Ecco Berlusconi e Fini alla loro adunata milanese in diretta su La7 e poi in tutti i tg. Si danno la mano davanti alle telecamere, proprio come due guitti alle «comiche finali». Berlusconi, immemore dei recenti litigi, pare più che altro imbarazzato dal fatto di avere a fianco uno tanto più alto di lui. Così, si agita sui tacchi già rialzati, nello sforzo di acchiappare qualche millimetro ancora. Forse per questo, giorni fa, in un servizio dato dai tg, il boss di Bossi appariva in primo piano all’uscita da un portone, circondato da giornalisti, mentre Fini stava parecchio indietro, sotto un’arcata, zitto e buono. Perché l’ex presidente di An, ora sotto contratto come semplice membro del Popolo di Sua Proprietà, pare molto compreso nell’arte di non apparire troppo, per non disturbare il padrone che non dorme. A parte qualche gaffe clamorosa, come quella su Obama. Perché, è inutile, il fascista ogni tanto viene fuori, soprattutto nel mettersi sempre a disposizione del più forte. Anche se può sbagliare nell’individuarlo.

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