ROMA. Non c’è solo Elisabetta Gregoraci, finita nelle intercettazioni dei pm di Potenza. In Rai c’è stato di meglio, di tutto e di più pur di apparire. Qualsiasi espediente, qualsiasi talento è messo in campo anche se con lo spettacolo, inteso come genere televisivo, poco ha a che fare. L’offerta è talmente ricca e varia da lasciare senza fiato. La domanda, che c’è perché c’è, è quasi più discreta. Gli aneddoti fioccano e sono esilaranti. Si racconta, per esempio, dell’allora ministro Gasparri tempestato di attenzioni da una aspirante show girl che per la verità, il suo bel programma mattutino lo aveva portato a casa. Ma non le bastava e avendo conosciuto ad una cena l’importante uomo politico, aveva deciso di giocare il tutto per tutto, compresa l’asfissia. Il ministro tentava di sfuggire, e quando, in visita ufficiale a Saxa Rubra, si trovò a vedere da lontano la fanciulla, non trovò di meglio che nascondersi dietro un cassonetto per sfuggire all’incontro increscioso. La delegazione di alti funzionari in corteo ne fu sconcertata. E ancora: un alto responsabile di Rete, in quota sinistra, fu trovato da un vigilante in tenera compagnia di una schedina o giù di lì. L’episodio fu messo a tacere e il vigilante allontanato. Il palazzo di vetro di viale Mazzini ne ha viste delle belle, si pensò persino di spostare gli armadietti a ridosso delle finestre, a protezione delle malefatte interne. Perché è inutile illudersi, solo passando attraverso le forche caudine è possibile ottenere un passaggio in video. Storico è rimasto il sincero sfogo di una valletta che tanto si era adoperata con gli uomini della passata maggioranza. Quando scoprì che al cambio di governo seguiva il cambio delle poltrone Rai, s’accasciò: «Veramente? Oddio e adesso bisogna ricominciare tutto daccapo», alludendo ai favori da ridistribuire.
Una sorta di Sodoma e Gomorra che vanta un suo illustre passato. Indimenticabile fu l’amicizia definita «filiale» dagli interessati che legò la giovane Francesca D’Auria all’allora presidente della Rai, Antonio Baldassarre. In molti ironizzarono, il manager ancora ai vertici rispose: «Francesca è il mio angelo custode, la figlia che non ho mai avuto». Correva l’anno 2003. Correva invece l’anno 2005 quando Amedeo Goria si autosospese dal video a seguito delle indiscrezioni che lo avrebbero visto protagonista di avances all’indirizzo di una aspirante attrice, Michela Morellato. Ancora indietro, nel 2002 Saxa Rubra fu scossa da quello che succedeva in ambito Raisport: giornalisti e squillo accoppiati ad uso privato del bene pubblico: agli appuntamenti con le prostitute si andava e veniva con macchine Rai e già fioccavano le battute: «Puntuale arrivava la ricevuta per il rimborso aziendale».
Una fortezza, la Rai, che ha i suoi punti di morbidezza. Che sono Unomattina, Raisport e Rai Futura, sconosciuta ai più. Invece va in digitale e trasmette sul canale 872, è ricolma di giovani ragazze aspiranti famose e non si capisce perché continui a funzionare visto che vanta un’audience di 11 persone l’ora. E non scopre l’acqua calda neppure Aldo Grasso che sul Corriere dice e non dice quello che tutti sanno e risanno; in cambio di avanzamenti di carriera ex alti papaveri si facevano presentare da importanti conduttori, fanciulle di buon talento.
E gli uomini non vengono risparmiati. Massimo Giletti, accusato da Paola Saluzzi di essere nelle grazie del direttore di rete e di lavorare per questo, giustamente s’infiamma: «Non voglio neanche entrare nel merito di una cattiveria senza fondamento. Per quanto riguarda la Monsè, mi dispiace e mi fa tenerezza. Ma stupirci di questo stato di cose è ridicolo». Infatti, lo stupore è fuori luogo in un posto dove anche la concorrenza può dire la sua. Per esempio chi è legato alla famiglia Berlusconi. In un posto chiave siede l’ex segretaria del Cavaliere, mentre l’ex fidanzata di Paolo Berlusconi, Katia Noventa da anni ha un suo programma: «A me nessuno ha fatto avances, forse perché io mi pongo in maniera molto seria. Non frequento e bado solo a fare bene il mio mestiere di presentatrice, Certo è difficile in Rai dove gli spazi sono sempre meno». Sempre meno anche perché vanno sistemate le raccomandate. I programmi vengono gonfiati per dare posto a tutte, addirittura vallette per un’ora. Persino per l’arena di Giletti le trenta ragazze che a stento fanno una domanda all’ospite sono selezionate su tremila e per quelle trenta telefonano da ogni ministero. Dice l’autore Cesare Lanza: «Nell’anno 2004-2005 per “Domenica in” a forza di raccomandazioni s’era formato un cast di conduttori talmente numeroso da rendere impossibile scrivere il programma. Sulla Rai piovono mille pressioni ma la colpa è della politica; pressioni sulle persone e sui contenuti, di promozione e di censura». Tutti sanno, ma nessuno parla. L’unico a gridarle fu Luca Barbareschi che qualche mese fa nel corso di una riunione con gli uomini Rai della destra (presente anche Sottile) sparò a zero contro tutti: «An ha portato in Rai solo zoccole», tuonò e, a seguire, l’elenco delle suddette e dei loro programmi. Non ci furono reazioni.
http://www.lastampa.it/redazione/cms...6611girata.asp


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