Il caso Mortara.
E' una storia vecchia : risale all''800, quando la città di Bologna era ancora nello Stato della Chiesa.
La famiglia Mortara, ebrea, aveva una domestica cristiana. Quando uno dei figli dei Mortara stette male, la domestica, pensando che fosse in fin di vita, lo battezzò di nascosto ai genitori. Sarà stato l'effetto della grazia battesimale, ma finì che il piccolo si riprese. Qualche tempo dopo, la domestica, inavvertitamente, raccontò l'episodio in giro. Fu così che i gendarmi pontifici ( non dimentichiamoci che Bologna faceva parte dello Stato della Chiesa) si presentarono a casa Mortara e prelevarono il piccolo Edgardo. Il fanciullo, essendo stato battezzato, fu allontanato dalla famiglia e fu introdotto nella procedura riservata dalla Chiesa di Roma ai catecumeni. Fu portato a Roma, dove esisteva addirittura un palazzo dei catecumeni e vi fu rinchiuso. Il papa Poi IX, felicemente regnante, si interessò a lui e lo allevò nella fede cristiana. I Mortara cercarono in tutti i modi di riavere a casa Edgardo, anche con mezzi giuridici, sopratutto dopo che Lo Stato pontificio fu conquistato dal Regno d'Italia. Ma il giovane Edgardo, quando fu adulto e avrebbe (forse) potuto ritornare dai suoi decise di restare nella Chiesa di Roma e, addirittura, di farsi sacerdote.
Molti libri sono stati scritti sull'argomento. Oggi ai libri si aggiunge un'opera lirica che è andata in scena a New York.
Ne ha parlato stamane, Sorgente di Vita, la trasmissione dedicata dalla Rai all'ebraismo ogni quindici giorni su Rai 2. Gli autori sono due, di cui uno italiano.
Pensate che quest'opera sarà rappresentata in futuro anche in Italia ?




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