetto fa esserne il tecnico?
"La famiglia Moratti ha legato per tanti anni il suo nome all'Inter, per loro questa società è sicuramente qualcosa di particolare. Per me è un onore essere l'allenatore dell'Inter nell'anno del centenario, perchè l'Inter è una delle squadre più importanti al mondo, ci hanno giocato grandissimi campioni ed è stata allenata da grandissimi allenatori. È una delle poche squadre al mondo a non essere mai retrocessa in serie B. Essere qui il giorno dei cento anni è una cosa molto importante".
Si sarebbe immaginato di aver già vinto così tanto alla guida dell'Inter? Lei è già diventato una parte importante della storia di questa società...
"Io sono parte di questa storia e ne sono orgoglioso, questo grazie a Moratti che mi ha dato la possibilità di allenare l'Inter. In passato non sono mai riuscito ad arrivare all'Inter da giocatore, a me sarebbe piaciuto e purtroppo non se n'è mai fatto nulla. Ma un legame tra me e l'Inter c'è sempre stato: io, ad esempio, ho debuttato in serie A a 16 anni e l'allenatore che mi ha dato questa possibilità è stato Tarcisio Burnich, un campione della Grande Inter. Da tecnico ho cercato di dare il mio contributo, essere qui ora è una cosa molto bella per tutti".
Si può dire che lei è stato il tecnico che ha dato la svolta e ha portato l'Inter alla vittoria?
"Bisogna essere anche fortunati ad arrivare in una squadra al momento giusto. L'Inter era un po' di tempo che non vinceva, prima o poi le cose dovevano cambiare. Tutti i tasselli sono andati a posto nel momento giusto e le cose sono andate bene, ma questo è già passato e, compreso quest'anno, bisogna continuare a vincere".
L'inno dell'Inter si intitola "Pazza Inter", perchè?
"Forse perchè, in questi ultimi quindici anni, ci sono stati momenti un po' particolari: magari la squadra faceva delle grandi imprese e poi si perdevano partite impensabili. Credo sia questo il motivo, non so se ce ne sono altri".
Oggi Massimo Moratti, al congresso mondiale degli Inter Club, ha ribadito l'onestà dell'Inter. Non si rischia di alimentare ulteriori polemiche?
"Non credo ci debba essere nessun tipo di pericolo nel dire la verità e le cose come effettivamente stanno. D'altra parte se, in cento anni di storia, non si è mai retrocessi per nessun motivo credo sia importante. Poi in Italia si può fare polemica per qualsiasi cosa, anche per una parola detta o interpretata male".
Lei ha perso una finale di Coppa Campioni da giocare con la Sampdoria, spera che questa ferita un giorno sparirà?
"(ndr.: sorride) Spero di sì... Ma non è tanto una ferita, arrivare alla finale di Coppa Campioni è una cosa straordinaria, soprattutto se lo fai con una squadra come la Sampdoria. A di là del fatto che quella sera meritavamo noi di vincere, il nostro problema dopo la gara era rappresentato dalla consapevolezza di non poter più arrivare sino a quel punto con la Sampdoria. Questo era il grande problema, avevamo chiuso un ciclo di una grande squadra con quella gara. L'Inter un giorno arriverà a giocarsi la coppa, e magari lo farà per due-tre anni consecutivi. È solo questione di tempo".
È vero che lei era distrutto dopo quella sconfitta contro il Barcellona?
"(ndr.: sorride) Non mi sono più ripreso... Di quel gruppo rimanemmo in pochi dopo quella partita, in quattro-cinque se ne andarono al termine della stagione. Cambiava tutto ed era un momento un po' difficile per chi amava la Sampdoria".
Lei ha un bellissimo rapporto con suo padre: qual è il migliore insegnamento che le ha dato?
"Posso solo dire che mio padre è una persona onesta e per bene, questa è la cosa più bella che abbia e che può avermi insegnato".
È vero che lei avrebbe fatto il falegname se non avesse fatto il calciatore?
"Mio padre aveva una falegnameria, andavo ad aiutarlo qualche volta come fanno tutti i figli con il loro papà. Poi ho avuto la fortuna di poter giocare a calcio".
Che cosa pensa dell'eliminazione del Milan dalla Champions League e della qualificazione ai quarti di finale della Roma?
"L'eliminazione del Milan è la dimostrazione del fatto che le partite sono tutte molto difficili e che dalla Champions League si può andare fuori in qualsiasi momento, soprattutto se si ha la sfortuna di affrontare delle squadre che stanno vivendo il loro migliore momento di forma. L'Arsenal ha dimostrato di essere una delle squadre migliori in Europa. La Roma, invece, ha disputato un'ottima gara a Madrid e ha meritato di passare il turno. Hanno giocato molto bene".
Ci sono già tre squadre inglesi ai quarti di finale di Champions League, può essere per un fatto di concentrazione e cultura?
"Non credo che sia un fatto nè di concentrazio o fortuna. Loro giocano con tranquillità anche le partite più importanti, giocare a calcio è un divertimento e farlo in Champions lo è ancora di più. Scendono in campo sapendo che si può anche perdere e che, per una sconfitta, non si fanno drammi e non cambiano allenatori o mezza squadra. Questo non accade alle squadre inglesi perchè sono leggermente più avanti di noi sotto questo aspetto. In Italia, a volte, affrontiamo le partite di Champions League come se fossero le cose più importanti del mondo o come se cambiasse tutto se si perdesse quella partita. È solo questa la casualità o la diversità che ha permesso ad Arsenal, Chelsea e Manchester United, e speriamo non al Liverpool, di passare il turno".


Pure questa partita ,che un mese e mezzo fa sarebbe stata quasi scontata,ora e' imprevedibile e difficile,anche a parte gli incidenti,la testa,la preparazione,la gestione umana,a testa bassa con il mirino tutto puntato solo sul liverpu'.
MA,anche una cattiva partita domani,non significherebbe poi una brutta partita dell'Inter contro il liverpu'.


ARBITRO: Christian Brighi
GUARDALINEE: Giordano, D'Agostini
4^ UOMO : Romeo